sacrificare il futuro della specie al proprio comodo di individuo mortale con una data di scadenza ("sul lungo termine siamo tutti morti", "dopo di noi il diluvio", "tanto noi non ci saremo più" ecc.) è conforme all'utile secondo una delle due definizioni citate, contrario all'utile secondo l'altra
forse a un contemporaneo di Tommaso d'Aquino suonerebbe un esempio molto strano, ma non a chi è abituato ai piagnistei degli scienziati (che si proclamano "inascoltati") sul futuro minacciato della specie





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