



Non hai compreso la natura della mia obiezione. È ovvio - ed il tomismo lo afferma a più riprese - che la conoscenza umana parta da quello che lo stesso S. Tommaso chiama ens concretum quidditati sensibili. La prima apprensione dell'essere, seppur in termini ancora confusi in confronto al rigore filosofico della metafisica, avviene a fronte dell'ente materiale. Il problema si verifica quando si pretende che la realtà si riduca all'ens concretum quidditati sensibili e alla sua considerazione in termini misurabili.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


@TheMeroving
Ma qua non c'entra niente, per Aristotele, san Tommaso e Severino non esiste solo la materia fisica, ficcatelo nella zucca.
Esiste (in primo luogo) anche il pensiero immateriale ed appunto dalla sua struttura deriva la logica, o meglio ancora la sua struttura coincide con la logica.




Io la vedo come mons. Livi (pace all'anima sua): il primo giudizio di esistenza che formuliamo spontaneamente riguarda la realtà a noi esterna. Livi come Gilson dice che questo primo giudizio d'esistenza è res sunt, molti altri tomisti dicono che è aliud est (l'uno già include la molteplicità, l'altro no), ma a conti fatti poco cambia. L'"io sono" (o, per dirla sempre con Livi, "nel mondo ci sono io che conosco le cose") viene formulato successivamente (seppur immediatamente dopo).
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1) perché mai l'atto creatore "deve" essere solo quello che crea tutto l'essere esistente? Perché non possono esserci molteplici atti creatori che assieme creano tutto l'esistente? Perché l'atto necessario è "infinito"? Gli M lo sono. Sono assolutamente liberi e assolutamente volitivi e sono distinti perché sono atti creatori con effetti distinti ma coordinati verso l'unico fine assoluto: la creazione dell esistente.
2) se non conosco l'esistenza dell oggetto la domanda "l'oggetto spetterebbe di esistere??" non ha logica.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !






Non spiega affatto nulla il tuo "grado infimo di determinazione" è un modo artato di dire: "ci deve essere comunque un qualcosa in fondo in fondo che lo determina" ! ma è la tesi che devi dimostrare !! stai postulando ad hoc qualcosa di inventato che può determinare la causa della scelta.
Ma continui ad ignorare che per il modello standard della mq, non ci può proprio essere nulla che lo determina
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


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