
Originariamente Scritto da
Giò
Stai rendendo contorto qualcosa che non lo è minimamente. Dire che Dio ha prodotto tutto quanto l'essere delle cose significa sottolineare che Dio è autore dell'essenza e dell'essere in atto delle cose. Questo non è uno sdoppiamento posticcio, ma è coerente con quanto sempre sostenuto dalla filosofia aristotelico-tomista, cioè che l'ente è composto di essenza e di essere in atto. In altri termini: Dio "pensa" alle caratteristiche costitutive delle cose e "agisce" in modo che tali caratteristiche si traducano nella realtà. Può sembrarti un'espressione ridonante o pleonastica ma solo perché nel dire "Dio ha prodotto tutte le cose" tu sai (o presumo che tu sappia) che questi concetti sono impliciti. È utile, invece, ricorrervi perché limitarsi a dire che Dio "ha prodotto le cose" può non rendere a sufficienza il concetto che la realtà promana tutta quanta da Dio senz'altro presupposto. Il punto comunque è che resta erroneo - da parte tua - dire che "l'essere ci fosse già" perché un conto è ciò che è Dio ed un conto è ciò che sono le cose create: almeno questo riesci ad ammetterlo?
Mondin ricorre alla terminologia specialistica della disciplina di cui si occupa e, pertanto, ha ben presente la distinzione fra ciò che la metafisica intende per relazioni reali, relazioni ideali (o logiche) e relazioni miste.
Le relazioni reali sono quelle in cui il soggetto della relazione "ha in sé un aspetto, una determinazione reale, che non avrebbe se non ci fosse quella relazione" (S. Vanni Rovighi, Elementi di filosofia, II, p. 175); quelle ideali o logiche sono tali quando almeno uno dei termini del rapporto non esiste nella realtà esterna e le relazioni miste si rinvengono come tali quando i termini del rapporto non sono del medesimo ordine ontologico. La relazione fra Dio e il creato, in tal senso, è una relazione mista: è reale dal creato al Creatore, perché senza Dio il creato non potrebbe effettivamente esserci; è ideale o logica dal Creatore al creato perché - per citare un'espressione dell'Aquinate - "le cose dicono ordine a lui". Quindi questa relazione non aggiunge (o non toglie) alcunché di effettivo a Dio. Per questo, se prendiamo in considerazione Dio come soggetto della relazione, non possiamo far altro che dire che tale relazione è nell'ordine logico o ideale. Per citare nuovamente la Vanni Rovighi: "La creazione non pone dunque nulla di più in Dio; il che è quanto dire che la relazione fra Dio e la creatura non è una relazione reale, ma solo una relazione ideale; noi, pensando Dio creatore, aggiungiamo qualche cosa di nuovo al nostro concetto di Dio, ma all'essenza di Dio nulla si aggiunge per il fatto che sorga una creatura, Dio è pienamente autosufficiente anche senza la creatura" (ibidem).
Quando Mondin dice che la creazione è antecedente al creato "logicamente" (anziché "realmente"), si sta riferendo al fatto che la creazione non è un'entità intermedia fra il Creatore ed il creato, presente nella realtà esterna, come sarebbe se fosse letteralmente un fieri (perché, come già detto, altrimenti sarebbe essa stessa qualcosa di creato), bensì una relazione pura (l'aggettivo "pura" in questo contesto sta per "senza che ciò implichi mutamento"). In altri termini, sta prendendo in considerazione la creazione nel suo aspetto di relazione da Dio al creato.
Se volessimo schematizzarla, questa sarebbe la relazione da Dio al creato, che è una relazione ideale o logica:
Dio → creazione → creato
Questa sarebbe invece la relazione dal creato a Dio, che invece è una relazione reale:
Creato → creazione → Dio
Si dice che la creazione segue il creato nel senso che, dato il soggetto della relazione (il creato) e stante il termine della relazione di cui il creato è soggetto (Dio), è chiaro che, senza il soggetto (il creato), non c'è relazione (creazione), cioè dipendenza del creato al Creatore. Comprendo che questo passaggio sia difficile da capire, ma che sia assurdo e contraddittorio, viste le spiegazioni da te, non è dimostrato.
Il sofisma c'è nel momento in cui affermi che Mondin sostiene che "ciò che appare logico non corrisponde alla realtà". È palese che si tratta di un tentativo di sintesi della posizione dell'autore di natura tendenziosa, perché volto ad accreditare la tua tesi. Qual è la tua argomentazione, infatti? Se l'antecedenza della creazione sul creato è logica, ma non reale, perché nella realtà è l'esatto contrario, allora questo vuol dire che la creazione è "assurda, contraddittoria" perché la produzione dell'effetto (la creazione) non può essere successiva all'effetto stesso (il creato). Ma questa obiezione non prende in considerazione le distinzioni di cui sopra, che anche Mondin fa (in parte nella citazione che ho riportato, in parte nel resto del testo da cui ho tratto la citazione).