



- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


No, perché se è possible hackerare la realtà pensando un numero molto grande, tocca che ci impegniamo a fondo per provare, magari salta tutto per aria se becchiamo il numero giusto...![]()








Bello, non crediamo in Dio, ma crediamo nel numero dell'Apocalisse.
Altro che Millennium bug.![]()


Gli enti di ragione fondati sul reale possono essere di vario tipo. Sicuramente tutti i concetti - frutto delle astrazioni che noi operiamo a fronte dei singoli oggetti conosciuti - sono fra questi. Ad es., il concetto di "atomo" è un ens rationis cum fundamento in re: nella realtà esterna, infatti, non esiste l'atomo in universale ma vi sono solo i singoli atomi individuali. Ma anche le nostre unità di misura rientrano fra gli enti di ragione fondati sul reale. Ad esempio, i metri, i chilometri, ecc. non esistono davvero, se non in quanto vi sono concretamente oggetti che hanno un'estensione misurabile in quei termini. Riguardo al nostro universo quadrimensionale, io non nego che ad esso corrisponda qualcosa di reale, ma di per sé altezza, lunghezza, larghezza e tempo per avere senso necessitano di un riferimento ad uno o più oggetti. A meno che non le si voglia in qualche modo reificare.
Vuol dire che, a prescindere da cosa ci fosse esattamente ab origine, quella realtà non era descrivibile secondo le nostre leggi della fisica, non essendo quest'ultime in vigore. In questo non vi sarebbe nulla di contraddittorio e mi sembra - ma non sono un fisico, quindi potrei aver frainteso - che l'ipotetica singolarità iniziale da cui sarebbe scaturito il Big Bang sia proprio qualcosa di questo tipo.
Forse non troverò mai un esempio fisico contrario per la semplice ragione che noi viviamo in un mondo in cui vigono quelle leggi lì. Detto questo, non è nemmeno così vero che non si diano esempi fisici in cui causa ed effetto sono simultanei. Ad esempio, se io sto male e per guarire ingerisco una medicina, quest'ultima sarà causa della guarigione nel momento stesso in cui si verificherà l'effetto curativo. Non prima.
1) È comunque una conseguenza del lancio dei dadi il fatto che esca 1 su tutti i dadi, a prescindere dall'eventuale grado di "controllo" da parte del lanciatore. Senza lancio dei dadi, niente decadimento del muone.
2) È casuale il fatto che esca 1 su tutti e sette i dadi oppure no, analogamente a come è casuale il fatto che un contadino, decidendo di scavare una buca nel campo per piantarvi un albero, vi trovi un tesoro oppure no.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Reitero questo "giochino" per provare a farti capire come il fatto che Dio sia l'Essere per essenza implichi che il suo essere non abbia limiti e che, pertanto, sia infinito.
Può esserci qualcosa senza che abbia l'essere? No.
Pertanto, come puoi affermare che l'essenza circoscriva l'essere di Dio, se tale essenza è l'Essere stesso?
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Non ricordo esattamente a quale nostra conversazione tu faccia riferimento, ma ho memoria solo di un caso in cui tu sostenevi che le cose vengono fatte o per accordo o per costrizione. Non so (o quanto meno non ricordo) poi come tu abbia declinato le mie convinzioni secondo questa tua dicotomia
Non intendevo dire che per te sia un problema la fede altrui, ma che il problema della fede è la questione che più ti affascina. Se finisci sul terreno della filosofia e della metafisica è collateralmente a questo tuo interesse. Sia chiaro che è solo un'impressione che ho ricavato personalmente leggendo i tuoi post. Magari ho preso una cantonata e ti ho interpretato male.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).