

If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac




mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


Aristotele dava un calcio ad uno stambecco, quello gli restituiva una cornata nei testicoli e Aristotele con voce strozzata dal dolore provava a gridare "Minkia! Ogni effetto deriva da una causa!"
Il problema si è fatto più complesso con la fisica moderna e i tomisti hanno dovuto farsi più furbi. È vero! L'assenza di una causa effetto come la pensava Aristotele è osservabile. Però ogni ente è in relazione con ogni altro ente. Che livello di relazione? Qualsiasi! Così vinciamo facile!
.. il tuo esempio del fotone non l'ho ancora letto
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Ecco che emerge ancora una volta l'importanza dei Pokemon. Se @Aladar e @TheMeroving avessero studiato o quanto meno letto i Pokemon della filosofia classica e scolastica in modo adeguato, forse, avrebbero evitato di scrivere frasi come quelle sopra e, di fronte ad un post come il mio, si sarebbero risparmiati sceneggiate di questo tipo. Magari avrebbero comunque contestato il merito della frase, ma l'avrebbero fatto con maggior cognizione di causa. Non si sarebbero limitati ad un volgare "che diavolo significa?" o "non significa nulla". Ad esempio, la dottrina dei trascendentali di S. Tommaso - per intenderci: quella che spesso si sintetizza con la frase ens, verum, bonum et pulchrum convertuntur in unum - parla proprio dei differenti aspetti dell'essere (vi avevo già fatto cenno qui e nel confronto con @Querion). Questi aspetti differenti si riferiscono ad una sola realtà. Perciò, si parla della convertibilità dell'ens nel verum, nel bonum, nel pulchrum e nell'unum. Questa distinzione è logica ma non reale, non nel senso che è inventata di sana pianta, ma nel senso che è un distinguo che la nostra mente fa per indicare aspetti afferenti una medesima realtà. Una distinzione reale, invece, sarebbe quella fra il mio braccio ed il resto del mio corpo: effettivamente c'è una sola realtà (il mio corpo) ed il braccio n'è una parte distinta che non è convertibile - cioè non equivale interamente in re - al mio corpo. Supercazzole? Sempre meno delle ipotesi di motori immateriali di particelle "in atto eterno" ( @TheMeroving) o di universi immanenti incausati non si sa bene come e perché ( @Aladar). I filosofi moderni con queste cose ci si sono confrontati e le hanno prese sul serio. Non le hanno liquidate scrivendo scemenze da cabaret, con battute su calci agli stambecchi e cornate nei testicoli![]()
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).