Gio, io sto ancora attendendo una risposta su come l’Atto puro possa creare nel futuro, ovvero essere creatore in potenza di tutto ciò che non esiste ancora.


Gio, io sto ancora attendendo una risposta su come l’Atto puro possa creare nel futuro, ovvero essere creatore in potenza di tutto ciò che non esiste ancora.


Perché ciò che riceve l'esistenza non può essere perfetto quanto o più chi è l'essere per essenza che da esistenza.
Allo stesso modo fra due o più esseri per essenza non posso stabilire a priori quali dei due abbia maggiore perfezione.
Quindi se la tua domanda mirava a dimostrare la necessità dell assoluta perfezione direi che il tentativo non è riuscito.
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@Marietto scusami, ma ogni tanto qualche messaggio lo lascio indietro per poi replicare con calma, però a volte mi dimentico di farlo. L'Atto puro non vive nella successione fra passato, presente e futuro perché vede e vuole tutto nell'unico istante dell'eternità immobile. Questo significa che, in quell'unico istante dell'eternità immobile, Dio vuole interamente ciò che ai nostri occhi risulta avere una successione temporale.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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al tempo zero l'universo e nient'altro.
no, il problema sta nella cd "ragione sufficiente": in ogni esempio materiale a cui puoi pensare troverai sempre, per ogni accadimento, una ragione del perché accade invece di non accadere.A me interessa chiarire se il problema è la causalità intesa nel senso del determinismo della fisica classica oppure no.
Ma non per la stragrande maggioranza (o forse tutti) dei processi quantomeccanici.
Il Cini chiama "principio di causallita" il fatto che le cause precedono temporalmente gli effetti e niente di piu, ma a me pare che non stiamo parlando di quello.Cioè?
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


1) la causa è quella roba che determina l'effetto no?
2) "singolo" va inteso nel senso di specifico non in senso quantitativo. non esiste nessun evento che causa l'emissione del W (ad voler essere precisi qui bisognerebbe fare tutto un discorso sul fatto che il W è virtuale, "fuori dal guscio di massa" ma ce lo risparmiamo..), e non esiste nessun evento che causa il decadimento del mu (o di qualsiasi altra particella instabile).
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Senza contare che chi riceve l'essere debba essere meno "rosso" o meno "scuro" o meno "morbido" dell essere per essenza da cui riceve l'esistenza è un altro non sequitur. Essere l'essere per essenza di per sé non rende le tue caratteristiche intrinseche "maggiori" o "minori". Si può intuitivamente ipotizzare come tesi generale che ciò che crea possegga tutte le proprietà in grado maggiore rispetto a ciò che viene creato ma è una speculazione che non possiamo trarre dall osservazione naturale. È scarsamente postulabile.
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Ciò, oltre ad implicare che:
1) non avrebbe più alcun senso parlare di “divenire”, in quanto puramente illusorio (e torniamo al discorso dell’Universo che, oltre le nostre percezioni, nella sua esistenza assoluta, potrebbe essere esso stesso incondizionato ed indiveniente);
2) non potrebbe esserci alcun libero arbitrio, in quanto tutto è già scritto, di fatto come se fosse già accaduto, anzi sarebbe proprio tutto il “futuro” già accaduto;
non risolve affatto il problema poiché la questione non è la successione nel tempo ma l’esistere o non esistere fuori, od oltre, il tempo, ovvero nell’essere o non essere eterni.
Dio è eterno:
- se la creazione non è altrettanto eterna, allora non è sempre esistita e dunque Dio non è sempre stato creatore in atto, bensì Dio è stato creatore in potenza, per tutta l’eternità che ha preceduto la creazione;
- se la creazione è altrettanto eterna, allora non ha alcun senso distinguere tra Creatore e creazione, in quanto due aspetti della medesima realtà, due facce della stessa medaglia: la realtà nella sua assolutezza atemporale che si manifesta, ad i nostri sensi, come temporale ma solo illusoriamente.
Detto in altri termini, tornando alla metafora del piede e dell’orma, se sono entrambi eterni, allora non possiamo dire che il primo sia la causa della seconda, che uno abbia generato l’altra, ma sono due aspetti apparentemente diversi eppure facenti parte sostanzialmente della medesima ed unica realtà.

