
Originariamente Scritto da
Placido
23 APRILE
Il sogno e il segreto della vita
Nei sogni ciò che si origina da noi stessi, ossia dai nostri ricordi o dalla nostra immaginazione (il contesto o l’ambientazione del sogno, le persone e gli esseri con cui sogniamo di interagire), ci appare come qualcosa di esterno e indipendente rispetto a noi. Questa affascinante peculiarità dell’esperienza onirica è secondo Schopenhauer un simbolo del supremo segreto della vita. Anche nella veglia, infatti, tutto ciò che ci appare come esistente al di fuori di noi – le cose, le persone, il mondo nella sua interezza – è in verità un fenomeno della nostra stessa essenza: la volontà di vivere. Da un punto di vista metafisico, solo quest’ultima propriamente è o esiste; ma noi, conoscendo le cose attraverso il “prisma” di spazio, tempo e causalità, percepiamo quell’unica essenza del mondo sotto forma di una sconfinata moltitudine di esseri. L’esistenza di questi ultimi è solo una mirabile “fantasmagoria” prodotta dal nostro intelletto.
---
Nulla chiarisce in modo altrettanto immediato del sogno l’unità che sussiste in ultima istanza tra l’essenza fondamentale del nostro Io e quella del mondo esterno. Infatti, anche nel sogno gli altri se ne stanno lí come totalmente diversi da noi, nella piú perfetta oggettività e con un’indole a noi fondamentalmente estranea, spesso enigmatica, che sovente ci lascia stupiti, ci sorprende, ci fa paura ecc. – eppure tutto questo siamo noi stessi. Parimenti, la volontà che regge e anima tutto il mondo esterno è la medesima che sta all’interno di noi stessi, dove soltanto possiamo conoscerla in modo immediato. A rendere possibili tutti questi prodigi – scindendo ovunque e di continuo l’unica identica essenza in soggetto e oggetto – è certamente l’intelletto, in noi e negli altri: un dispositivo fantasmagorico degno della piú assoluta ammirazione, un illusionista senza pari.
(Senilia, p. 18)