
Originariamente Scritto da
Placido
La tua posizione è interessante, ma sembra cadere in un equivoco sostanziale: confondere la libertà assoluta dell’atto divino con una presunta necessità intrinseca di creare. Tuttavia, non vi è nulla nella natura di Dio che implichi che Egli debba creare per essere Dio; al contrario, la sua essenza è perfettamente compiuta e autosufficiente.
Come afferma il poeta persiano Ferdowsi nel Shahnameh:
خداوند جان و خرد، که ازین برتر اندیشه برنگذرد
(Khodaavand-e jaan o kherad, ke az in bartar andisheh bar nagzarad)
“Signore dell’anima e della ragione, oltre il quale il pensiero non può andare.”
Dio, essendo la fonte di ogni cosa, non dipende né dalle sue creazioni né dal loro divenire per manifestare la sua divinità. Egli è l’autarkes on, l’essere autosufficiente per eccellenza, il cui essere non conosce limiti o condizioni. La creazione è certamente una manifestazione della sua volontà, ma tale volontà non è vincolata da necessità interne o esterne: è pura libertà, pura scelta.
Affermare che “se Dio non creasse, non sarebbe Dio” equivale a ridurre l’essenza divina a un atto contingente, subordinandola a un’azione particolare. Ma questo è in contraddizione con il principio dell’ousia aionios, l’essere eterno, che non richiede nulla al di fuori di sé per essere perfetto. La creazione è un atto sovrabbondante di generosità divina, non una condizione necessaria per la sua esistenza.
Possiamo trarre ulteriore ispirazione dalle parole del mistico persiano Rumi, che nel suo Masnavi scrive:
ما از تو گواهی طلبیم ای خورشید / که بی تو جهان تاریک است و ناپدید
(Ma az to gavahi talabeem, ey khorshid / ke bi to jahan tarik ast o naapadid)
“Noi cerchiamo testimonianza da te, o sole, poiché senza di te il mondo è oscuro e invisibile.”
Il sole, come metafora di Dio, illumina senza necessità di farlo; il suo splendore non è condizionato dall’esistenza del mondo, ma è intrinseco alla sua natura. Così anche Dio: Egli “crea” non perché debba farlo, ma perché il suo essere perfetto include la possibilità infinita di creare senza che questo ne definisca l’essenza.
In conclusione, Dio non necessita di creare per essere Dio. La creazione, piuttosto, è il riflesso della sua gloria, non la condizione della sua divinità. Ridurre Dio a una dipendenza dalla creazione significa fraintendere l’infinita libertà e autosufficienza del divino.