



1) Più che retorica direi maieutica. Comunque, per dare una risposta estremamente recisa alla tua domanda, sì! Ovviamente, va dettagliata. Anche se questo ci riporta al discorso sull'immaterialità e sulla spiritualità dell'anima che s'era affrontato qualche tempo fa.
2) Ottimo! Se è oggettivo che "ciò che è e non può non essere" sia assolutamente perfetto, l'intelligenza divina sarebbe manchevole se non rilevasse e, conseguentemente, apprezzasse tale dato di fatto, tenendo conto che ad essa risulterebbe immediatamente evidente in tutta la sua portata.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Lo comprendo, ma ammetterai che la contestazione di Einstein sarebbe stata molto più radicale, se avesse sostenuto che la teoria fosse stata in se stessa contraddittoria.
Non sarebbe più corretto dire che ne fornisce un'interpretazione alternativa? Chiedo da profano.
Se fosse così, come già ho detto in più occasioni, sarebbe violato anche il pdnc. A te le conclusioni.
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1) Ho idea che nessun algoritmo possa agire causando enti materiali senza meccanismo e che nessuna intelligenza possa agire causando enti materiali senza il corpo. Se ipotizziamo che una intelligenza incasuata crei enti materiale senza il corpo allora possiamo ipotizzare che un algoritmo incausato crei enti materiali senza il meccanismo.
2) una intelligenza infinita potrebbe giungere a conclusioni diametralmente opposte rispetto alle conclusioni giunte da una intelligenza finita.
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1) Non formuliamo ipotesi a caso e concentriamoci sulla realtà. Come facciamo a sapere se l'intelletto è o non è indipendente dal corpo? Dobbiamo analizzarne le operazioni. Come facciamo a sapere se un algoritmo è o non è indipendente dalla macchina che funziona seguendo la sequenza di codici? Analizzandone le operazioni. Se, nel primo caso, verifichiamo che le operazioni dell'intelletto umano sono, in una certa misura, indipendenti dal corpo, ne consegue che l'intelletto non si riduce ad essere un'attività corporea e che quindi esiste a prescindere dal corpo fisico che informa. Se, nel secondo caso, verifichiamo che le operazioni previste dalla sequenza algoritmica non sono indipendenti dalla macchina stessa, allora ne consegue che l'automatismo algoritmico non è indipendente dalla macchina.
2) Quindi un'intelligenza infinita potrebbe contraddire la nota conclusione matematica, a cui giungono le intelligenze finite, che 2+2 fa 4?
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Questo complica molto la ricerca della contraddizione nella tua ipotesi (anche se potremmo provare a ragionare sulle implicazioni della non località nella fisica moderna).
Ma forse è più facile concentrarci nella ricerca della contraddizione nel sistema di san Tommaso (non serve conoscerlo tutto, solo quanto basta a trovarla).
Sarebbe ora.


1) un algoritmo è una lista di generiche istruzioni e quindi è indipendente dalla macchina. È la macchina ad essere dipendente dall algoritmo. È costruita per comprendere il linguaggio dell algoritmo.
L'algoritmo è semantica e la semantica è indipendente dal linguaggio. Il linguaggio descrive la semantica. Questo se ci pensi bene avviene anche con il pensiero. Un pensiero a tale a prescindere dal linguaggio utilizzato
2) No. Però potrebbe contraddire l'assunto che ciò che è appetibile per noi lo deve essere anche per dio.
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Come ho scritto Tommaso si concentra sul procedimento per esclusione delle tesi contraddittorie per i principi primi dell essere. La mia ipotesi di M per quanto ho potuto verificare non viola nessuno di quei principi. Quindi non può essere escludibile. Quindi il metodo di Tommaso fallisce nella dimostrazione per esclusione
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1) Qui però si torna a parlare dell'algoritmo come prodotto dell'intelletto umano. Noi stavamo parlando dell'algoritmo come automatismo operante in una determinata macchina.
2) Perché dai per scontato che 2+2 = 4 sia oggettivo, mentre ciò che è perfetto - e quindi degno di apprezzamento - no. Ma questo va argomentato.
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