









Riflettevo sul mio esempio della penna @Giò
Singolare che le analogie entis vadano bene solo quando fanno comodo a voi.
Di fronte all esempio dell uomo che preme infinitamente sulla sabbia avrei dovuto risponderti come hai fatto tu.
"E sti cazzi Giò. Gli uomini mica sono eterni!"
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !






1) Ogni analogia ha i suoi limiti. La penna è una cosa finita e, perdipiù, materiale. Può esistere come non esistere. Lo 'dice' la sua stessa essenza. L'Essere stesso sussistente non può non esistere. Pertanto: Dio esiste di per sé, cioè esiste senza causa. Esistere senza causa significa non poter non esistere. Qual è quindi il limite all'esistenza di ciò che non può esistere? Nessuno. Un'esistenza senza limiti è un'esistenza infinita.
2) L'ho già data.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Che bello narel vederti giocare con le figurine dei principi primi dell essere
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Il jolly dialettico "E sticazzi" l'hai tirato fuori tu. Io te l'ho solo ritorto contro. L'analogia va benissimo ma ogni analogia ha i suoi limiti. Cosa differenzia l'essere di una penna da quello di Dio? Proprio il fatto che alla penna non appartiene necessariamente l'esistenza, mentre a Dio sì.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).