
Originariamente Scritto da
Giò
Meno male che volevi evitare lo spezzatino dei post!
In primis, "tautologico" non significa "falso". Una volta stabilito che Dio è l'Essere stesso sussistente, è scontato che Dio sia il suo stesso essere. Per questo ho detto che affermare che Dio è la sua stessa esistenza non aggiunge nulla di più di quanto sapevamo prima, una volta - ripeto - stabilito che Dio è l'esistenza stessa, ai fini della questione che tu ed io stavamo (stiamo) trattando.
Quella citazione che hai riportato non corrisponde al testo della
Summa theologiae. Infatti, il testo dell'articolo 2 della questione 4 della prima parte della
Summa lo trovi
qui. Non so da dove tu abbia preso quella citazione, ma penso (potrei sbagliarmi) che sia un rimaneggiamento di ciò che si può leggere nell'articolo 1 della settima questione della prima parte:
"Cum igitur esse divinum non sit esse receptum in aliquo, sed ipse sit suum esse subsistens, ut supra ostensum est; manifestum est quod ipse Deus sit infinitus et perfectus".
Ossia:
"Ora, come abbiamo già visto, l'essere stesso tra tutte le cose è quanto di più formale si possa trovare. Quindi, siccome l'essere divino non è ricevuto in un soggetto, ma Dio stesso è il suo proprio essere sussistente, come si è sopra dimostrato, resta provato chiaramente che Dio è infinito e perfetto".
Su questo attendo chiarimenti da te.
Riguardo al tuo ultimo post, non vedo il
non sequitur. Mi sembra che tu stia solo cercando un modo per "spaiare" dialetticamente il fatto che Dio sia la sua stessa esistenza/il suo stesso essere dal fatto che Dio sia assolutamente perfetto per poter dire che il tuo fantomatico motore delle particelle può essere la sua stessa esistenza senza dover essere per forza assolutamente perfetto. Ma questo è un mero escamotage dialettico.