



Quando noi osserviamo un oggetto fisico visibile, ne "catturiamo" l'immagine, che "immagazziniamo" nella nostra memoria. Giusto?
Grazie a quest'immagine noi ritroviamo (in un certo senso) nella nostra mente l'oggetto fisico che abbiamo visto. Giusto anche questo?
Ora, se non ho frainteso del tutto la tua ipotesi, tu stai sostenendo che se i nostri organi di senso con i quali vediamo - gli occhi - fossero collegati alla corteccia uditiva, anziché a quella visiva, noi non riusciremmo ad "immagazzinare" l'immagine dell'oggetto fisico da noi conosciuto perché, banalmente, non saremmo in grado di vederlo.
Tu sostieni quindi che, se così fosse, sentiremmo il suono dei fotoni che s'infrangono sulla retina dell'occhio, ma non cattureremmo l'immagine dell'oggetto fisico.
Stando così le cose, questo non vorrebbe dire che l'oggetto fisico della nostra esperienza non avrebbe quegli elementi che normalmente coglieremmo vedendoli con gli occhi, così come li abbiamo effettivamente e non nella tua ipotesi, ma soltanto che quegli elementi non riusciremmo a vederli e a memorizzarne l'immagine, pur essendoci a tutti gli effetti nella realtà. Esattamente come un libro dalla copertina blu resta un libro dalla copertina blu anche se il cieco non è in grado di osservarne il colore.
Sostenere invece che il colore blu del libro verrebbe percepito come un suono implica una contraddizione (o, quanto meno, significa dire in modo equivoco che, nell'ipotesi di cui sopra, coglieremmo solo l'oggetto della facoltà uditiva e non l'oggetto della facoltà visiva).
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


ma non c'è nessuna pressione né economica né sessuale a farti interagire con persone mediocri che non incontrerai mai quando puoi "andare in giardino e leggere un libro" denso di contenuti che qui non troverai
banalmente sei programmato a istinti più "bassi" rispetto alla disinteressata ascesi della conoscenza, e trovandoti in un mondo dove i tuoi predecessori ti hanno risparmiato la fatica di ingegnarti su come accendere il fuoco puoi appagare quegli istinti lì, e sarà esattamente quello che succederà quando l'automazione totale delle mansioni onerose consentirà alle persone di assecondare i propri istinti anziché costringersi e reprimersi sotto la sferza del necessario (come chi va a spurgare le fogne per pagare l'affitto a fine mese), con la precisazione che ovviamente la stragrande maggioranza delle persone non scriverebbe ottantamila post su un forum in quindici anni perché gli istinti predominanti sono altri




è lo stessimo atavismo sociale (qualcuno va al bar noi andiamo sui forum), io davvero non sono riuscito a capire da dove esca questa idea per cui "nella società ultratecnologica di Star Trek il chiacchiericcio si estinguerà" - figuriamoci, proprio quando i robot ci levano di torno ogni singola rottura di coglioni pratica indesiderata come dover offrire beni e prestazioni sul mercato per poter accedere al consumo! quando non ci sarà più bisogno di prendere in mano un libro perché la società non avrà più bisogno di fisici o ingegneri, occupandosene l'intelligenza artificiale non limitata dalla biologia umana!


ci fu un tempo (e per alcuni versi ci siamo ancora dentro) in cui le persone erano motivate alla conoscenza dalla pressione sferzante della necessità di evitare pericoli e risolvere problemi
TheMeroving ci prospetta lo sviluppo tecnologico dove i robot faranno tutto al posto nostro
e viene poi a dirci che l'ascesi della conoscenza verrà maggiormente praticata allora rispetto a quando c'erano problemi da risolvere e minacce da parare?


ho beccato per purissimo caso questo post cercando tutt'altro
bravo genio, le endorfine che hai ammesso qui sono ciò che rendono godibile il chiacchiericcio alle scimmie sociali in un contesto in cui i robot ci levano ogni singola rottura di coglioni pratica, come prendersi la briga di andarsi a procurare cibo, curare le malattie, arrivare a capire come distruggere i meteoriti che fossero diretti verso la terra o salcazzo
ciò che invece scomparirà è lo aiutare il prossimo (non c'è più bisogno di solidarietà se tanto sono tutti al sicuro con la pancia piena), fine del virtue signaling progressista


Vuol dire che sentiresti il blue del libro come un rumore. Lo spigolo della copertina come un altro rumore. Lo spessore della pagina come un altro rumore ancora. Il libro è sempre quello, la luce che rimbalza sul libro è sempre quella rimbalza sempre allo stesso modo e tu saresti in grado di capire la differenza fra uno spigolo acuto e uno ottuso valutando la diversità del suono.
Se tu fossi così fin dalla nascita la forma del libro nel suo insieme per te sarebbe una composizione complessa di suoni che nella mente sentiresti puntando gli occhi verso il libro.
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No. Sentirei il suono che fa il fotone quando colpisce la retina nel momento in cui percepisco il libro blu (o una sua parte specifica). Ma non potrei associare il colore ad un suono per la semplice ragione che il colore non lo vedo. Né questo vorrebbe dire che il colore è convertibile in un suono. Distinguerei eventualmente i libri dai suoni che sento quando ci entro in contatto, ma non li distinguerei sulla base dei colori (e l'associazione suono-colore è possibile solo se so che ad un determinato suono corrisponde un certo colore, ma perché ciò possa avvenire è necessario che io veda il colore), premesso che il libro può essere colto come tale solo se il soggetto conoscente ha perlomeno la facoltà del tatto. Detto questo, resta il fatto che non si può affermare che io percepirei il colore come un suono.
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B è sempre uguale a prescindere da A ovvero l'oggetto della scelta ?
L'atto di scelta se è il caso o meno di costruire una scatola nella mattonella A è lo stesso atto di scelta se costruire o no una scatola nella mattonella B?
Per costruire o no su una mattonella vicina alla finestra devo formulare un ragionamento diverso rispetto a scegliere se costruire o no su una mattonella lontana dalla finestra.
Nel primo caso devo valutare se la finestra è aperta o no. Nel secondo caso non devo farlo quindi in questo caso i due atti di scelta ovvero i due ragionamenti necessari alla scelta sono diversi.
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