Ma da chi è considerato "un modello che sta in piedi logicamente"? Da quelli che ne condividono l'impostazione filosofica. Detto questo, non è di per sé il consenso o il dissenso che incontra una filosofia a determinarne la veridicità o la consistenza logica. Pertanto, questo discorso è decisamente futile. Severino è considerato un importante filosofo? Anche S. Tommaso d'Aquino è considerato tale: persino da coloro che ne rigettano completamente la filosofia. Io stesso, che pure non sono nessuno, riconosco l'acutezza e la profondità di Severino, pur non condividendo la sua filosofia. Quindi?
Tu pensa che Hegel (perlomeno, secondo l'interpretazione che va per la maggiore: c'è chi sostiene che, in realtà, il filosofo tedesco sia stato, almeno parzialmente, frainteso) violava apertamente il pdi e il pdnc, parlando di identità - seppur dialettica - dei contrari. Eppure, quanti filosofi si sono rifatti, nel corso dei secoli, ad Hegel e al suo sistema di pensiero, cercando di svilupparlo ulteriormente e muovendosi nel solco della sua filosofia?
Lo dico perché, banalmente, trai considerazioni assolutizzanti sulla base di qualcosa che, piaccia o meno, presenta degli inevitabili margini di incertezza e di un esperimento in cui - ripeto: se non ho capito male ciò che ho letto a riguardo - non vediamo affatto cosa accade ai fotoni quando attraversano la fenditura (o, alternativamente, quando vengono assorbiti).
Se la metti in questi termini, io potrei liquidare le tue argomentazioni dicendo che un effetto senza causa non esiste e non può esistere in quanto intrinsecamente contraddittorio e che nessun presunto formalismo matematico potrà mai rendere più credibile l'assurdità di una tale affermazione. Questo chiuderebbe la discussione e tanti saluti.
Ciò che tu chiami "l'insieme delle sue caratteristiche" è, più precisamente, un insieme di caratteristiche accidentali a cui, comprensibilmente, ricorriamo per identificare il fotone stesso, di cui però ci sfugge, inevitabilmente, il quid in tutta la sua profondità (infatti abbiamo definizioni metafisiche rigorose solo di poche cose, anch'esse peraltro suscettibili di ulteriore sviluppo e completamento, ancorché omogeneo). Come diceva S. Tommaso, "giacché i principi essenziali delle cose sono da noi sconosciuti, spesso per significare l'essenziale le nostre definizioni incidono su un aspetto accidentale" (In I Sent., ds 25, q 1, a 1, r 8). Questo per dire che se pensi di avere una conoscenza esaustiva della natura del fotone (come di qualsiasi altra cosa) sei ben lontano dalla realtà. Ciò che possiamo dire però è che, ammesso che si possa considerare un ente fisico dotato di una sua individualità e realtà separata da quella di altri (cosa che, a dire il vero, è quanto meno discutibile), si tratta di un ente contingente e corruttibile, il cui grado di complessità è fra i più infimi che ci possano essere. Ogni ente fisico è per natura contingente e può, in forza del suo principio potenziale (la materia prima è potenza passiva), trasformarsi secondo nuove forme. Meno la forma "fissa" la materia di cui l'ente è composto, più l'ente fisico in oggetto è suscettibile di trasformazioni in quanto caratterizzato da un maggior livello di indeterminazione rispetto ad altri enti. Per te queste sono sciocchezze? Pazienza, ma, ti piaccia o meno, in ottica tomista rendono sufficientemente ragione del fatto che alcuni fotoni passino per la tua fenditura ed altri no, nonostante godano delle medesime caratteristiche (quantitative: lo specifico perché la fisica è solo a quello che può arrivare).
Dovrebbe interessarti nella misura in cui sei veramente interessato a capire le ragioni altrui, ancorché opposte alle tue. Se invece sei interessato solo ad una logomachia in cui l'importante è "prevalere" sull'interlocutore di turno, che può benissimo risultare "perdente" non perché sostenga le posizioni sbagliate ma per suoi limiti personali, allora è ovvio che non t'interessi. Ma questa è l'ottica in cui ti poni? Non penso (ed in ogni caso non dovrebbe essere così).
Mi pare di averlo fatto. Poi ovviamente, a fronte di un'obiezione specifica, posso entrare maggiormente nel dettaglio, per quanto mi è consentito.
A riguardo rimando a quanto già detto in precedenza sia qui che altrove.
Appunto (l'ho messo apposta tra virgolette).
Quanto mi dici non fa che confermarmi nella convinzione che il concetto-limite di materia prima sia assolutamente valido![]()





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