
Originariamente Scritto da
Giò
Io ti ho posto di fronte ad una conseguenza della tua ipotesi: se la nostra mente ha strutture che ci fanno intendere necessariamente la realtà in un certo modo, questo non ci dà nessuna garanzia che quanto noi apprendiamo e conosciamo tramite la nostra mente corrisponda a ciò che, kantianamente, potremmo chiamare il noumeno (ammesso che, per te, almeno questo esista). Giusto? Ora, è palese che questo ragionamento è fatto proprio utilizzando quelle stesse strutture aprioristiche che, di per sé, non ci darebbero alcuna garanzia del fatto che la realtà al di fuori di noi sia così come noi la conosciamo. Quindi resta il problema evidenziato: chi lo dice che questo stesso ragionamento sia (o possa essere) valido, dal momento che è formulato da una mente strutturata per pensare e ragionare necessariamente secondo determinate categorie, che sono inevitabilmente impiegate per formulare l'ipotesi di cui sopra?