
Originariamente Scritto da
mary ann
@
novis
Il problema dei rapporti umani un po’ o tanto freddini si nota in molti paesi occidentali e non.
Secondo me il benessere economico ha rovinano i rapporti umani, la vicinanza, condivisione, altruismo, voler essere d’auto. Molta gente è diventata egoista e menefreghista. Pensano solo ai loro stessi. E non parliamo di persone estranee, spesso anche i parenti non vanno d’accordo.
Sai quanti fratelli/parenti hanno litigato per sempre per via dell’eredità? Tantissimi. Hanno messo i soldi non suoi davanti a tutto e per i soldi erano disposti a distruggere tutti i legami e ci sono riusciti.
Nei paesi più ricchi non saprai mai perché la gente fa l’amicizia con te. Per i soldi? Perché occupi un posto di rilievo? Perché puoi essere utile? Perché una mano lava l’altra? O forse perché semplicemente stai simpatico e la gente stando con te diventa allegra e rilassata?
Ho letto molti blogger americani, loro dicono che in America è molto difficile fare l’amicizia perché per loro conta molto lo status sociale, la casa in cui abiti, la macchina/ le macchine che guidi, circoli e club che frequenti. Sei povero? Allora raus. Sei ricco e potente? Allora willkommen.
Ma poi forse anche dipende dalla cultura e tradizioni. Dove c’è meno consumismo la gente è più aperta, anche se meno di prima, la “modernità” è sbarcata ovunque.
Io mi ricordo una storia di una tenera amicizia tra due uomini, il primo era molto ricco e potente, il secondo - una persona normalissima.
Erano amici d’infanzia. Ecco, questo uomo ricchissimo e potente riusciva ad essere se stesso solo in compagnia di suo amico, solo a lui apriva il suo cuore, solo a lui raccontava i suoi problemi, tristezze, dubbi…
Quando aveva bisogno di evadere non si nascondeva al Hyatt e non volava alle Maldive, ma arrivava in incognito nel suo paesello natale, nella casa modesta del suo migliore amico e lì il suo cuore e l’anima riposavano appieno. Si rigenerava completamente: fisicamente e psicologicamente. Rideva, scherzava, piangeva, abbracciava l’amico fraterno, mangiava cose semplici dell’orto, andavano insieme al fiume, stavano seduti per ore sulla riva a guardare l’acqua quieta, parlare o stare in silenzio; queste giornate erano molto importanti per lui, o meglio, per tutti e due.
Dopo qualche giorno tornava alla realtà: comandava, ordinava, licenziava, spendeva e spandeva una fortuna, andava ai party inutili con la gente utile, ma oltremodo noiosa….E soffriva, presumo. Perché il suo cuore era rimasto sempre lì, in quel paesello sperduto, nel silenzio dei boschi, alla riva del fiume placido in compagnia di suo amico d’infanzia, solo con lui poteva essere se stesso, solo con lui provava un benessere vitale. Nessuna cosa materiale avrebbe mai potuto sostituire suo amico né le ore passate in sua compagnia…
Per questo amico lui avrebbe fatto qualunque cosa possibile e immaginabile senza pensarci un attimo.