
Originariamente Scritto da
Salvo
Non si tratta di semplice separazione delle "carriere" perché con questa falsa espressione si immagina qualcosa che riguarda le rispettive prospettive economiche, professionali, previdenziali dei magistrati; insomma, qualcosa che riguarda l'aspetto 'burocratico-amministrativo' dei magistrati. Si tratta invece di separazione degli "ordini" dei magistrati, cioè dei loro poteri costituzionali, della loro indipendenza dagli altri poteri e dei rapporti con il potere esecutivo, nel senso dell'indebolimento, neutralizzazione, sottomissione (soprattutto del pm). Non è una 'riforma' della Costituzione, ma di una svolta a 180°, di un ritorno ad un sistema costituzionale passato, che prevedeva la prevalenza (al di là del potere minarchico) del potere esecutivo, del governo, sugli altri poteri, del tutto nominali. Questo nuovo assetto costituzionale, cioè questa 'nuova' Costituzione, che chiude l'esperienza della precedente, del 1948, inciderà indirettamente anche sulle prerogative del Capo dello Stato, la cui funzione di arbitro verrà di fatto annullata e ridotta ad una figura puramente rappresentativa. Non è neppure, come falsamente si dice, una riforma della "giustizia", perché con questa parola si intende la funzione giurisdizionale, il 'servizio' giustizia a favore dei cittadini, che in questa modifica costituzionale sono del tutto ignorati, trascurati, snobbati dal disinteresse assoluto di questo governo di fascistazzi, venduti ai poteri forti, che fanno dei più deboli le vittime designate della loro prepotente arroganza.