



- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


No, io "dichiaro" la contraddizione perché è illogico affermare che ciò che non esiste di per sé possa esistere in virtù del nulla. È questo che dicono i fatti sperimentali?
Nel grado di determinazione della forma sulla materia dell'ente.
Dipende da cosa identifichi in Q.
Ed invece sì perché, ad es., uno studioso di filosofia sa - o dovrebbe sapere - tanto cosa intendevano Aristotele e S. Tommaso d'Aquino con la parola "materia" quanto cosa intendeva Democrito con quella stessa parola.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




In questo caso ne dubito, dato che le due obiezioni sono chiare:
Merovingio: "Dio non può essere infinito amore, se non crea, perché gli mancherebbe qualcuno da amare infinitamente".
Confutazione: "Se Dio non avesse creato, amerebbe comunque se stesso di un amore infinito".
Merovingio: "Dio non ama le sue creature se decide di non crearle".
Confutazione: "Non ha senso dire che Dio non ama le creature, se non le crea, perché la creatura, se è tale, è tale proprio perché è stata creata".
Sai rispondere alle due confutazioni?
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


boh non so cosa vuol dire.
ho gia spiegato in cosa consiste la contraddizione sperimentale derivante dall'assunzione del prs.
Tutta qui la "spiegazione"? Come funziona esattamente?Nel grado di determinazione della forma sulla materia dell'ente.
Con un evento/accadimento/processo osservabile (non necessariamente sul piano tecnico). Diversamente devi dirmi tu cosa significa il "qualcosa" della tua frase.Dipende da cosa identifichi in Q.
..e mi sa che ne davano significati diversi.Ed invece sì perché, ad es., uno studioso di filosofia sa - o dovrebbe sapere - tanto cosa intendevano Aristotele e S. Tommaso d'Aquino con la parola "materia" quanto cosa intendeva Democrito con quella stessa parola.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


Invece l'effetto comico è prodotto dalla vostra ipotesi: l'etica (o morale che dir si voglia) è quell'insieme di principi in virtù dei quali è possibile discernere ciò che è lecito fare da ciò che non lo è. O, per dirla in altri termini, ciò che si deve essere da ciò che non si deve essere. Come si può discernere il lecito dall'illecito se, a monte, non si possiede capacità di ragionamento? E come si può avere capacità di ragionamento senza intelletto? Se per assurdo gli animali, le piante o i minerali avessero intelletto e capacità di ragionamento, allora anche nel loro caso non solo si potrebbe ma addirittura si dovrebbe parlare di etica o morale. Perché "per assurdo"? Perché è proprio il possesso di intelletto e ragione uno dei tratti distintivi specifici essenziali che separano l'essere umano da ogni altro ente animato o non animato.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Pensa all'esempio che ho fatto con X e Y.
Al tempo t1 esisteva X, al tempo t2 non esiste più X ma, al suo posto, c'è Y.
Da ciò si evince che X era contingente e che Y è contingente: qualcosa che, di per sé, può essere come non essere.
Ciò che al tempo t1 non esisteva, come ha fatto ad esserci nel tempo t2? Se la risposta fosse che "nulla" ha fatto sì che Y iniziasse ad esistere, vorrebbe dire che è stato il nulla a produrre Y. Ma il nulla "non è".
La materia prima è pura potenzialità, la forma è ciò che determina la materia di un ente. Per usare un'immagine, pensa ad una distesa di argilla che potrebbe assumere qualsiasi aspetto. Più questo aspetto sarà definito e determinato, più la materia risulterà "organizzata" e stabile. Nel caso delle particelle, l'aspetto assunto dall'argilla è meno definito e questo rende la materia dell'ente più plasmabile e instabile. Sto usando un'immagine per farti capire il concetto, non intenderlo in senso letterale.
Intendo dire che Q può essere tanto un fenomeno quanto un ente o un aspetto dell'ente.
Certo, ma non è questo il punto. Il punto è la conoscenza della terminologia nei suoi differenti significati dati dai vari filosofi.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).