@emv, te lo dico con sincero rispetto ma anche con la dovuta fermezza e franchezza: quando dici che "pur nel suo errore il socialismo, la Sinistra, siano meno peggio del fascismo, del conservatorismo, della Destra", contraddici gli insegnamenti del Magistero della Chiesa.
Mi permetto di "trasferire" qui la discussione perché è il forum che moderi e perché, essendo una sezione del sito che s'intitola "Cattolici", è più opportuno svolgere una discussione simile qui anziché su "Politica estera".
Non perché non si possano o non si debbano fare considerazioni religiose anche lì, bensì perché il frastuono generato dalle passioni di parte del momento possono rendere il confronto inquinato da intrusioni inutilmente polemiche di terzi. A me ti sei rivolto pubblicamente ed a te rispondo pubblicamente, ma preferisco - se non è un problema - farlo qui.
Papa Pio XI nella Lettera Enciclica Quadragesimo anno (1931) insegna chiaramente quanto segue: "(...) proclamiamo che il socialismo, sia considerato come dottrina, sia considerato come fatto storico, sia come «azione», se resta veramente socialismo, anche dopo aver ceduto alla verità e alla giustizia su questi punti che abbiamo detto [rispetto alla lotta di classe e alla proprietà privata, nota mia], non può conciliarsi con gli insegnamenti della Chiesa cattolica. Giacché il suo concetto della società è quanto può dirsi opposto alla verità cristiana. Infatti, secondo la dottrina cristiana, il fine per cui l'uomo dotato di una natura socievole, si trova su questa terra, è questo che, vivendo in società e sotto un'autorità sociale ordinata da Dio (cfr. Rom 13,1), coltivi e svolga pienamente tutte le sue facoltà a lode e gloria del Creatore; e adempiendo fedelmente i doveri della sua professioni o della sua vocazione, qualunque sia, giunga alla felicità temporale ed insieme alla eterna. Il socialismo al contrario, ignorando o trascurando del tutto questo fine sublime, sia dell'uomo come della società, suppone che l'umano consorzio non sia istituito se non in vista del solo benessere. (...) se il socialismo, come tutti gli errori, ammette pure qualche parte di vero (il che del resto non fu mai negato dai Sommi Pontefici), esso tuttavia si fonda su una dottrina della società umana, tutta sua propria e discordante dal vero cristianesimo. Socialismo religioso e socialismo cristiano sono dunque termini contraddittori: nessuno può essere buon cattolico ad un tempo e vero socialista. Tutte queste verità pertanto, da Noi richiamate e confermate solennemente con la Nostra autorità, si debbono applicare del pari a una totale nuova forma o condotta del socialismo poco nota finora in verità, ma che al presente si va diffondendo tra molti gruppi di socialisti. Esso attende soprattutto a informare di sé gli animi e i costumi; particolarmente alletta sotto colore di amicizia la tenera infanzia per trascinarla, seco, ma abbraccia altresì la moltitudine degli uomini adulti; per formare in fine «l'uomo socialistico», sul quale vuole appoggiare l'umana società plasmata secondo le massime del socialismo. Senonché, avendo Noi spiegato già largamente nella Nostra enciclica Divini illius Magistri su quali princìpi si fondi e quali fini intenda l'educazione cristiana, è tanto chiaro ed evidente che ad essi contraddice quanto fa e cerca il socialismo educatore, che non occorre altra dichiarazione. Ma quanto siano gravi e terribili i pericoli che questo socialismo porta seco, sembra che l'ignorino o non vi diano gran peso coloro che non si curano punto di resistervi con zelo e coraggio secondo la gravità della cosa. È Nostro dovere pastorale quindi mettere costoro in guardia dal danno gravissimo e imminente, e si ricordino tutti che di cotesto socialismo educatore è padre bensì il liberalismo, ma l'erede è e sarà il bolscevismo".
Nella Lettera Enciclica Divini Redemptoris (1937) Pio XI di fronte all'incedere della minaccia comunista, dichiarò solennemente: "Il comunismo è intrinsecamente perverso e non si può ammettere in nessun campo la collaborazione con esso da parte di chiunque voglia salvare la civilizzazione cristiana. E se taluni indotti in errore cooperassero alla vittoria del comunismo nel loro paese, cadranno per primi come vittime del loro errore, e quanto più le regioni dove il comunismo riesce a penetrare si distinguono per l’antichità e la grandezza della loro civiltà cristiana, tanto più devastatore vi si manifesterà l’odio dei «senza Dio»".
Non dimentichiamo poi ciò che dichiarò Papa Pio XII di fronte a quello che, a buon diritto, definì malinteso cosmopolitismo: "Se, da un lato, può dirsi vero progresso l'accresciuta conoscenza ed il ravvicinamento dei popoli di tutto il mondo, agevolato al presente da tanti mezzi, dall'altro lato è manifesto il pericolo che rappresenta non di rado la tendenza verso una indiscriminata assimilazione delle altrui mentalità ed usanze. Occorre quindi evitare che un malinteso cosmopolitismo porti i singoli popoli alla rinunzia dei propri valori tradizionali, e ne sfiguri i volti" (vedasi qui).
Chi può negare che la sinistra - soprattutto quella odierna - sia la promotrice principale di questo "malinteso cosmopolitismo", che il Papa condannò?
Perciò, frena la tua passione politica ed umana, che ti porta ad "antipatizzare" con Trump e quindi, per estensione, con la destra, perché lui n'è considerato un esponente, per fatti contingenti, ancorché biasimevoli, e cerca invece di ragionare - e di ragionare alla luce della fede. Il che non si può fare, se non ricorrendo agli insegnamenti che ci detta il Magistero di Santa Romana Chiesa.
Nella condanna degli errori da parte della Chiesa c'è una gerarchia ed è una gerarchia che possiamo rinvenire leggendo con attenzione i suoi insegnamenti.
Come dimostrano la frequenza, la reiterazione, il tono ed il contenuto dei pronunciamenti fatti in merito, nella condanna dei cosiddetti "totalitarismi politici" storici - il fascismo, il nazionalsocialismo ed il comunismo - n'è stato individuato un differente grado di malizia e, peraltro, di natura diversa.
Il fascismo, infatti, non è stato condannato né integralmente né in quanto tale, bensì solo nella misura in cui ha abbracciato e promosso, in modo contingente, "una ideologia che dichiaratamente si risolve in una vera e propria statolatria pagana" (cfr. Lettera Enciclica Non abbiamo bisogno, 1931). Una misura tale però da non implicare alcuna condanna canonica generalizzata.
Più dura è stata, invece, la condanna del nazionalsocialismo perché, in esso, fu rivenuto questo errore dal quale, di fatto, discendevano tutti gli altri di cui il nazionalsocialismo poteva essere accusato: "Se la razza o il popolo, se lo Stato o una sua determinata forma, se i rappresentanti del potere statale o altri elementi fondamentali della società umana hanno nell’ordine naturale un posto essenziale e degno di rispetto; chi peraltro li distacca da questa scala di valori terreni, elevandoli a suprema norma di tutto, anche dei valori religiosi e, divinizzandoli con culto idolatrico, perverte e falsifica l’ordine, da Dio creato e imposto, è lontano dalla vera fede in Dio e da una concezione della vita ad essa conforme" (cfr. Lettera Enciclica Mit brennender sorge, 1937). Nonostante i paterni tentativi di Pio XI e di Pio XII di richiamare all'ordine - anche con l'ausilio dei propri vescovi in terra teutonica - gli esponenti del Terzo Reich, purtroppo i gerarchi del nazionalsocialismo perseverarono nel loro errore ed allora il nazionalsocialismo, impossibilitato dai suoi stessi esponenti a rettificarsi debitamente, si risolse ne "l'apostasia orgogliosa da Gesù Cristo, la negazione della sua dottrina e della sua opera redentrice, il culto della forza, l’idolatria della razza e del sangue, l’oppressione della libertà e della dignità umana" (cfr. discorso del 2 giugno 1945 di Pio XII). Caduto il Terzo Reich e venuti meno i vari satelliti e governatorati da esso dipendenti, Pio XII espresse la sua preoccupazione per "le moltitudini dei dissestati, dei delusi, dei desolati senza speranza, i quali vanno ad ingrossare le masse della rivoluzione e del disordine, assoldate da una tirannide non meno dispotica di quelle che si sono volute abbattere". Il chiaro riferimento era alla tirannide comunista. E, di fronte alla possibilità che la futura pace potesse fondarsi su "quello spirito di oppressione, dal quale il mondo sperava di vedersi finalmente liberato per sempre", così commentava: "Povero mondo, al quale si potrebbe allora applicare la parola di Gesù: che la sua nuova condizione è divenuta peggiore di quella da cui era così penosamente uscito!". Sappiamo tutti com'è andata a finire.
Come noto, nel corso della seconda guerra mondiale, in nome della lotta al nazionalsocialismo e al fascismo, si trovarono unite personalità di movimenti politici molto diversi: liberali, socialisti, comunisti...ed anche persone che si dichiaravano cattoliche e/o che dicevano di rifarsi ad una tradizione politica democratica cristiana. Di fronte a questo scenario, Pio XII era intervenuto: "(...) a tutti i Nostri figli e figlie nel vasto mondo, come anche a coloro che, pur non appartenendo alla Chiesa, si sentono uniti con Noi in quest’ora di determinazioni forse irrevocabili, rivolgiamo l’urgente esortazione di ponderare la straordinaria gravità del momento e di considerare come, al di sopra di ogni collaborazione con altre divergenti tendenze ideologiche e forze sociali, suggerita talora da motivi puramente contingenti, la fedeltà al patrimonio della civiltà cristiana e la sua strenua difesa contro le correnti atee ed anticristiane è la chiave di volta, che mai non può essere sacrificata, a nessun vantaggio transitorio, a nessuna mutevole combinazione" (Radiomessaggio nel quinto anniversario di guerra, 1 settembre 1944).
Questo monito, nonostante il contesto molto diverso che viviamo oggi, è ancora attuale: chi sacrifica la "strenua difesa contro le correnti atee ed anticristiane" alla "collaborazione con altre divergenti tendenze ideologiche e forze sociali", dettata "da motivi puramente contingenti" non fa che tradire la fede cattolica.
Premesso che considerare seriamente Trump "fascista" et similia è un grave errore perché si dimostra di non sapere né cosa rappresenti politicamente Trump né cosa sia stato, effettivamente, il fascismo, concludo l'intervento come segue: sei libero di condannare le azioni militari intraprese da Trump e da Netanyahu contro l'Iran, così come di approvare la decisa opposizione che sembra mostrare il premier spagnolo Sanchez agli interventi militari israeliani ed americani contro l'Iran (ma ti ricordo che Sanchez è stato in prima linea anche contro la Russia di Putin in Ucraina: lo sapevi, vero?). D'altronde, nemmeno io approvo le recenti azioni di Trump e Netanyahu in Iran. Ma ti esorto vivamente a farlo senza contraddire gli insegnamenti del Magistero della Chiesa, affermando spropositi come quelli di cui sopra che costituiscono, oggettivamente, uno scandalo in senso teologico: dare occasione, per mezzo di parole o azioni scorrette, alla caduta spirituale del proprio prossimo.






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