





Nella querelle con @Giò stavamo affrontando un tema che è poi l'oggetto di questo 3D. Cos'è la conoscenza e in quali modi ci si può approcciare ad essa.
La conoscenza è un processo della mente attraverso il quale acquisendo informazioni sensoriali e formulando in cascata pensieri su di essi si arriva ad elaborare un successivo sistema piu o meno complesso di pensieri che si definisce "verità dell oggetto conosciuto". La verità consiste in una modellizzazione della realtà ovvero un simulacro della realtà più o meno fedele all originale ma sempre comunque distinto dalla realtà in quanto i pensieri sulla realtà sono ontologicamente distinti dalla realtà. Questo modello può consistere nella mera visualizzazione nella mente della manifestazione fisica della realtà oppure può essere espresso con un sistema complesso di formule matematiche. Il linguaggio con il quale costruiamo il modello nella mente non è rilevante. La domanda a questo punto diventa. La verità può essere assoluta/oggettiva? Un modello per quanto possa perfezionarlo non sarà mai la realtà modellizzata (un pensiero non coincide con la realtà pensata) per cui la risposta dal mio punto di vista è no. La verità non può diventare assoluta, ma è possibile migliorare il modello, renderlo più accurato e sempre più vicino alla realtà modellizzata, ma soltanto in una prospettiva asintotica.
Ecco perché tornando al tema del 3D affermare che la ricerca della verità deve interrompersi di fronte a ciò che riteniamo assolutamente acquisito non ha alcun senso.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
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In base alla suddetta tesi possiamo affermare che esiste una sola verità sulla realtà? No. Ne esiste una per ogni intelletto conoscente e sono tutte tendenti asintoticamente alla realtà e tutte ontologicamente distinte fra di loro e dalla realtà conosciuta.
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Premessa o meno, la negazion del mutamento è parte fondante della sua filosofia.
A prima vista, ma la filosofia non si fa a prima vista. In ogni caso, il problema della filosofia sta proprio nel fatto che non è quasi mai falsificabile, perché con il linguaggio naturale ci si può invetare sempre qualche "sfumatura" sui termini in modo da far stare logicamente in piedi il modello.Detto questo, anche il principio dell'identità dei contrari, a prima vista, è un'evidente contraddizione. Eppure, quante "vittime" ha mietuto Hegel?![]()
Negare l'universalità del pdc non signifca avere contraddizione, questo è un mantra che continui a ripetere ma che non ha alcun fondamento logico. Dovresti iniziare a pensare seriamente che se la natura nega quelli che per te sono principi primi, forse il problme non è nella natura e nemmeno nell'indagine di essa, ma nella tua pretesa che certe cose siano un principio primo. In altre parole sbagli tu e tutti i filosofi che lo sostengono (come tante altre volte è successo nella storia peraltro).Capirai che negare l'universalità del pdc equivale ad ammettere la reale possibilità di una contraddizione
Ma cosa significa non giriamoci intorno ? pensi che siano cose semplici ? Sappiamo perfettamente capire se un fotone passa o meno dal filtro. Il verbo "vedere" in quantistica non ha senso, ma se lo avesse, si lo vediamo perché rimane impresso un punto sulla lastra fotografica, quindi gli faccimo una bella foto, contento ?Non giriamoci attorno: li vediamo questi fotoni mentre attraversano la fenditura (o non attraversano) oppure no? O ci limitiamo a vedere cosa i rivelatori registrano?
Certo che c'è una "gerarchia" se non altro in termini di misure, dal più grande al più piccolo, e di complessità delle strutture, dalle più complesse alle più semplici.Invece la prova c'è. Tu stesso, senza volerlo, lo hai implicitamente confermato sottolineando che non si può nemmeno dire che il fotone (come tutte le particelle fondamentali, se non erro) abbia una struttura fisica propriamente detta. Confronta il grado di complessità e di individuabilità del fotone con quello di un composto chimico come l'acqua, di un minerale, di una pianta, di un animale e di un essere umano. Non noti (senza nemmeno troppa riflessione) che, fra queste cose, c'è una gerarchia?
Il fotone è fatto di energia e non ha una struttura. Questa non è una prova dell'esistenza di fantomatiche "materie prime", ma è la prova che l'energia in quanto tale esiste.
Qualità ? alla fine ogni cosa che la metafisica vuol dire su enti fisici, si scontrerà con la realtà degli stessi, realtà che è proprio oggetto di indagine della fisica.Il modello è un modello fisico e la fisica non prende di certo in considerazione aspetti più legati alla forma di un ente come, ad esempio, la qualità.
Se la metafisica dice che alla fine ci deve essere qualcosa che causa la "scelta" del fotone, la metafisica sbaglia.Il problema è quando si usano i modelli ed i risultati della fisica per trarre inferenze di portata più ampia ed universale, cioè metafisica.
Ma ovviamente si parla di scelta in senso metaforico, mica si intende che il fotone sceglie davvero. Invece di ripetere ogni volta che il fotone passa o meno dal filtro senza che vi siano cause che determinano tale comportamento, lo si chiama brevemente scelta. Se vuoi lo chiamo comportamento, cambia nulla.Innanzitutto, di per sé, il fotone non effettua alcuna scelta
Aspetta, mi stai dicendo che secondo te il fotone: agisce liberamente autodeterminandosi consapevolmente ?In secondo luogo, leggere i tanto vituperati neotomisti, se non direttamente S. Tommaso, ti aiuterebbe a scoprire che il tomismo non è mai stato determinista ante litteram, ma ha sempre riconosciuto l'esistenza di un duplice agire contingente nella natura: un agire contingente e libero, col potere del soggetto di autodeterminarsi consapevolmente, indice di perfezione ed un agire contingente "non libero", senza possibilità di autodeterminazione, che è indice di imperfezione.
e meno male che il fotone non sceglieva... a me questa mi sembra tanto la descrizione di un essere con coscienza e volontà.
E' fatto di energia.Anche se fosse così (vedasi grassetto), il problema è che pure (quello che ritieni essere) l'ultimo tassello è un ente fisico ed un ente fisico è pur sempre fatto di qualcosa
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


@TheMeroving
Abbiamo detto che secondo la teoria della conoscenza tomista l'errore non sta nel modello intellettuale, ma nella volontà del soggetto.
Quindi non è il modello che va affinato, ma la volontà.
Quello che non è chiaro è perché questa teoria non ti piaccia (anche se un sospetto ce l'ho).




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