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Discussione: Fede o scienza?

  1. #4731
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Nella sacchetta dei pokemon? Niente?

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    Boh, Severino come principali epistemici dopo Hegel mi cita Schopenhauer, Marx, Bergson, Husserl e Rosmini, ma quello che dice Aladar non l'ho trovato in nessuno.

  2. #4732
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    Boh, Severino come principali epistemici dopo Hegel mi cita Schopenhauer, Marx, Bergson, Husserl e Rosmini, ma quello che dice Aladar non l'ho trovato in nessuno.
    Aladar ha un pokemon potente e misterioso che i tuoi pokemon non possono combattere. Il duello si è fatto interessante..

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  3. #4733
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Aladar ha un pokemon potente e misterioso che i tuoi pokemon non possono combattere. Il duello si è fatto interessante..

    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    Hawking dice qualcosa di simile, ma se lo dicono solo i fisici per me resta sospetto, la realtà nel suo complesso non dovrebbe essere il loro ramo.

  4. #4734
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Molto bene.

    Partiamo dall'inizio, un ente immanente, in senso metafisico, è un essere che esiste e che non dipende da nulla al di fuori di sé per la propria esistenza.

    L'universo è un ente immanente. Come ente va inteso qualcosa che esiste, non necessariamente qualcosa che esiste ed ha una causa, abbiamo infatti detto che l'incausato, di per se, non è contraddittorio.

    Se consideriamo l'universo come tutto quanto esiste, poiché non c'è un ente esterno che ne determini l'esistenza, se esiste, deve necessariamente contenere in sé la propria ragione sufficiente per esistere (come nella prospettiva della metafisica moderna che estende il principio dell'autosufficienza).

    Questo porta alla conclusione che l'universo, inteso come totalità, non abbia una causa esterna e debba essere considerato un ente che esiste per necessità ontologica.

    L'obiezione a quanto sopra sembra essere: ma l'universo muta, pertanto non può essere incausato.

    Ma il divenire riguarda il cambiamento all'interno dell'universo, non l'universo nella sua totalità. L'universo nella sua totalità non muta.

    La nozione di divenire implica temporalità, mutamento e l'idea che qualcosa passi da uno stato all'altro. Tuttavia l'universo è un ente eterno ed immutabile nella sua essenza, pertanto non può "divenire" in senso ontologico.

    in altre parole:

    Il divenire interno all'universo: All'interno dell'universo, i fenomeni individuali mutano e si evolvono nel tempo. La materia cambia stato, gli eventi si susseguono, e la vita e la morte sono espressioni del divenire. Questo è il livello della contingenza e della temporalità.

    L'universo come totalità: Se consideriamo l'universo nella sua interezza come un ente immanente, esso non partecipa a questo divenire. L'universo, nella sua totalità, è (per usare le vostre parole). Non passa da uno stato all'altro, poiché ciò implicherebbe che esista qualcosa "oltre" l'universo stesso, che non esiste, e quindi sarebbe incoerente con l'idea di immanenza.

    Questa distinzione richiama il concetto di eternità come l'essere al di fuori del tempo, piuttosto che un'esistenza infinita nel tempo. Se l'universo è immanente e incausato, possiamo concepirlo come eterno in senso metafisico: esiste in modo atemporale, o meglio, il tempo è una proprietà interna alle sue parti, non della sua totalità.

    Peraltro, è provato che la cosa non sia affatto contraddittoria, prioprio con Parmenide e Severino, i quali sostenevano che l'universo come ente immanente non è soggetto al divenire. Solo che non comprendevano che è la totalità dell'universo come "contenitore" che non muta, non diviene ed è incausato.

    L' obiezione che osserviamo fenomeni che sembrano indicare un'origine (come il Big Bang) e un'evoluzione temporale, non può trovare accoglimento, giacché si può rispondere che il Big Bang e i processi cosmologici descrivono l'evoluzione all'interno dell'universo fenomenico e non l'origine dell'universo in quanto totalità. L'universo come ente immanente potrebbe non avere un inizio nel senso di una causa esterna o temporale, ma essere un’espressione di un ordine ontologico immanente e incausato.


    Concludendo, l'universo può essere considerato logicamente un ente immanente incausato, poiché non ha bisogno di una causa esterna per la sua esistenza e contiene in sé la propria ragione sufficiente. Inoltre, l'universo nella sua totalità non "diviene" in senso ontologico, ma è eterno ed immutabile, mentre il divenire si applica solo ai fenomeni interni a esso. Il cambiamento riguarda gli eventi all'interno dell'universo, ma l'universo stesso, come ente assoluto, è.
    Non regge minimamente un discorso del genere. La distinzione fra universo nella sua totalità, che sarebbe indiveniente, e parti dell'universo, che invece non lo sarebbero, risulta capziosa: il concetto di universo della fisica moderna coincide con la nostra dimensione spazio-temporale ed è un ens rationis cum fundamento in re, cioè una costruzione dell'intelletto basata sulla realtà conosciuta. La realtà conosciuta in questo caso sono i vari oggetti e le loro attività, lo spazio-tempo è l'insieme delle grandezze fisiche con le quali li si misura nei loro diversi aspetti. Tant'è che, con onestà, topquark a questa mia osservazione:

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Detto questo, il problema di fondo mi sembra questo: altezza, larghezza, profondità e tempo sono grandezze fisiche. La grandezza fisica è una caratteristica misurabile, ma la caratteristica misurata è sempre caratteristica di un oggetto. Altrimenti non misureremmo alcunché. Se lo spazio-tempo è altezza, larghezza, profondità e tempo, lo stiamo identificando con grandezze fisiche. Ma le grandezze fisiche sono sempre in relazione ad un oggetto. È un oggetto ad avere l'altezza X, la larghezza Y e la profondità Z e ad essere nel tempo t. Questo vorrebbe dire che lo spazio-tempo, così inteso, è solo l'insieme delle grandezze fisiche degli oggetti o di un oggetto. Ciò che esiste "davvero" (lo metto fra virgolette perché ovviamente non sto dicendo che le grandezze fisiche non siano reali) però sono sempre gli oggetti eventualmente misurati secondo queste grandezze fisiche. Se invece lo spazio-tempo non è questo, cioè non è definibile come l'insieme delle quattro dimensioni fisiche ricordate, allora attendo ulteriori precisazioni o correzioni da parte tua.
    ha risposto così:

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    Eh qui la questione diventa scivolosa, se mi chiedi se lo spazio esiste senza oggetti.. non so rispondere.
    Spazio e tempo sono in fisica una specie di "scenario" dimensionale in cui eventi materiali accadono.
    La mia idea di universo comprende sia lo spazio-tempo come dimensione fisica sia la materia contenuta, con le possibili dark matter e dark energy che non sappiamo neppure bene cosa siano.
    Il fatto che l'energia totale venga zero dipende da una proprietà geometrica dello spazio che possiamo misurare, è una deduzione basata sull'attuale modello cosmologico che gode di solide basi osservative.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

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  5. #4735
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Hai indebitamente spezzato la mia spiegazione, dalla quale si evince chiaramente perché segue che Dio, essendo l'Essere per essenza, non può non essere assolutamente perfetto/assoluta perfezione.
    Ma proviamo a tagliare la testa al toro con una semplice domanda: è possibile una perfezione dell'essere maggiore dell'Essere stesso per essenza? Se sì, vorrei sapere quale.
    Maggiore ? Che intendi con "maggiore"?

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  6. #4736
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Quindi cos'è successo?
    Al tempo t=0? L'inizio dell'universo, se ha ragione Guth con un campo scalare che si chiama "inflatone" (quando si dice la fantasia..), se ha ragione Hawking-Hartle con un punto quadrimensionale atemporale...
    Cosa l'ha causato? Non l'ha causato alcunché.

    Come "non-fisico" posso solo prendere atto che, tra i fisici, c'è chi ritiene corretto affermare che il decadimento del muone sia un fenomeno che dipende (cioè, è causato) dall'interazione debole. Volendoci ragionare sopra da non addetto ai lavori, posso solo pensare che l'interazione debole dia una spiegazione di tutti i fenomeni di cui stiamo parlando ma in modo parziale e che, forse, c'è qualcos'altro che al momento sfugge. Ma è solo il parere di un "profano".
    Hai trovato un quote che dice quello che ti piace e ti dichiari vittorioso?
    Facile che ne troverai altre simili, ma sai, il contesto ha la sua importanza.
    Telefona al tuo fisico di fiducia al CERN e domandagli cosa causa il decadimento di uno specifico muone. Non dei muoni in generale.

    Da quello che capisco io, dovrebbe voler dire che dalla causa X non segue sempre l'effetto Y, ma solo con un certo grado di probabilità.
    Ok.

    Infatti ho già detto che non sto sostenendo che la mq non sia valida. Sto solo dicendo che certe mancanze di spiegazioni esaustive su determinate "trasformazioni" sui generis probabilmente dipendono dall'incompletezza del modello.
    Posso solo ripetere quello che ho gia detto per cui non dirò nulla..

    Fino qui ok, il punto è che Cini va oltre e dice proprio che il pdc non viene mai violato in natura - e presumo che dire "in natura" non escluda il mondo subatomico.
    Il suo pcd non combacia con il tuo e neppure con il prs, sta parlando di un'altra cosa!
    If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac

  7. #4737
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Chiediamolo a ChatGPT, il ns fisico di fiducia (?):

    cosa causa il decadimento di uno specifico muone, non dei muoni in generale?

    Il decadimento di uno specifico muone è causato dall'interazione debole, una delle quattro forze fondamentali della natura, che governa i processi che coinvolgono particelle subatomiche. Più in dettaglio:

    Interazione debole: I muoni sono particelle instabili, e il loro decadimento avviene attraverso il processo di interazione debole, mediato dai bosoni W, che permette il cambiamento di tipo (flavor) dei leptoni.

    Processo di decadimento: Quando un muone singolo decade, si trasforma in un elettrone...

    Probabilità di decadimento: A livello quantistico, anche se conosciamo il meccanismo generale, la tempistica precisa del decadimento di un singolo muone è governata da leggi probabilistiche. La vita media di un muone è di circa 2,2 microsecondi, ma non si può prevedere esattamente quando uno specifico muone decadrà.

    In conclusione, il decadimento di uno specifico muone è governato dalle proprietà intrinseche dell'interazione debole e dalle leggi della meccanica quantistica.



    non mi riferisco all'interazione debole in generale, mi riferisco ad uno specifico muone al tempo in cui decade. Attraverso quale meccanismo un W viene emesso?

    Capisco meglio la tua domanda: ti stai chiedendo quale sia il meccanismo fisico attraverso il quale uno specifico muone emette un bosone W al momento del suo decadimento, e non una descrizione generale dell'interazione debole.

    Il decadimento di un muone è un processo che, a livello più fondamentale, è descritto dalla meccanica quantistica e dalla teoria dei campi quantistici, in particolare dalla teoria elettrodebole.

    In questo contesto, non si può pensare all'emissione del bosone W come a un "evento classico" nel tempo. Invece, l'emissione del bosone W è il risultato della probabilità associata a un processo di decadimento governato dalle leggi della meccanica quantistica.

    Le particelle come il muone sono descritte da campi quantistici, e la probabilità di un decadimento è calcolata attraverso l'ampiezza di transizione tra lo stato iniziale (il muone) e lo stato finale (elettrone, neutrino e antineutrino).
    In questo formalismo, la "forza" che permette il decadimento non è un evento istantaneo e localizzato, ma piuttosto il risultato di fluttuazioni quantistiche.
    Il bosone W non è emesso da un meccanismo classico come una forza che spinge il muone a emettere il bosone. Al contrario, l'interazione è descritta dai cosiddetti propagatori del bosone, che rappresentano il modo in cui un muone si trasforma in uno stato intermedio (incluso il W) prima di decadere.

    La sua instabilità è intrinseca e associata al suo stato quantistico. Non esiste un "evento" classico che provoca il decadimento; il muone ha una probabilità continua di decadere, governata dal suo tempo di vita medio (circa 2,2 microsecondi).
    A un certo punto, in modo del tutto probabilistico, il campo del muone interagisce con il campo W, e si verifica la transizione che coinvolge l'emissione del bosone. Questo bosone esiste in uno stato virtuale e mediatore dell'interazione debole, permettendo la trasformazione del muone in un elettrone e i neutrini.

    In definitiva, il meccanismo attraverso cui un specifico muone emette un bosone W è governato dalle fluttuazioni quantistiche e dalle leggi probabilistiche della meccanica quantistica. Non c'è un singolo "evento" che causa l'emissione.
    If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac

  8. #4738
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Sinceramente, se non ci fosse la capacità previsionale di mezzo, qualcuno si sforzerebbe di capire questa roba?

    Non brilla certo per chiarezza o logicità, però è chiaro che la capacità previsionale ha un significativo importate, questo rende la fisica ampiamente rispettabile, ma non bisogna esagerare.

    Forse il rosicamento nasce dal fatto che filosofia, religione e arte tirano senza nemmeno il bisogno della capacità previsionale.

  9. #4739
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    Hawking dice qualcosa di simile, ma se lo dicono solo i fisici per me resta sospetto, la realtà nel suo complesso non dovrebbe essere il loro ramo.
    Fai bene a non fidarti dei fisici..sono infidi.. molto meglio i filosofi..


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  10. #4740
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    Sinceramente, se non ci fosse la capacità previsionale di mezzo, qualcuno si sforzerebbe di capire questa roba?

    Non brilla certo per chiarezza o logicità, però è chiaro che la capacità previsionale ha un significativo importate, questo rende la fisica ampiamente rispettabile, ma non bisogna esagerare.

    Forse il rosicamento nasce dal fatto che filosofia, religione e arte tirano senza nemmeno il bisogno della capacità previsionale.
    Tira più un quadro di Caravaggio che una pariglia di buoi!

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