Lo spasso severiniano (o il suo contraltare schopenhaueriano) sono garantiti da un'intelligenza senza limiti (perché in fondo, caro Arthur, non può esserci volontà senza intelligenza).




intelligenza nel senso di mente autocosciente e supremamente in grado di conseguire i propri scopi non vuol dire per forza l'"intelletto" invocato dai tomisti contro i volontaristi per insistere che Dio può volere soltanto il Bene e non è il Bene a essere ciò che decide Dio (vedi il dibattito sull'ortogonalità nell'intelligenza artificiale avviato da Nick Bostrom)
















In effetti non c'entra, ma il nostro è idealista, tutto è pensiero e quindi intelligenza.
Ma se non crepano è temporaneo, da assuefazione, insomma sembra ci siano dei limiti fisici invalicabili che solo il farsi di metafisica può sopperire.