Abbiamo una citazione in cui Heisenberg nega l'onniscienza di Dio?


Abbiamo una citazione in cui Heisenberg nega l'onniscienza di Dio?


Qualsiasi macchina funziona solo nel momento in cui viene avviata da qualcuno. Senza tale avvio iniziale, il meccanismo non "scatta" e la macchina resta inerte. Vale per un'automobile come per un elettrodomestico o per un computer. Affermare che "la struttura del meccanismo è di per sé l'input" non vuol dir niente.
L'ho già spiegato. Se è proprio dalla natura delle operazioni intellettive che conosciamo l'esistenza di un'anima immateriale e spirituale nell'uomo, senza operazioni intellettive niente anima immateriale. Diversamente mi devi spiegare da che cos'altro puoi dedurre l'esistenza nell'uomo di un'anima immateriale e spirituale.
E chi lo dice che sia sbagliata? Tu?
Dio pensa eccome, Merovingio. Quindi l'obiezione cade inesorabilmente.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


@Placido, se non erro, stava affrontando la questione della conoscibilità di determinati fenomeni. Ed ha certamente ragione a dire che Dio, essendo onnisciente, può conoscere anche ciò che a noi non è possibile a causa dei nostri stessi limiti o dei limiti di osservabilità insiti negli stessi fenomeni in oggetto.
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Non capisco perché aggiungi "certi" ad Y e perché sostituisci "qualcosa di esistente" con "fatto F". C'è una ragione particolare?
Detto questo, se non ammetti che il passaggio da X a Y dipenda da qualcosa di esistente, la contraddizione c'è. Quindi i casi sono tre: 1) la vostra interpretazione è contraddittoria e dovete rivederla; 2) sostenete che abbiamo la conferma sperimentale della violazione del pdnc; 3) si sta omettendo qualcosa.
Dire che, se si ammettesse che qualcosa di esistente faccia sì che da X si passi a Y, si contraddirebbero altri risultati sperimentali, non risolverebbe comunque il problema della contraddittorietà del passaggio da X a Y ovviamente.
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La Vanni Rovighi (molto probabilmente) utilizza l'aggettivo "determinato" in questo senso: "Abbiamo precisato quale sia il significato del principio di identità: tale principio afferma che ogni ente è se stesso, è determinato; si potrebbe anche chiamarlo principio di determinazione. Se ci domandiamo ora come risulta la verità di tale principio, dovremo rispondere che essa è immediatamente evidente. È immediatamente evidente che tutto ciò che è, è determinato, è tale, è quello, per es., uomo, color rosso, albero, ecc.; e che non si può assolutamente pensare nulla senza pensarlo come qualche cosa di determinato. E, si badi, non solo non è possibile affermare o negare senza supporre il principio di identità-determinazione; ma non è neppur possibile dire una parola con significato, perché se io pronuncio una parola con significato, intendo dire, e quindi penso, qualche cosa di determinato. Chi non accettasse il principio di identità non potrebbe dire assolutamente nulla e sarebbe, come osserva Aristotele, simile a un tronco" (S. Vanni Rovighi, Elementi di filosofia, II, Ed. La Scuola, p. 31). La scelta può essere stata terminologicamente infelice, visto che il tema era proprio "determinismo vs. indeterminismo fisico", ma penso che volesse semplicemente dire che velocità e posizione dell'elettrone non fossero un mero nulla.
Ad ogni modo, il testo della Vanni Rovighi è del '64.
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Secondo il mio ragionamento ci sono esseri senza causa ed enti causati. I pensieri sono fra quest ultimi. Quindi il mio ragionamento non è contraddittorio con gli assunti iniziali
Secondo il tuo ragionamento può esistere un somo essere senza causa, ma i pensieri sono esseri senza causa.
Quindi il tuo ragionamento è contraddittorio
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Quello che non si capisce è perché i pensieri sono causati ed invece i motori no, non basta dire che hai ipotizzato che sia così, sarebbe onesto (questa è la parola giusta) che spiegassi il motivo.
Io sto solo testando la coerenza della tua posizione (per assurdo, come dici tu).


La mia ipotesi di pensieri causati non è incoerente con la mia ipotesi di plurimi motori incausati
La tua ipotesi di pensieri incausati è incoerente con la tua ipotesi di un unico motore incasuato e col tomismo in generale secondo il quale tutto è causato tranne Dio.
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@TheMeroving
Perché i pensieri sono causati ed i motori no? Spiegare!


Nessuna ragione particolare, fraseologia. Puoi cambiarlo in
Esiste un Y da X per il quale non esiste alcunché che possa aver realizzato la capacità insita in X.
(alcunché = nessun fatto, evento, accadimento, ragione, meccanismo, processo osservabile)
O la natura è genuinamente contraddittoria (poco credibile),Detto questo, se non ammetti che il passaggio da X a Y dipenda da qualcosa di esistente, la contraddizione c'è. Quindi i casi sono tre: 1) la vostra interpretazione è contraddittoria e dovete rivederla; 2) sostenete che abbiamo la conferma sperimentale della violazione del pdnc; 3) si sta omettendo qualcosa.
Dire che, se si ammettesse che qualcosa di esistente faccia sì che da X si passi a Y, si contraddirebbero altri risultati sperimentali, non risolverebbe comunque il problema della contraddittorietà del passaggio da X a Y ovviamente.
o stiamo omettendo qualcosa che ancora non capiamo (non del tutto impossibile),
o la natura non funziona come intuitivamente ci aspetteremmo e ci sembra contraddittoria (ipotesi abbastanza plausibile, visto il corposo curriculum di fallimenti dell'intuizione umana).
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac