non c'è alcuna ragione di dedicarsi alla conoscenza tecnologica se l'intelligenza artificiale oltrepassa i limiti biologici del limitato cervello umano così da esercitare un dominio sulla natura più efficace di quello che potrebbe esercitare l'uomo così limitato, assicurando a quest'ultimo un'esistenza paradisiaca conforme al funzionamento della sua biologia (forgiato non adesso ma nei millenni della preistoria e rimasto invariato se non vai a modificare con la tecnologia il funzionamento del cervello; ma se intervieni con la tecnologia sul cervello allora puoi programmare la felicità perpetua e buonanotte, non c'è più bisogno di leggere o riflettere o fare alcunché)
non c'è nessun "affanno" nel l'appagare i propri istinti forgiati millenni fa e non più compressi dall'esigenza di andare a lavorare per accumulare punti-consumo o dall'esigenza di disciplinarsi per combattere nemici, nessuno lamenta "l'affanno" di sborrare o di guardare serie televisive; al limite si può congetturare che a qualcuno "venga a noia", ma la tecnologia può generare sempre nuove forme di intrattenimento, sempre nuove storie da raccontare, sempre nuove droghe con sempre meno inconvenienti; cio che invece CI ANNOIA GIA' ADESSO come studiare filosofia (perché non c'è stata una pressione evolutiva ad amarla nei più) non diventa interessante
e quelli come te rispondono ai tomisti come Giò che siamo quello che siamo e vogliamo quello che vogliamo in virtù di istinti modellati da millenni di selezioni darwiniane, per cui il problema filosofico è chiuso, le ipotesi di Dio risultano assunti infondati e infondabili che si spiegano con la necessità di raggirare le masse a percepire l'ordine sociale come "inviolabile in quanto Dio punisce i sovversivi"; ma nella tua società ultratecnologica motivi per una lotta di classe per tua ammissione non esistono, dunque tanti saluti all'inganno di Dio





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