Attenzione a dire "può perfezionarsi solo in virtù della potenza" perché, messa così, può sembrare che tu voglia affermare che la potenza possa divenire in atto autonomamente ma non è così (la potenza si realizza solo in virtù di qualcosa che è già in atto).
Riguardo a Dio, c'è un errore: Dio è l'Essere per essenza, quindi la sua essenza non limita il suo essere. L'ente è ciò che ha l'essere e questo suo essere (in atto) lo riceve da un altro ente (che è già in atto). Dio, invece, essendo l'essere stesso, non lo riceve da nessuno: ha già in se stesso l'essere perché lo è in quanto tale. Quindi, non è finito (o limitato che dir si voglia). Non può essere nient'altro rispetto a ciò che è perché esaurisce tutte le possibili perfezioni ontologiche e gode della pienezza dell'essere, essendo l'Essere stesso sussistente. Non è quindi il caso di quegli enti esistenti in atto che realizzano solo un certo grado di perfezione dell'essere.
Alla fine, il "senso" delle cinque vie è questo: mostrare che ciò che ha l'essere non può non averlo ricevuto, in ultima istanza, da ciò che è l'Essere stesso, altrimenti - per ricorrere ad un'espressione figurata - il contenitore non avrebbe il contenuto (ma noi sappiamo che, invece, è così).





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