





Sarebbe da psicanalizzare questa atavica ritrosia destroide nei confronti della legge.
Ma temo rientri nella più generica spasmodica ricerca di un capro espiatorio per ogni malefatta.






L'ipocrisia è palese quando si dice che i magistrati bloccano le politiche di destra. A parte il fatto che i magistrati indagano e condannano politici di ogni specie e orientamento, se un politico ruba o commette altri reati non importa di che orientamento sia ma va indagato e processato. L'idea fottuta che il politico, per il solo fatto di essere stato votato (peraltro non nominalmente ma perché inserito in una lista ai primi posti per decisione non popolare ma della segreteria, cioè degli 'oligarchi' di partito), possa fare tutte le porcherie (anche penalmente illecite) che vuole non è il trionfo della democrazia ma della criminalità. Il politico deve ficcarsi ben bene nel cranio che chi delinque deve andare in galera, anche se è stato eletto, senza eccezioni (almeno finché i fascistazzi non introdurranno una generale causa di non punibilità per il solo fatto che il reo è un politico). Questa non è democrazia, perché la giustizia non si occupa di democrazia -di competenza di altri- ma di legalità e di eguaglianza davanti alla legge.







