



Infatti la questione più interessante riguardo alla filosofia di Severino è un'altra ovvero la libertà del Dio-Tutto prima ammessa e poi negata.
Ma anche qui non c'è niente di particolarmente nuovo, si tratta degli stessi equilibrismi già affrontati da san Tommaso e Leibniz (e non solo da loro).


Dio è di per se perfetto ma non sappiamo quanto è perfetto perche essere di per se perfetti non ci dice niente circa il grado di quella perfezione. Nemmeno ti salva la solita trita suggestione dell "essere la perfezione". Abbiamo già chiarito cosa significa. Evitiamo per favore di ripetere inutilmente sempre gli stessi concetti.
L'essenza assume giocoforza un ruolo limitante perche nessuno nemmeno Dio può essere diverso da quello che è e quello che è dio è definito dalla sua essenza la quale non è un aspetto logico di Dio solo per caso. È li per uno scopo: definire Dio. Il fatto che ti ostini a non volerlo chiamare "limite" non ha importanza. Chiamalo Pino se ti piace. Quello che conta sono le conseguenze di Pino ovvero l'impossibilità per Dio di non essere e di divenire. Le conseguenze di Pino sono le medesime sia nell ipotesi in cui Dio sia finito sia nell ipotesi in cui sia infinito. Il fatto che Dio non sia limitato dalla Potenza diviene irrilevante perché c'è comunque Pino che lo vincola.
Del resto se la Potenza è una privazione affermare che dio non abbia potenza equivale a dire che Dio non ha privazione, ma per parlare di privazione bisogna prima definire in relazione a cosa. Ipotizzare che Dio non abbia privazioni rispetto a ciò che deve essere rende la mia ipotesi del tutto non conttaddittoria.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
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