C'è un altro punto che i metafisici, almeno quelli nostrani, non vogliono capire, è che il linguaggio naturale inganna.
Ad esempio, con lo stesso metodo dell'argomento cosmologico si può dimostrare che esistono oggetti che non hanno un luogo in cui esistere oppure che devono esistere infiniti luoghi !
"Se tutto ciò che esiste ha un luogo, anche quel luogo avrà un luogo, e così via all'infinito" (Aristotele: Physics IV:1, 209a25 )
Che dire poi del paradosso di Zenone "Achille e la tartaruga", nessuno con il linguaggio naturale è riuscito a superarlo, è servita la matematica e la logica matematica, solo con questi linguaggi si è superato il paradosso di Zenone, scoprendo il calcolo infinitesimale e la nozione di "serie infinita convergente".
Solo i lavori di illustri logici matematici risolsero il problema inerente processi infiniti, sviluppando una formulazione rigorosa della logica e del calcolo coinvolti.
Se fosse per i filosofi o la logica filosofica ingenua (pre-matematica), staremmo ancora a credere che Achille non può superare la tartartuga.




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