





- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !






Invece lo sappiamo: Dio è la perfezione stessa, è di per sé perfetto, è assolutamente perfetto. Tutte espressioni che vogliono dire la stessa cosa. Vale sempre la domanda che ti ho già detto tante volte: quant'è perfetta la perfezione? Non puoi dirlo proprio perché la perfezione in quanto tale non può essere limitatamente perfetta...se no, non sarebbe la perfezione ma qualcosa di perfetto. Il che è ben diverso.
Continui a parlare come se l'essenza esercitasse un ruolo limitante nei confronti dell'esistenza di Dio, circoscrivendola. Ma ti ho già detto che questo ruolo limitante può venire esercitato dall'essenza solo se ad essa corrisponde una potenza passiva da attuare. Cosa attua l'esistenza di Dio? Nulla, altrimenti non sarebbe Dio. Dio è di per sé. Quindi l'essenza non limita alcunché in Dio perché non c'è nessun atto d'essere da ricevere e circoscrivere.
Detto questo, forse me lo sarò perso, ma non ho ancora capito quale sia il limite ipotizzabile all'Essere stesso sussistente. Se il suo limite ipotetico è quello di "non poter non essere", ribadisco che non è un limite. Banalizzando, sarebbe come sostenere che l'immortalità sia un limite rispetto alla mortalità: assurdo. Se il suo limite è non poter essere diverso da ciò che è, dato che qualcosa di diverso dall'Essere stesso sussistente potrebbe solo o essere qualcosa di inferiore o non essere proprio, ribadisco che pure questo non può essere considerato un limite. Anzi, sono tutti segni di perfezione assoluta e priva di limite alcuno.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Dovrebbe essere come minimo l'ipotesi privilegiata in assenza del benché minimo segnale che le mele sono in numero finito.
Ma almeno se sono in un meleto, qualche indizio che le mele possano essere in numero finito ce l'ho, nel caso invece di Dio e dell'anima non c'è nessun indizio su cui basarsi, il nulla più assoluto.



