





Mi sa che siamo allo scacco matto..
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


La filosofia relativista e la relatività einsteiniana pur appartenendo a domini diversi, hanno molti punti di convergenza specialmente sul piano metodologico e concettuale.
Qui stiamo parlando di relativismo cognitivo: la conoscenza è relativa a specifiche strutture concettuali, e che non esistono criteri oggettivi per valutare una teoria come "vera" in senso assoluto.
La RG estende il principio di relatività ai sistemi non inerziali.
Entrambe le teorie rifiutano l'assoluto in determinati ambiti, sia il relativismo filosofico sia la relatività einsteiniana rifiutano l’idea di un sistema assoluto e universale. Nel relativismo filosofico, non esiste una verità unica o una moralità universale valida per tutti i tempi e culture. Nella relatività einsteiniana, non esiste uno spazio o un tempo assoluto, poiché essi dipendono dal sistema di riferimento dell'osservatore.
Entrambe le teorie sottolineano l'importanza del contesto. Nel relativismo filosofico, la conoscenza o i valori dipendono dal contesto culturale e storico in cui si trovano. Analogamente, nella relatività einsteiniana, la misurazione di grandezze fisiche come il tempo o la distanza dipende dal sistema di riferimento dell'osservatore.
Nel relativismo, la soggettività e l'interpretazione individuale giocano un ruolo importante nella definizione della verità o della moralità. Anche nella relatività einsteiniana, le osservazioni fisiche variano a seconda dell'osservatore: due osservatori in sistemi di riferimento diversi possono percepire lo stesso evento in modi differenti (come ti ho mostrato nell'esempio della simultaneità relativa all'osservatore)
Sia il relativismo filosofico che la relatività einsteiniana mettono in crisi visioni dogmatiche o classiche: il primo sfida le concezioni universali della verità e della moralità, il secondo rovescia la fisica newtoniana, dove spazio e tempo erano considerati assoluti e indipendenti.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




Dio lo è in modo assoluto, ma non è ciò che mi preme chiarire. Quello che mi preme chiarire è che in Dio le due caratteristiche (intelligenza e bontà) al massimo grado non sono disgiungibili senza che venga meno il concetto stesso di Dio come Essere per essenza.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).






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In primis, non è chiaro cosa tu intenda per "ente immanente" e cosa lo distinguerebbe dagli altri enti "normali" al punto da renderlo incausato. In secondo luogo, affermare che l'universo contiene gli enti che ne fanno parte significa dire che è fatto di parti e di accidenti. Come tutti gli enti normali che contiene e che, per esistere, necessitano di una causa. Il che rimanda al primo punto: cosa intendi esattamente con la parola "universo"? Se un luogo fisico in cui stanno tutti gli enti esistenti, allora è anch'esso un ente materiale. Se è solo l'insieme degli enti esistenti, allora la parola universo indica la relazione fra gli enti esistenti. Ma in tal caso parliamo di una totalità che non esiste se non nelle parti che la compongono. Se invece per universo s'intende lo spazio-tempo della fisica moderna, allora parliamo di altezza, lunghezza, larghezza e tempo: concetti che non hanno senso, se non in relazione a corpi che hanno altezza, lunghezza e larghezza ed agiscono nel tempo.
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