È in corso un’aggressione “silenziosa” con gli uomini. Non è proprio silenziosa, ma dato che nessuno si ribella un po’ lo è.
Non ho idea chi e perché vuole sminuire l’uomo, annientarlo, renderlo succube della donna, una parte di ella e non un individuo indipendente.
Guadatevi intorno. I film e pubblicità dipingono uomo come uno poco capace, scemo, pressoché inutile, mammone, magrolino, con poca forza fisica, che spesso dice di sì per mancanza di volontà o paura, cede alle pressioni, concorda con ciò non è d’accordo, tace quando bisogna parlare e reagire.
L’uomo lava i piatti, sceglie assorbenti, bada i bambini, prepara le pappe, mangia chili di coccolato kinder, merendine, ricottine dietetiche si innamora del detersivo che rende lucido il bagno, gioisce come un bambino per delle cretinate, si “inchina” in continuazione davanti alla Donna - Dea e spesso viene descritto come un totale imbecille.
La donna invece domina su tutto: esce con le amiche mentre il marito resta a casa a pulire il bagno, gira con i vestiti da sera e le scarpe rosse ( un particolare non da sottovalutare) con i tacchi alti ( pure questo è un dettaglio che merita l’attenzione), ordina, insegna,testa gli automobili, delega. Ed è sempre bella e sicura di sé, spesso più alta di lui, o lo guarda dall’alto in basso, mentre l’uomo sta con il pigiama o i jeans sbiaditi e capelli spettinati. Ha la faccia del bambino di 5 anni e sulla sua faccia c’è la scritta “sono colpevole”, “senza di te sono niente”.
A volte viene descritto come un mammone: a 50 anni suonati ascolta ancora la mamma e fa quello che vuole la mamma, nonna, zia….
Anche gli stilisti hanno aiutato non poco a rendere l’uomo insignificante, debole e sempre più effemminato.
Hanno inventato i vestiti unisex e profumi unisex che hanno fatto diventare i nasi degli uomini pressoché sterili e poco reattivi.
Gli hanno messo la gonna, scarpette, orecchini, gli hanno dato in mano la borsetta rosa, l’hanno truccato e hanno chiamato tutto ciò la libertà di espressione, essere se stessi, ribellione agli schemi e così via.
Se l’uomo divorzia per colpa della donna dovrà comunque lasciarle la casa propria e forse anche assecondarla nelle altre sue richieste monetarie e non che spesso sono scellerate.
Tante volte è la donna ad avere il potere decisionale praticamente su tutto, anche sul se e quando il marito può vedere i bambini.
Decide. Pretende. Manipola. Minaccia.
Io non capisco perché gli uomini non si ribellino a tutte queste ingiustizia.
Ovviamente, ci sono anche uomini bravi, onesti, buoni e forti, sicuro di sé che non cedono alle provocazioni.
Esistono anche gli uomini stronzi, bugiardi, violenti, incapaci e inaffidabili.
Ma ora non sto parlando di questo, ma di come viene descritto e presentato l’uomo moderno in generale.
Viene presentato come un sottoprodotto della donna. Vi pare normale?
Si tratta di un problema enorme che coinvolge tutto e tutti: politica, lavoro, istituzione, educazione, sicurezza, economia, leggi, uomini, donne, bambini…
Provate a riflettere su tutto ciò. Discutiamone.
Forse dopo il mio post qualche uomo si sveglia da un lungo torpore, ci rifletterà sulle mie parole e farà qualcosa di rivoluzionario, cercherà a cambiare le cose: fondare un partito, un’associazione, movimento, ma di qualunque cosa si trattasse dovrebbe essere una soluzione seria, giusta, non violenta, leale e legale, volta a difendere gli interessi degli uomini e ripristinare il loro ruolo ( buono ) senza ledere i diritti delle donne e che offra una convivenza pacifica tra tutti e due sessi e che rimetta le cose a posto.




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