

Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna




@Darwin
Trovo tenero da parte tua tentare di non nominare il cervello, ma in realtà hai in mente i limiti di quella di struttura, non stai partendo da zero.
Inoltre la mia tesi è proprio che non saremmo in grado di accorgercene, quindi su questo siamo d'accordo?
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Facciamo un po’ di chiarezza sul termine Realtà. La parola non indica una Cosa ma una Proprietà, quella di essere reale delle cose, una o tant’è poi dipende dagli altri termini di un discorso. Dire “la realtà”, insomma, non significa dire come la “la mela”, ma come “la bontà”. Si tratta di una qualità, la desinenza è chiara.
Sostituiamo a Realtà il suo significato sotteso.
Che vuol dire: “ si approccia sperimentalmente alla qualità di essere reale delle cose”?
Si voleva dire “ si approccia sperimentalmente alle cose”. Poi, casomai, dall’interpretazione dei dati dell’osservazione si svilupperà un’idea sulla qualità dell’essere reale delle cose.
Nota come una semplice parola male usata (secondo l’uso quotidiano praticamente da noi tutti!) nasconda una grande insidia: la banalizzazione e l’occultamento di un complesso processo conoscitivo.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Gli eventi sono quanti di tempo, quindi se sono random e percepibili: l'osservatore ha coscienza solo del singolo evento di cui è protagonista.
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La Sostanza ha un moto per raggiungere la sua Forma, la pienezza della sua Forma, che è il suo Divenire. Il moto del suo essere, l’Atto, è innescato dalla privazione insita nella sua Potenza.
Ne consegue che più la potenza è pura, la Pura materia, Potenza di Potenza, tanto più è alta la sua Privazione e quindi il moto dovrebbe essere maggiore a rigor di logica.
E infatti più ci avviciniamo agli enti primitivi, potenze di Potenza, le particelle, tanto più la velocità di questi enti aumenta! A livello quantistico il moto è così elevato da “spostare” le coordinate e che da luogo a quell’indeterminatezza. E’ come se delle palline viaggiassero a una velocità tale da spostare il tappeto spaziotemporale.
L’indeterminatezza non è certo reale… è solo nei nostri strumenti non sufficientemente accurati per queste folli velocità.
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Ma il motivo del contendere col Merovingio era che il divenire dovesse avere una qualche sorta di compimento?
Chiedo per curiosità, perché in realtà riguardo al motivo del contendere principale ovvero la dimostrazione dell'esistenza di Dio: l'indeterminatezza non crea problema alcuno (secondo me), anzi sono convinto che sia possibile che (l'indeterminatezza) sia ancora più radicale di quello che pensano i fisici.
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“Venire giù” è la stessa cosa di “giungere” e “arrivare”. Vediamo.
https://www.etimo.it/?term=giungere
E’ molto interessante, allora Giungere in origine è Unire-Congiungere. Il senso è dire che “una cosa giunge alla sua meta” quindi “Arrivare”. Tieni presente che l’inglese To Go, Going… richiama (e deriva) da Giungere. To Go è Andare come vocabolo ma etimologicamente è Avanzare, Venire avanti, quindi Arrivare.
Tra l’altro la rotazione consonantica d-g tra lingue indoeuropee e celtiche è tipica ed è da radice sanscrita in j, vedo dal Dizionario etimologico inglese https://www.etymonline.com/search?q=to+go
L’espressione che rende l’idea può essere resa con “Atterrare”, l’aereo che “viene giù” e tocca terra, si congiunge alla sua metà. Oggi si dice spesso “mettere a terra un progetto”.
L’Eterno divenire.
Allora qui ad essere eterno non è il Divenire ma il suo ripetersi. Infatti tu sai cosa diceva Eraclito, proprio il sostenitore dell’Eterno divenire: “l’acqua che scorre sotto il fiume non è mai la stessa”. Quindi se non è mai la stessa ad essere eterno è il ripetersi del divenire dell’acqua, non il divenire dell’acqua che nasce e muore con le infinite parti dell’acqua stesss.
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Direi di no. Proporrei “il reale”: Dio appartiene al reale, come il mondo. Con una maiuscola, Reale, per sottolineare il contenuto divino, suggerisco.
In effetti sono tante le discrepanze tra linguaggio colloquiale e il linguaggio rigorosamente scientifico di un discorso ontologico. Tu che leggi più libri di filosofia di me dimmi se l’hai trovato in qualche autore la realtà come sinonimo di Dio+Mondo.
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