
Originariamente Scritto da
Giò
Torniamo sempre al medesimo punto, dove il tuo raccontino scettico si scioglie come neve al sole: così come nel linguaggio comune io descrivo
in un certo modo ciò che vedo, mentre nel linguaggio scientifico io lo descrivo
con una terminologia differente, pur indicando, di fatto, la medesima realtà, analogamente avviene quando dall'ambito del senso comune si passa alla sua formalizzazione filosofica rigorosa. Restando sempre nell'ambito dell'analogia, è la differenza che passa tra la descrizione del movimento del braccio nel linguaggio comune e la descrizione del movimento del braccio con il linguaggio specialistico della biologia. O, per riprendere un esempio che ho già fatto, tra la descrizione della caduta della mela dall'albero nei termini del linguaggio comune e quella fatta secondo i termini ed i calcoli della fisica. Non ha senso dire che il sole è incontraddittorio, se non presupponendo l'essere? Prova ad immaginarti un astronomo che ti parla del sole dicendo che al tempo stesso ha e non ha, sotto lo stesso identico aspetto, determinate caratteristiche. Niente verbo "essere". Eppure, emerge anche in tale contesto la necessità e l'universalità del pdnc.
Non è la metafisica a dirci che esiste l'atomo, ma è la metafisica a dirci che l'atomo non può esser tale, se non è uguale a se medesimo, pena non essere...atomo!
Pensa, per riprendere quanto ho detto sopra, se un fisico ti dicesse che l'atomo si caratterizza ed al tempo stesso non si caratterizza, sotto lo stesso aspetto, per una composizione particellare. Oppure: pensa se il pedone effettivamente stesse ed al tempo stesso non stesse, sotto il medesimo aspetto, attraversando la strada. Come potresti giudicare se devi frenare o meno, mentre sei in auto, per farlo passare? Altro che "disciplina non necessaria".