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Discussione: Eurabia

  1. #81
    SMF
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Esatto, come le mafie sono un prodotto della (in)civiltà meridionale….
    Però tu non difendi la civiltà cristiana europea perchè ha prodotto Lutero, ma perchè ha prodotto....San Erlembaldo....o no? hefico:

    Ma la decadenza della civiltà occidentale è figlia della civiltà occidentale, come le mafie sono figlie della (in)civiltà meridionale, e gli effetti negativi della civiltà occidentale vanno addebitati alla civiltà occidentale, come gli effetti negativi delle mafie vanno addebitati alla (in)civiltà meridionale.
    Mi fermo qua nel commentare perchè il resto è sproloquio OT. (io poi sono tutt'altro che meridionalista, basterebbe leggere questa discussione: http://forum.politicainrete.net/dest...smo+pulcinella). E' chiaro che la responsabilità della decadenza europea vada ascritta all'Europa. Non per questo però significa che l'Europa sia la sua decadenza, altrimenti non varebbe la pena combattere per la preservazione della sua civiltà.


    Dubito che in Russia si sia verificata una immigrazione siciliana significativa…
    Ma anche in questo caso ti tiri la zappa sui piedi. Infatti è vero che si definiscono come “mafia” tutti i fenomeni criminali organizzati che somigliano alle mafie meridionali, pur essendone apparentemente autonomi(ad esempio in Giappone la jazuka locale è conosciuta come la mafia giapponese). Il fatto è che questo dimostra, da un lato, che in alcuni casi ci sono gruppi criminali che hanno tratto malefica ispirazione dall’esempio mafioso meridionale, dall’altro che il nome mafia è diventato un marchio conosciuto in tutto il mondo, come la Coca-cola. Con il piccolo particolare che è il marchio che designa un male assoluto, un male assoluto originato dal Sud….
    Quello che è significativo, invece, è che Gennariello e Turiddu sono mafiosi, Ivan è mafioso, Jack è mafioso, Hidetoshi è mafioso….ma Ambrogio e Bepi non sono mafiosi, sono refrattari alla mafia, e combattono la mafia, anche se poi ricevono gli insulti…di Gennariello e Turiddu!
    L'uso diffuso di un determinato vocabolo non inficia il dato di fatto che la mafia russa non l'hanno portata i siciliani o i "terroni" ma è prodotto di quella terra, così come lo è la jakuza in Giappone o altre organizzazioni malavitose del Sud-est asiatico.
    Insomma, stai facendo anche in questo caso della polemica spicciola che m'interessa poco. Rilevo solo che, citando Giovanni Falcone, la mafia non è invincibile: essendo un fatto avrà un inizio ed avrà una fine. Questa sua 'limitatezza' fa venire meno qualsiasi elucubrazione mentale sull'innatismo mafioso di tutti i meridionali.
    Ultima modifica di Giò; 07-01-11 alle 19:01

  2. #82
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Poco me ne frega delle patenti altrui: il sangue non è acqua.
    Giusto, ma contano molto pure la volontà e la coscienza padana…
    Li hai omessi perchè non confermano la tua tesi sull'Herrenvolk padano vs. Uentermenschen centro-meridionali.
    Li ho omessi perchè totalmente irrilevanti in relazione alla questione in oggetto.
    Mi pare normale che gran parte resistenza sul fronte di Anzio e Nettuno sia stata tedesca, dato che numericamente parlando l'esercito tedesco non era paragonabile a quel poco che rimaneva di un esercito italiano completamente e totalmente allo sbando!
    Ti tiri per l’ennesima volta, e clamorosamente, la zappa sui piedi!
    In effetti, praticamente tutto l’esercito itagliano, su tutto il territorio nazionale, in un sol giorno, l’8 settembre 1943, si era completamente dissolto!
    Che io sappia, questo rappresenta un unicum nella storia del genere umano: è un evento apparentemente incomprensibile (ma di eventi apparentemente incomprensibili, nella storia itagliana, ce ne sono anche altri….) che non si riesce a capire se non nel momento in cui si riconosce che è stato folle volere riunire in un unico Stato popoli e nazioni completamente diverse dal punto di vista storico, geografico, genetico, culturale, linguistico, comportamentale, consuetudinario, spirituale, politico, socio-economico, ecc.
    Molti storici, riguardo all’8 settembre, parlano di “morte della patria”.
    La verità è che una patria italgliana non è mai esistita, e non potrà mai esistere…
    La Decima Flottiglia Mas e la legione italiana delle Waffen SS furono impiegate in gran numero per i loro effettivi
    ….scarni e scarsi, e non rappresentativi dele popolazioni locali…
    ed è sui fronti di Anzio e Nettuno che le loro gesta trovarono ammirazione e lodi.
    Si, per essere truppe d’elite se la cavarono abbastanza bene….
    Fu lì che nacque la fama del coraggio delle legioni di Salò!
    Oddio, tu quoque, marò!
    Non è mai esistita una repubblica di Salò, è esistita la Repubblica Sociale Italiana.
    Riguardo a quel che riporti di Mario Tedeschi non ti dò torto, ma quelle sono le reazioni del popolino
    Per giudicare una popolazione non bisogna guardare alle masse, spesso passive, ma alle minoranze attive. Se no si ragiona come quelli che dicono che non esistono gli eroi o i geni, perché anche gli eroi e i geni devono mangiare, bere, pisciare e defecare. Si dice che nessun uomo è grande per il suo servitore(che lo conosce nella sua quotidianità e nei suoi momenti di debolezza), ma resta il fatto che il grande uomo rimane un grande uomo, e il servitore un servitore. Per rilevare le differenze, sia tra gli uomini, sia tra i popoli, non bisogna guardare in basso, ma in alto. Bisogna verificare se, in determinate situazioni, le minoranze attive e rappresentative svolgono il compito loro proprio, oppure se precipiatano al livello comune alla massa.
    L’eroico, ma poco militarmente rilevante contributo apportato dagli italiani, è consistito nell’impiego di truppe speciali quali paracadutisti e marò, per niente rappresentative del territorio nel quale si combatteva. Cosa ben diversa sarebbe stata se avessero contribuito significativamente ai combattimenti, ad esempio, decine di migliaia di soldati o di camicie nere laziali, o se vi fosse stata, dall’altra parte, una partecipazione significativa da parte delle resistenza laziale. In realtà i “resistenti”…se ne stavano chiusi nei conventi e nelle cantine, e l’unico contributo significativo da essi apportato è consistito nel criminale attentato di via Rasella, che ha colpito un battaglione formato da italiani sudtirolesi(italiani, beninteso, perché l’Itaglia, in nome del principio della nazionalità…..alla fine della prima guerra mondiale aveva preteso di annettersi territori popolati da non italiani…) ha ucciso un bambino che si trovava per strada (nessuno nparla mai, perché potrebbe macchiare il niveo volto della resistenza…) e ha provocato l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
    Del resto, la vergogna di Piazzale Loreto avvenne a Milano, non al Sud.
    Appunto perché al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Riesci sempre a tirarti sui piedi delle zappate pazzesche!
    Lo scempio di piazzale Loreto, che io condanno, è però una prova evidente della durezza e della intransigenza delle genti del Nord. Certamente al Sud si sarebbe risolto tutto a tarallucci e vino, con la solita pulcinellata, canticchiando “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammuce ‘o passato, simm’e Napuli paisà!”
    Comunque a Roma, in molti quartieri, al momento dell'ingresso degli anglo-americani in città, vi furono non pochi atti di resistenza.
    Si vede che Pavolini non ne fu informato, visto che volle a tutti i costi organizzare la resistenza dei franchi tiratori a Firenze, anche perché furente di rabbia per il fatto che a Roma i romani avevano accolto gli angloamericani festeggiando…
    Se la guerra civile si è concentrata al Nord e non al Sud, non fu per chissà quali motivi d'ordine etnico-culturale
    Fu precisamente per motivi etnico-culturali.
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud(…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Per gli anglo-americani era obiettivamente molto più facile sbarcare a Salerno o prima ancora in Sicilia anziché a Venezia o a Genova, non ti pare?
    Per niente!
    Ancora oggi molti si chiedono perché mai gli angloamericani non abbiano effettuato uno sbarco molto più a Nord, in modo da incunearsi e costringere i tedeschi a ritirare le loro truppe poste più a Sud.
    La loro scelta di risalire tutta la lunghissima penisola appare incomprensibile, e non a caso la pagarono a caro prezzo, soprattutto davanti a Monte Cassino!
    Sono d'accordo con te quando dici che sono le 'minoranze attive' a fare la storia e non la massa.
    Ma le minoranze attive al Nord furono attive, al Sud furono passive.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità abissale tra il Nord e il Sud.
    In più aggiungiamoci il fatto che - come dimostra questo libro librad.com :: italia | SS Italiane. Il Nostro Onore Si Chiama Fedeltà
    Continui ad aggrapparti a gruppuscoli di elite, totalmente irrilevanti in relazione alla questione in oggetto…

    - il nucleo 'tosto' delle SS italiane era composto da molti meridionali (la cosa risulta visibile ad occhio leggendo i cognomi).
    Ah, beh, certo, i cognomi sono essenziali…
    Nel periodo compreso fra il 1940 e il 1945 quella napoletana fu la quarta provincia italiana per numero di caduti.
    Gli è sfuggita per un pelo la medaglia di bronzo!
    Mannaggia li pescetti!
    Ma poi, questi caduti, come sono caduti?
    Caduti sotto le bombe(Napoli ha subito durissimi boombardamenti)?
    I fori di entrata stavano sul petto o sulla schiena?
    Il fatto che muoiano in tanti di una regione significa che erano tutti soldati valorosi?
    E a parte tutto questo, possibile che tu non riesca a capire che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud?
    A ciò vi si aggiunga il fenomeno della resistenza fascista meridionale
    Magnifico!
    Mi puoi fare gentilmente l’elenco delle repubbliche fasciste del Sud, cioè dei territori sottratti agli angloamericani dai valorosi resistenti fascisti meridionali?
    Inoltre, vorrei correggerti nel post scritto e linkato da te: la bandiera della Repubblica Sociale Italiana non è quella da te postata, ma il tricolore semplice (quello attuale). Quella da te postata fu la bandiera delle FF. AA. della RSI a partire dal 6 Maggio 1944.
    Formalmente hai ragione tu, sostanzialmente un po’ meno.
    I repubblicani si identificarono sempre nella bandiera da combattimento della RSI, anche perché la RSI visse sempre in stato di combattimento.
    Lo stesso vale per i neofascisti del MSI, che si identificarono sempre nella bandiera da combattiemento, visto che volevano porsi come “alternativa al sistema”, e il tricolore semplice era diventata la bandiera dell’Italia antifascista, dopo il referendum istituzionale (al Nord aveva trionfato la repubblica, al Sud la monarchia: ennesimo esempio della differenza abissale che divide Nord e Sud….).
    La mia era una battuta per dire semplicemente che non sempre la ricchezza e l'opulenza dimostrano l'efficacia della tenuta spirituale di un popolo.
    La ricchezza e l'opulenza, se ben meritate, dimostrano l'efficacia della mentalità seria, laboriosa, operosa e organizzativa di un popolo.
    Sei cattolico, da quanto ho capito
    Caspita!
    Come hai fatto a capirlo?
    Sei più scaltro di un gallo cedrone!
    comportati di conseguenza e non ragionare solo ed esclusivamente in termini materiali(stici).
    A parte il fatto che, da buon aristotelico-tomista, penso sia necessario partire dai dati di fatto materiali, proprio in quanto cattolico sono profondamente materialista.
    Nella concezione cattolica l'uomo è un "sinolo" di anima e corpo, l'anima è la "forma sostanziale" del corpo, e conseguentemente noi viviamo una sola esistenza terrena.
    Noi non "abbiamo" un corpo, "siamo" un corpo.
    Gli atei sono dei materialisti da poco, sono dei dilettanti: i veri materialisti sono i cattolici.
    La materia è stata creata da Dio, che l'ha definita "cosa buona".
    Cristo si è fatto carne, e “la carne è il cardine della salvezza”.
    Noi otteniamo la salvezza e la Vita cibandoci non simbolicamente, o
    metaforicamente, ma realmente della Carne e del Sangue di Cristo.
    Il Paradiso di dante è un luogo metafisico comunque temporaneo: noi crediamo nella resurrezione
    della carne, cioè del nostro stesso corpo mortale, che, "glorificato", tornerà ad unirsi definitivamente
    alla propria anima, e vivrà in eterno nei nuovi cieli e nella nuova terra della Gerusalemme Celeste.
    Certamente, ma si deve affrontare anche il presente.
    Nel presente prepariamo la dissoluzione delle realtà bieche e incubose….
    Io vedo in esame i decreti sul federalismo fiscale, non sull'indipendenza della Padania.
    All’indipendenza si arriva passo per passo, ma l’obiettivo rimane sempre quello.
    Vedi minuto 1,10: grido associato a gesto del braccio molto significativo…

  3. #83
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Però tu non difendi la civiltà cristiana europea perchè ha prodotto Lutero, ma perchè ha prodotto....San Erlembaldo....o no?
    Sì, ma non per questo nego che Lutero sia un prodotto della civiltà europea occidentale, come la Mafia è un prodotto del meridione d’Itaglia…
    Mi fermo qua nel commentare perchè il resto è sproloquio OT.
    Non è sproloquio OT, sono semplici dati di fatto:
    I meridionali(o i meridionalisti come te…)non vogliono riconoscere la figliolanza e la responsabilità del meridione nella nascita, nello sviluppo, nell’incancrenirsi, nel diffondersi della peste mafiosa.
    Non solo, certi meridionali addirittura mordono la mano padana che cerca di aiutarli, associandosi alle demenzialità di Saviano, che descrive la Lega come connivente con la mafia, mentre nessun esponente leghista è mai stato condannato per reati mafiosi, e Maroni sta assestando colpi tremendi alla mafia (come i padani Mussolini e Mori prima di lui…).
    E’ tutta una questione di mentalità profondamente diversa tra Nord e Sud. Una mentalità che si può facilmente riscontrare persino in questa piccola realtà virtuale, dove c’è chi dice di desiderare l’indipendenza del Sud….ma solo se la fatica di realizzarla la fa il Nord…
    E’ una mentalità feudale deteriore liberamente voluta e accettata, quella mentalità che porta a baciare la mano(e non solo…) del capobastone di turno, o che porta, nell’incapacità di reggere un leale confronto dialettico, a chiagnere e invocare i potenti locali, o a nascondersi sotto le capaci gonne della maestra di turno…
    io poi sono tutt'altro che meridionalista
    Per me, chi nega che la mafia è figlia del Sud, è un meridionalista.
    E' chiaro che la responsabilità della decadenza europea vada ascritta all'Europa.
    Come è chiaro che la responsabilità della Mafia vada ascritta al Sud d'Itaglia.
    L'uso diffuso di un determinato vocabolo non inficia il dato di fatto che la mafia russa non l'hanno portata i siciliani o i "terroni"
    Non l’hanno portata loro….solo perché non ci sono andati.
    Ma hanno dato il “buon” esempio….
    così come lo è la jakuza in Giappone
    Già, però, casualmente, non si parla di jazuka italiana…..ma di mafia giapponese…
    Rilevo solo che, citando Giovanni Falcone, la mafia non è invincibile: essendo un fatto avrà un inizio ed avrà una fine.
    Giovanni Falcone è morto, la Mafia, prodotta dal Sud, è viva, vegeta e dominante nel Sud. Questi sono fatti, il resto sono ciance.
    Questa sua 'limitatezza' fa venire meno qualsiasi elucubrazione mentale sull'innatismo mafioso di tutti i meridionali.
    Le masturbazioni mentali dei meridionalisti non possono nascondere il fatto che le Mafie(perché ciascuna grande regione del Sud ha prodotto la sua: mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita…) sono nate nel Sud, si sono sviluppate nel Sud, sono diventate dominanti nel Sud, sono state esportate fuori dal Sud, sono diventate in tutto il mondo il principale “marchio” del Sud.

  4. #84
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Giusto, ma contano molto pure la volontà e la coscienza padana…
    L'identità locale non esclude necessariamente l'identità nazionale.

    Li ho omessi perchè totalmente irrilevanti in relazione alla questione in oggetto.
    No, li hai omessi perchè smentiscono il tuo schemino preconfezionato ideologizzato.

    Ti tiri per l’ennesima volta, e clamorosamente, la zappa sui piedi!
    In effetti, praticamente tutto l’esercito itagliano, su tutto il territorio nazionale, in un sol giorno, l’8 settembre 1943, si era completamente dissolto!
    Che io sappia, questo rappresenta un unicum nella storia del genere umano: è un evento apparentemente incomprensibile (ma di eventi apparentemente incomprensibili, nella storia itagliana, ce ne sono anche altri….) che non si riesce a capire se non nel momento in cui si riconosce che è stato folle volere riunire in un unico Stato popoli e nazioni completamente diverse dal punto di vista storico, geografico, genetico, culturale, linguistico, comportamentale, consuetudinario, spirituale, politico, socio-economico, ecc.
    Molti storici, riguardo all’8 settembre, parlano di “morte della patria”.
    La verità è che una patria italgliana non è mai esistita, e non potrà mai esistere…
    Non vedo perchè mi dovrei essere 'tirato la zappa sui piedi'. Al limite, sei tu a tirartela: io ho sempre sostenuto che l'8 settembre 1943 s'è consumata una vergogna senza pari e che s'è trattato, de facto, della morte civile della nazione italiana.

    ….scarni e scarsi, e non rappresentativi dele popolazioni locali…
    All'inizio furono scarni e scarsi, ma l'armistizio era appena stato concluso e la campagna di reclutamento non ancora iniziata: tuttavia, più passarono i giorni, le settimane e i mesi e più persone, provenienti da ogni parte d'Italia, affluivano nelle fila dell'esercito dell'Italia fascista repubblicana, a tal punto che la Decima Flottiglia MAS del Comandante e Principe Junio Valerio Borghese arrivò a rappresentare il 70% delle FF. AA. della RSI (fonte: R. De Felice, "Il Rosso e il nero").

    Si, per essere truppe d’elite se la cavarono abbastanza bene….
    Direi egregiamente!

    Oddio, tu quoque, marò!
    Non è mai esistita una repubblica di Salò, è esistita la Repubblica Sociale Italiana.
    Per convenzione, viene detta repubblica di Salò. Sei solo stato più preciso di me

    Per giudicare una popolazione non bisogna guardare alle masse, spesso passive, ma alle minoranze attive. Se no si ragiona come quelli che dicono che non esistono gli eroi o i geni, perché anche gli eroi e i geni devono mangiare, bere, pisciare e defecare. Si dice che nessun uomo è grande per il suo servitore(che lo conosce nella sua quotidianità e nei suoi momenti di debolezza), ma resta il fatto che il grande uomo rimane un grande uomo, e il servitore un servitore. Per rilevare le differenze, sia tra gli uomini, sia tra i popoli, non bisogna guardare in basso, ma in alto. Bisogna verificare se, in determinate situazioni, le minoranze attive e rappresentative svolgono il compito loro proprio, oppure se precipiatano al livello comune alla massa.
    L’eroico, ma poco militarmente rilevante contributo apportato dagli italiani, è consistito nell’impiego di truppe speciali quali paracadutisti e marò, per niente rappresentative del territorio nel quale si combatteva. Cosa ben diversa sarebbe stata se avessero contribuito significativamente ai combattimenti, ad esempio, decine di migliaia di soldati o di camicie nere laziali, o se vi fosse stata, dall’altra parte, una partecipazione significativa da parte delle resistenza laziale. In realtà i “resistenti”…se ne stavano chiusi nei conventi e nelle cantine, e l’unico contributo significativo da essi apportato è consistito nel criminale attentato di via Rasella, che ha colpito un battaglione formato da italiani sudtirolesi(italiani, beninteso, perché l’Itaglia, in nome del principio della nazionalità…..alla fine della prima guerra mondiale aveva preteso di annettersi territori popolati da non italiani…) ha ucciso un bambino che si trovava per strada (nessuno nparla mai, perché potrebbe macchiare il niveo volto della resistenza…) e ha provocato l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
    Questa menata l'hai già scritta: devi deciderti però. O contano le élites o conta il popolino. Non puoi venire a dire che le élites non erano 'rappresentative'.....che razza di obiezione è? Anzi, in effetti una 'razza' questa obiezione ce l'ha: una razza democratica.

    Appunto perché al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    I partigiani erano degli imboscati e numericamente inferiori agli effettivi delle FF. AA. della R.S.I.

    Riesci sempre a tirarti sui piedi delle zappate pazzesche!
    Lo scempio di piazzale Loreto, che io condanno, è però una prova evidente della durezza e della intransigenza delle genti del Nord. Certamente al Sud si sarebbe risolto tutto a tarallucci e vino, con la solita pulcinellata, canticchiando “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammuce ‘o passato, simm’e Napuli paisà!”
    Piazzale Loreto fu una vigliaccata messa in scena da qualche comandante partigiano comunista vile ed infame. Una barbarie. Ripeto: va a demerito di chi vi partecipò, senza se e senza ma.


    Si vede che Pavolini non ne fu informato, visto che volle a tutti i costi organizzare la resistenza dei franchi tiratori a Firenze, anche perché furente di rabbia per il fatto che a Roma i romani avevano accolto gli angloamericani festeggiando…
    E' inutile che rigiri la frittata: neghi quegli episodi che ho citato?

    Fu precisamente per motivi etnico-culturali.
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud(…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Adesso ci mettiamo ad avallare la falsa storiografia partigiana pur dimostrare una presunta superiorità del Nord verso il Sud? Sei un po' con l'acqua alla gola! L'attendibilità, a livello storico, di uno come Bocca è pari allo zero. La resistenza partigiana si organizzò al Nord, ma fu sempre minoritaria e piuttosto effimera: la stragrande maggioranza dei partigiani spuntò fuori soltanto negli ultimissimi mesi di guerra, quando ormai l'esito del conflitto era ormai ben chiaro. Ciò non toglie che esempi di coraggio e di ardimento vi furono pure fra i partigiani, ma, ripeto, la differenza fra chi combatté dalla parte della RSI e i partigiani sta nel fatto che i secondi erano inferiori ai primi per effettivi e, soprattutto, commettevano più azioni di sabotaggio o attentati terroristici che altro.


    Per niente!
    Ancora oggi molti si chiedono perché mai gli angloamericani non abbiano effettuato uno sbarco molto più a Nord, in modo da incunearsi e costringere i tedeschi a ritirare le loro truppe poste più a Sud.
    La loro scelta di risalire tutta la lunghissima penisola appare incomprensibile, e non a caso la pagarono a caro prezzo, soprattutto davanti a Monte Cassino!
    Perchè a Sud erano più 'coperti', visto che il Nord Africa era in mano alleata.

    Ma le minoranze attive al Nord furono attive, al Sud furono passive.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità abissale tra il Nord e il Sud.
    Guarda che anche nel Centro Italia vi furono epurazioni, processi sommari, violenze inaudite e la caccia al 'fascista': Toscana, Umbria, Marche e Lazio non furono da meno, purtroppo.

    Continui ad aggrapparti a gruppuscoli di elite, totalmente irrilevanti in relazione alla questione in oggetto…
    No, non sono irrilevanti, dato che tu affermi che i "terroni" sostanzialmente non avrebbero partecipato alla guerra civile. Io ti sto solo dimostrano che in uno dei reparti di élite - cioé uno dei più tosti - c'erano parecchi italiani del centro e del sud. E questo sbriciola il tuo teorema.


    Ah, beh, certo, i cognomi sono essenziali…
    Quanto da me detto non si basa solo ed esclusivamente su dei cognomi, ma sulla provenienza geografica delle persone. Tuttavia, facevo notare che già dai cognomi si poteva intuire la provenienza geografica dei quelle persone.

    Gli è sfuggita per un pelo la medaglia di bronzo!
    Mannaggia li pescetti!
    Ma poi, questi caduti, come sono caduti?
    Caduti sotto le bombe(Napoli ha subito durissimi boombardamenti)?
    I fori di entrata stavano sul petto o sulla schiena?
    Il fatto che muoiano in tanti di una regione significa che erano tutti soldati valorosi?
    E a parte tutto questo, possibile che tu non riesca a capire che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud?
    Ti parlo di soldati caduti, visto che sto parlando di terre di reclutamento alpino in relazione al FVG. L'esercito sbandò sia a Nord che a Sud, così come al Centro, dopo l'8 settembre '43: o neghi pure questo?

    Magnifico!
    Mi puoi fare gentilmente l’elenco delle repubbliche fasciste del Sud, cioè dei territori sottratti agli angloamericani dai valorosi resistenti fascisti meridionali?
    Se leggessi gli articoli da me linkati, vedresti che sorsero pure nel Sud delle repubbliche fasciste autonome che ebbero breve vita, ma che si inseriscono nel quadro della resistenza fascista all'occupazione anglo-americana. Fra l'altro, le repubbliche partigiane sono state eccessivamente mitizzate dalla storiografia anti-fascista.

    Formalmente hai ragione tu, sostanzialmente un po’ meno.
    I repubblicani si identificarono sempre nella bandiera da combattimento della RSI, anche perché la RSI visse sempre in stato di combattimento.
    Lo stesso vale per i neofascisti del MSI, che si identificarono sempre nella bandiera da combattiemento, visto che volevano porsi come “alternativa al sistema”, e il tricolore semplice era diventata la bandiera dell’Italia antifascista, dopo il referendum istituzionale (al Nord aveva trionfato la repubblica, al Sud la monarchia: ennesimo esempio della differenza abissale che divide Nord e Sud….).
    L'unico partito che per tanti anni non ha mai nascosto il tricolore italiano 'semplice' nelle sue manifestazioni è stato proprio il Movimento Sociale Italiano. Poi anch'io, personalmente, sono più legato al tricolore con l'aquila e il fascio che a quello 'normale'.

    La ricchezza e l'opulenza, se ben meritate, dimostrano l'efficacia della mentalità seria, laboriosa, operosa e organizzativa di un popolo.
    Sì, ma non sono mai l'unico criterio di giudizio. Meglio un popolo povero ma con la schiena dritta che un popolo ricco ma schiavo.


    A parte il fatto che, da buon aristotelico-tomista, penso sia necessario partire dai dati di fatto materiali, proprio in quanto cattolico sono profondamente materialista.
    Nella concezione cattolica l'uomo è un "sinolo" di anima e corpo, l'anima è la "forma sostanziale" del corpo, e conseguentemente noi viviamo una sola esistenza terrena.
    Noi non "abbiamo" un corpo, "siamo" un corpo.
    Gli atei sono dei materialisti da poco, sono dei dilettanti: i veri materialisti sono i cattolici.
    La materia è stata creata da Dio, che l'ha definita "cosa buona".
    Cristo si è fatto carne, e “la carne è il cardine della salvezza”.
    Noi otteniamo la salvezza e la Vita cibandoci non simbolicamente, o
    metaforicamente, ma realmente della Carne e del Sangue di Cristo.
    Il Paradiso di dante è un luogo metafisico comunque temporaneo: noi crediamo nella resurrezione
    della carne, cioè del nostro stesso corpo mortale, che, "glorificato", tornerà ad unirsi definitivamente
    alla propria anima, e vivrà in eterno nei nuovi cieli e nella nuova terra della Gerusalemme Celeste.
    E' scorretto parlare di 'materialismo cristiano': se mai, si tratta di realismo ontologico.


    All’indipendenza si arriva passo per passo, ma l’obiettivo rimane sempre quello.
    Vedi minuto 1,10: grido associato a gesto del braccio molto significativo…
    Staremo a vedere, ma intanto è la Lega Nord a votare in favore di 'Roma capitale'.
    Ultima modifica di Giò; 11-01-11 alle 17:04

  5. #85
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Sì, ma non per questo nego che Lutero sia un prodotto della civiltà europea occidentale, come la Mafia è un prodotto del meridione d’Itaglia…
    Va bene: questo ti porta a non difendere la civiltà europea occidentale?

    Non è sproloquio OT, sono semplici dati di fatto:
    No, è proprio uno sproloquio.

    Per me, chi nega che la mafia è figlia del Sud, è un meridionalista.
    Non nego che sia figlia del Sud, attenzione. Affermo solo una doverosa distinzione fra una 'forma sana' ed una 'forma patologico-degenerativa'.

    Come è chiaro che la responsabilità della Mafia vada ascritta al Sud d'Itaglia.
    Sì certo. Ma allora ci sarebbero tante altre cose da ascrivere al Nord, tutt'altro che positive.

    Non l’hanno portata loro….solo perché non ci sono andati.
    Ma hanno dato il “buon” esempio….
    Ti costa tanto ammettere che la macro-criminalità e la malavita si possono sviluppare indipendentemente dall'origine etnica di ciascuno? O sei un determinista biologico darwiniano?

    Già, però, casualmente, non si parla di jazuka italiana…..ma di mafia giapponese…
    Semplicemente perchè il 'linguaggio' è sempre stato eurocentrico.

    Giovanni Falcone è morto, la Mafia, prodotta dal Sud, è viva, vegeta e dominante nel Sud. Questi sono fatti, il resto sono ciance.
    Allora la mafia è invincibile? repapelle:

    Le masturbazioni mentali dei meridionalisti non possono nascondere il fatto che le Mafie(perché ciascuna grande regione del Sud ha prodotto la sua: mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita…) sono nate nel Sud, si sono sviluppate nel Sud, sono diventate dominanti nel Sud, sono state esportate fuori dal Sud, sono diventate in tutto il mondo il principale “marchio” del Sud.
    Ho detto il contrario? Non mi sembra. Ho solo sostenuto che va giustamente distinto ciò che è sano da ciò che non lo è.

  6. #86
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    L'identità locale non esclude necessariamente l'identità nazionale.
    L’identità padana esclude necessariamente la pseudo identità coloniale itagliana.
    li hai omessi perchè smentiscono il tuo schemino preconfezionato ideologizzato.
    Li ho omessi perché totalmente irrilevanti in relazione alla mia tesi basata sui fatti.
    Le minoranze attive hanno promosso al Nord una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece c’è stato solo l’imboscarsi e il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    E le minoranze attive non sono Tizio, Caio e Sempronio, o i quattro gatti appartenenti a truppe speciali non rappresentative del territorio nel quale si combatteva. Sono i 200.000 mobilitati nella resistenza, e i 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontanti a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane…
    Non vedo perchè mi dovrei essere 'tirato la zappa sui piedi'.
    Perché sei stato proprio tu a tirare in ballo il fatto che tutto l’esercito itagliano, su tutto il territorio nazionale, in un sol giorno, l’8 settembre 1943, si è completamente dissolto!
    E’ un unicum nella storia del genere umano: è un evento apparentemente incomprensibile (ma di eventi apparentemente incomprensibili, nella storia itagliana, ce ne sono anche altri….) che non si riesce a capire se non nel momento in cui si riconosce che è stato folle volere riunire in un unico Stato popoli e nazioni completamente diverse dal punto di vista storico, geografico, genetico, culturale, linguistico, comportamentale, consuetudinario, spirituale, politico, socio-economico, ecc.
    Molti storici, riguardo all’8 settembre, parlano di “morte della patria”.
    La verità è che una patria italgliana non è mai esistita, e non potrà mai esistere…
    E sei stato proprio tu a tirare in ballo questo evento incredibile, che lo stesso De Felice giudica “un unicum nella storia mondiale, per dimensione e peculiarità”.
    io ho sempre sostenuto che l'8 settembre 1943 s'è consumata una vergogna senza pari e che s'è trattato, de facto, della morte civile della nazione italiana.
    La morte di una nazione mai veramente esistita…
    Per convenzione, viene detta repubblica di Salò.
    Per convenzione antifascista, che si pone in antitesi con la verità storica…
    Questa menata l'hai già scritta
    E la riscriverò, visto che non ti è ancora entrata in zucca…
    O contano le élites o conta il popolino. Non puoi venire a dire che le élites non erano 'rappresentative'.....
    Ho scritto che il riferimento alle truppe speciali è irrilevante, sia per l’esiguità del loro numero, sia per il fatto che erano “miste”, e quindi non rappresentative del territorio nel quale hanno combattuto, cioè nel Lazio. Cosa ben diversa sarebbe stata se avessero contribuito significativamente ai combattimenti, ad esempio, decine di migliaia di soldati o di camicie nere laziali, o se vi fosse stata, dall’altra parte, una partecipazione significativa da parte delle resistenza laziale. In realtà i “resistenti”…se ne stavano chiusi nei conventi e nelle cantine, e l’unico contributo significativo da essi apportato è consistito nel criminale attentato di via Rasella, che ha colpito un battaglione formato da italiani sudtirolesi(italiani, beninteso, perché l’Itaglia, in nome del principio della nazionalità…..alla fine della prima guerra mondiale aveva preteso di annettersi territori popolati da non italiani…) ha ucciso un bambino che si trovava per strada (nessuno nparla mai, perché potrebbe macchiare il niveo volto della resistenza…) e ha provocato l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
    Solo al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Le minoranze rappresentative invece sono legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila… o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    I partigiani erano degli imboscati
    Si….in senso letterale.
    Ma De Felice afferma che il ruolo della resistenza è stato importante, e dice che “la Resistenza è stato un grande evento storico. Nessuno revisionismo riuscirà mai a negarlo.”
    e numericamente inferiori agli effettivi delle FF. AA. della R.S.I.
    Nella RSI non esisteva per caso la chiamata di leva obbligatoria?
    Quale era la pena prevista per i renitenti?
    Quale era il tasso di renitenza?
    Quale era il tasso di diserzione?
    Perché insisti a tirarti la zappa sui piedi?
    Piazzale Loreto fu una vigliaccata messa in scena da qualche comandante partigiano comunista vile ed infame.
    Sono d’accordo, ma andarono a godersela in tanti…anche perché al Nord, a differenza che al Sud, ci fu una vera, dura, feroce, strenua, continuativa, prolungata guerra civile.
    Lo scempio di piazzale Loreto, che io condanno, è però una prova evidente della durezza e della intransigenza delle genti del Nord. Certamente al Sud si sarebbe risolto tutto a tarallucci e vino, con la solita pulcinellata, canticchiando “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammuce ‘o passato, simm’e Napuli paisà!”
    E' inutile che rigiri la frittata: neghi quegli episodi che ho citato?
    E’ inutile che ti attacchi a episodi ridicolissimamente ininfluenti e insignificanti, tanto che Pavolini, che sicuramente ne fu informato, era comunque furente di rabbia per il comportamento dei romani, e per questo volle a tutti i costi organizzare la resistenza dei franchi tiratori a Firenze….
    Visto che insisti a tirarti la zappa sui piedi, riporto un celebre passo del libro “La pelle” di Curzio Malaparte, che allora era ufficiale di collegamento presso il comando alleato:
    I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di
    curiosi raccolta intorno all'obelisco, l'ufficiale partigiano a cavalcioni
    dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati
    sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza, la squadra di
    giovani partigiani della divisione comunista"Potente", armati di mitra e
    allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l'uno
    sull'altro, parevano dipinti da Masaccio nell'intonaco dell'aria grigia.
    Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso,
    tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di
    sangue colava giù per gli scalini di marmo. I fascisti seduti sulla
    gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli
    liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il
    più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che
    gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino.
    C'era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d'occhi, e dai capelli,
    sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s'incontra spesso in Toscana
    fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d'estate
    sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua
    e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine.
    Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà di via della Scala, presso
    gli Orti Oricellari.
    Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata
    di Santa Maria Novella, alle spalle dell'ufficiale partigiano seduto davanti
    al tavolino di ferro.
    Al cigolio dei freni delle due jeep, l'ufficiale non si mosse, non si voltò.
    Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse:
    - Tocca a te. Come ti chiami?
    -Oggi tocca a me - disse il ragazzo alzandosi - ma un giorno o l'altro
    toccherà a lei. -
    -Come ti chiami ?
    -Mi chiamo come mi pare..
    -O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero?- gli disse un suo
    compagno seduto accanto a lui.
    -Gli rispondo per insegnargli l'educazione, a quel coso - rispose il
    ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore. Era
    pallido, e gli tremavano le labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando
    fisso l'ufficiale partigiano. L'ufficiale abbassò la testa e si mise a
    giocherellare con una matita. A un tratto i ragazzi presero a parlar fra
    loro ridendo. Parlavano con l'accento popolano di San Frediano, di Santa
    Croce, di Palazzolo.
    -E quei bighelloni, che stanno a guardare?
    O non hanno mai visto ammazzare un cristiano?
    -E come si divertono, quei mammalucchi!
    -Li vorrei vedere al nostro posto, icchè farebbero...
    -Scommetto che si butterebbero in ginocchio!
    -Li sentiresti strillar come maiali, poverini!
    I ragazzi ridevano, pallidissimi, fissando le mani dell'ufficiale
    partigiano.
    -Guardalo bellino, con quel fazzoletto rosso al collo!
    -O chi gli è?
    -O chi gli ha da essere? Gli è Garibaldi!
    -Quel che mi dispiace- disse il ragazzo, in piedi sullo scalino- gli è
    d'essere ammazzato da quei bucaioli!
    -'Un la far tanto lunga, moccicone!-gridò uno dalla folla.
    -Se l'ha furia, venga lei al mì posto-ribattè il ragazzo ficcandosi le mani
    in tasca.
    L'ufficiale partigiano alzò la testa e disse: -Fa presto. Non mi far perdere
    tempo. Tocca a te.
    -Se gli è per non farle perdere tempo - disse il ragazzo con voce di
    scherno - mi sbrigo subito -
    E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di
    mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza
    di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
    -Bada di non sporcarti le scarpe! - gli gridò uno dei suoi compagni, e
    tutti si misero a ridere. -
    Jack e io saltammo giù dalla jeep.
    - Stop! - urlò Jack.
    Ma in quell'istante il ragazzo gridò: - Viva Mussolini! - e cadde crivellato
    di colpi.
    -Good gosh!-esclamò Jack, pallido come un morto. L'ufficiale partigiano alzò
    il viso, e guardò Jack da sotto in su.
    -Ufficiale canadese?-disse.
    -No, colonnello americano-rispose Jack, e accennando ai ragazzi seduti sui
    gradini della chiesa, aggiunse: -Bel mestiere, ammazzar ragazzi-
    L'ufficiale partigiano si volse lentamente, gettò un'occhiata obliqua alle
    due jeep cariche di soldati canadesi col fucile mitragliatore in pugno, poi
    fermò gli occhi su me, osservò la mia uniforme, e posando la matita sul
    tavolo mi disse con un sorriso conciliante:
    -Perchè non gli rispondi tu, al tuo americano?- Lo guardai in faccia e lo
    riconobbi. Era uno degli aiutanti di Potente, il giovane comandante della
    divisione partigiana che aveva fiancheggiato le truppe canadesi nell'assedio
    di Firenze, ed era morto alcuni giorni prima, accanto a Jack e a me, in
    Oltrarno.
    -Il Comando alleato ha proibito le esecuzioni sommarie -dissi- lascia stare
    quei ragazzi, se non vuoi avere noie.
    -Sei uno dei nostri, e parli a questo modo? -disse l'ufficiale partigiano.
    -Sono uno dei vostri, ma debbo fare rispettare l'ordine del Comando alleato.
    -Ti ho visto qualche altra volta-disse l'ufficiale partigiano-eri lì, quando
    è morto Potente?
    -Sì -risposi-ero accanto a lui. E con questo?
    -Vuoi i cadaveri? Non sapevo che t'eri messo a fare il becchino!
    -Voglio i vivi, quei ragazzi lì-
    -Piglia quelli già morti -disse l'ufficiale partigiano- te li do per poco.
    Hai una sigaretta?
    -Voglio i vivi -dissi porgendogli il pacchetto di sigarette- quei ragazzi
    saranno giudicati da un tribunale militare.
    -Da un tribunale militare? -disse l'ufficiale partigiano accendendosi una
    sigaretta- che lusso!.
    -Tu non hai il diritto di giudicarli.
    -Io non li giudico-disse l'ufficiale partigiano-li ammazzo.
    -Perchè li ammazzi? Con che diritto?
    -Perchè volete ammazzare quei ragazzi?-disse Jack.
    -Li ammazzo perchè gridano viva Mussolini.
    -Gridano viva Mussolini perchè li ammazzi-dissi.
    -Ma icchè voglion quei due cosi?-gridò una voce dalla folla.
    -Voglio sapere perchè li ammazza-dissi volgendomi alla folla.
    -Li ammazza perchè sparavan dai tetti-gridò un'altra voce.
    -Dai tetti?-disse la ragazza-o che ci han presi per gatti?
    -La 'un si lasci impietosire-gridò un giovanotto uscendo fuor dalla
    folla-glielo dico io, eran sù tetti a sparare!
    -Li ha visti lei?
    -Io no-disse il giovanotto.
    -E allora perchè dice che sparavan dai tetti?
    -Qualcuno ci doveva essere sui tetti a sparare-disse il giovanotto-e ce n'è
    degli altri. La 'un sente? Dal fondo di via della Scala giungeva uno
    schioccar rado di fucilate, rotto dagli strappi dei mitra.
    -Ci poteva anche esser lei, a sparar dai tetti-dissi.
    -La guardi come la parla-disse quello in tono minaccioso, facendo un passo
    avanti.
    Jack mi si accostò e mi sussurrò all'orecchio:-Take it easy-e voltandosi
    fece un cenno ai soldati canadesi, che saltarono giù dalle jeep e vennero a
    mettersi dietro di noi, con i fucili mitragliatori in pugno.
    -Ora s'appiccicano-disse la ragazza.
    -E lei, perchè si impiccia dei nostri affari?-disse uno di quei ragazzi
    -O che crede? Che s'abbia paura?
    -Ha più paura di noi-disse la ragazza-non vedi come gli è bianco? Dagli un
    cordiale, poverino! Tutti si misero a ridere, e Jack disse all'ufficiale
    partigiano: -Quei ragazzi li piglio in custodia io. Saranno giudicati
    secondo la legge.
    -Che legge?-disse l'ufficiale partigiano.
    -Il Tribunale militare-disse Jack-dovevate ammazzarli subito, sul posto. Ora
    è troppo tardi. Ora tocca alla legge. Voi non avete il diritto di giudicarli.
    -Sono amici vostri?-domandò l'ufficiale partigiano a Jack, con un sorriso di
    scherno.
    -Sono italiani-dissi.
    -Italiani, quelli?-disse l'ufficiale partigiano.
    -O che ci ha presi per turchi?-disse la ragazza-Bada lì, come se fosse un
    lusso essere italiani!
    -Se sono italiani-disse l'ufficiale partigiano-che c'entrano gli alleati? Le
    nostre faccende ce le sbrighiamo tra noi.
    -In famiglia-dissi.
    -Già, in famiglia. E tu, perchè prendi le parti degli alleati? Se sei dei
    nostri, devi star dalla mia parte.
    -Sono italiani-dissi.
    -Gli italiani li deve giudicare il tribunale del popolo!-gridò una voce
    dalla folla.
    -That's all-disse Jack. A un suo cenno i soldati canadesi circondarono i
    ragazzi, e li spinsero giù dai gradini della chiesa, avviandoli verso le
    jeep.
    L'ufficiale partigiano, bianco in viso, guardava fisso Jack stringendo i
    pugni. A un tratto allungò una mano, e afferrò Jack per un braccio.
    -Giù le mani!-gridò Jack.
    -No-disse quello senza muoversi.
    Intanto era uscito dalla chiesa un frate. Era un gran pezzo di frate, alto,
    grosso, dal viso tondo e acceso. Aveva una scopa in mano, e s'era messo a
    spazzare il sagrato. Il sagrato era ingombro di cartacce. Quando vide il
    mucchio di cadaveri e il sangue che colava giù dagli scalini di marmo si
    fermò, e allargò le gambe, esclamando: -O questa, che roba è?-e voltosi ai
    partigiani allineati col mitra imbracciato davanti ai cadaveri, gridò: -O
    che maniera è questa di venire a ammazzare la gente sulla porta della mì
    chiesa? Via di qua, bighelloni! Andate a far di queste cose davanti a casa
    vostra, non qui! Avete capito?
    -La si cheti, signor frate!-disse l'ufficialotto partigiano lasciando il
    braccio di Jack- Oggi non è giornata!
    -Ah! Non è giornata?-gridò il frate-ve lo fo vedere io se non è giornata!- E
    alzata la scopa si mise a picchiare sulla testa dell'ufficiale partigiano.
    Dapprima freddamente, con una furia riflessiva, ma a poco a poco
    scaldandosi, menava colpi e gridava- Che modo è questo di venire a
    insudiciare i gradini della mì chiesa? Andate a lavorare, bighelloni, invece
    di venire a ammazzare la gente davanti a casa mia!- E ripetendo il verso che
    fan le massaie per scacciare le galline, dava giù con la scopa ora sulla
    testa dell'ufficiale partigiano, ora su quella dei suoi uomini, e saltava
    dall'uno agli altri, gridando- Sciò! Sciò! Via di qua, screanzati! Sciò!
    Sciò!-Finchè, rimasto padrone del campo, si rigirò, e sempre lanciando
    parolacce e anatemi contro quei "bighelloni" e quei "buoni a nulla", si mise
    a spazzare rabbiosamente gli scalini imbrattati di sangue.
    La folla si disperse in silenzio.
    -Mi capiterai tra i piedi, un giorno o l'altro!- mi disse l'ufficiale
    partigiano fissandomi negli occhi con odio, e si allontanò lentamente,
    voltandosi ogni tanto a guardarmi.

    Nel frattempo, a Napoli, i partenopei vendevano le loro mogli, madri, figlie, nipotine ai negri delle truppe americane.
    Da qui la nascita di tanti napoletanini neri, e la celebre canzone “tammurriata nera”…


    Adesso ci mettiamo ad avallare la falsa storiografia partigiana pur dimostrare una presunta superiorità del Nord verso il Sud? Sei un po' con l'acqua alla gola!
    E tu sei nella merda fino al collo!
    L'attendibilità, a livello storico, di uno come Bocca è pari allo zero.
    Purtroppo per te, pure De Felice cita “La storia della guerra partigiana” come propria fonte, una fonte che tu evidentemente non conosci, se no non avresti scritto tali sciocchezze. E’ buffo che tu abbia nei confronti del saggio di Bocca lo stesso atteggiamento che avevano alcuni nei confronti dei saggi di Giorgio Pisanò!
    Il saggio di Bocca può non piacere per il suo modo di scrivere, o per certe opinioni soggettive da lui espresse riguardo a certi episodi, ma si basa su un repertorio bibliografico vastissimo e non può essere contestato sui fondamentali fatti storici riportati.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    La resistenza partigiana si organizzò al Nord
    ...e non al Sud: stai cominciando a vedere la luce!
    ma fu sempre minoritaria
    “Minoritaria” rispetto a che?
    I partigiani non venivano certo arruolati con cartolina-precetto!
    In ogni caso fu infinitamente maggioritaria rispetto a quella, inesistente, del Sud…
    e piuttosto effimera
    Effimera certamente no: ci fu anzi una assoluta continuità.
    Piuttosto fu il numero dei partigiani che variò molto a seconda delle stagioni(estate-inverno) e dell’andamento della guerra civile.
    Sta di fatto che De Felice afferma che il ruolo della resistenza è stato importante, e dice che “la Resistenza è stato un grande evento storico. Nessuno revisionismo riuscirà mai a negarlo.”
    la stragrande maggioranza dei partigiani spuntò fuori soltanto negli ultimissimi mesi di guerra, quando ormai l'esito del conflitto era ormai ben chiaro.
    Non è esattamente così: i partigiani furono molti già nell’estate del 1944, poi diminuirono durante l’inverno, per tornare ai massimi livelli nella primavera del 1945. Quello che fa ridere, piuttosto, è il fatto che quasi raddoppiarono dopo il 25 aprile 1945…
    Guarda che anche nel Centro Italia vi furono epurazioni, processi sommari, violenze inaudite e la caccia al 'fascista': Toscana, Umbria, Marche e Lazio non furono da meno, purtroppo.
    In Umbria, nelle Marche e nel Lazio, che comunque non sono nel Sud, non vi fu nulla di paragonabile a quello che accadde nel Nord, e soprattutto nel “triangolo della morte” emiliano.
    No, non sono irrilevanti, dato che tu affermi che i "terroni" sostanzialmente non avrebbero partecipato alla guerra civile.
    Sei alla frutta: adesso ti metti pure a inventare.
    Io ho dimostrato che solo al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Le minoranze rappresentative sono legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    L'esercito sbandò sia a Nord che a Sud, così come al Centro, dopo l'8 settembre '43: o neghi pure questo?
    Non solo non lo nego, ma lo sottolineo: in una situazione difficile una entità pseudonazionale, priva di unità sostanziale, perché composta di popoli diversi, si sfalda completamente.
    In quel momento la maggioranza dei soldati del Nord torna al Nord, quelli del Centro al Centro e quelli del Sud al Sud. E allora saltano fuori, evidenti, le differenze tra le diverse popolazioni: solo al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Le minoranze rappresentative sono legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Se leggessi gli articoli da me linkati, vedresti che sorsero pure nel Sud delle repubbliche fasciste autonome che ebbero breve vita.
    Ma mi stai a prendere per il culo?
    Si parla del fatto che alcuni fascisti hanno cercato di strumentalizzare ai loro fini le proteste della gente che gridava ““Pane, lavoro”, e non voleva fare il servizio militare, e di una fantomatica Repubblica Indipendente di Comiso ribattezzata “fascista” dalle autorità della RSI per motivi di propaganda!
    Fra l'altro, le repubbliche partigiane sono state eccessivamente mitizzate dalla storiografia anti-fascista.
    Grazie ai tuoi link riguardanti la “resistenza” “fascista” nel Sud, adesso appaiono imprese epiche e ciclopiche!
    E la differenza tra Nord e Sud appare davvero abissale!
    L'unico partito che per tanti anni non ha mai nascosto il tricolore italiano 'semplice' nelle sue manifestazioni è stato proprio il Movimento Sociale Italiano. Poi anch'io, personalmente, sono più legato al tricolore con l'aquila e il fascio che a quello 'normale'.
    Lo vedi che hai capito cosa intendevo dire?
    Meglio un popolo povero ma con la schiena dritta che un popolo ricco ma schiavo.
    Meglio un popolo meritevolmente ricco e libero dal giogo itagliano…
    E' scorretto parlare di 'materialismo cristiano'
    Mai detta una cosa simile….anche perché io non sono “cristiano”, ma cattolico.
    Nel senso che solo chi è cattolico è veramente e integralmente cristiano.
    Staremo a vedere, ma intanto è la Lega Nord a votare in favore di 'Roma capitale'.
    Lascia stare….pure Mussolini si è presentato alle elezioni alleato al liberale conservatore Giolitti, il “ministro della malavita”…

  7. #87
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Va bene: questo ti porta a non difendere la civiltà europea occidentale?
    Questo mi porta a rilevare che la Mafia è un prodotto del meridione d’Itaglia…
    No, è proprio uno sproloquio.
    No, non è sproloquio, sono semplici dati di fatto:
    I meridionali(o i meridionalisti come te…)non vogliono riconoscere la figliolanza e la responsabilità del meridione nella nascita, nello sviluppo, nell’incancrenirsi, nel diffondersi della peste mafiosa.
    Non solo, certi meridionali addirittura mordono la mano padana che cerca di aiutarli, associandosi alle demenzialità di Saviano, che descrive la Lega come connivente con la mafia, mentre nessun esponente leghista è mai stato condannato per reati mafiosi, e Maroni sta assestando colpi tremendi alla mafia (come i padani Mussolini e Mori prima di lui…).
    E’ tutta una questione di mentalità profondamente diversa tra Nord e Sud. Una mentalità che si può facilmente riscontrare persino in questa piccola realtà virtuale, dove c’è chi dice di desiderare l’indipendenza del Sud….ma solo se la fatica di realizzarla la fa il Nord…
    E’ una mentalità feudale deteriore liberamente voluta e accettata, quella mentalità che porta a baciare la mano(e non solo…) del capobastone di turno, o che porta, nell’incapacità di reggere un leale confronto dialettico, a chiagnere e invocare i potenti locali, o a nascondersi sotto le capaci gonne della maestra di turno…
    Non nego che sia figlia del Sud, attenzione. Affermo solo una doverosa distinzione fra una 'forma sana' ed una 'forma patologico-degenerativa'.
    Sono d’accordo se si considera la mafia una malattia, simile al cancro, sorta e sviluppatasi per responsabilità del Sud.
    Sì certo. Ma allora ci sarebbero tante altre cose da ascrivere al Nord, tutt'altro che positive.
    Il palinfraschismo benaltristico è tipico dei meridionali e dei meridionalisti.
    Ti costa tanto ammettere che la macro-criminalità e la malavita si possono sviluppare indipendentemente dall'origine etnica di ciascuno?
    Ti costa tanto rilevare che la mafia è nata, si è sviluppata, ha prosperato, è stata esportata, è diventata dominante nel Sud d’Itaglia?
    Semplicemente perchè il 'linguaggio' è sempre stato eurocentrico.
    Semplicemente perché il fenomeno di criminalità organizzata più eclatante a livello mondiale è nato, si è sviluppato, ha prosperato, è stata esportato, è diventato dominante nel Sud d’Itaglia.
    Allora la mafia è invincibile? repapelle:
    Constato che non è mai stata definitivamente vinta: il resto sono ciance o emoticons meridionali o meridionalistici…
    Ho detto il contrario? Non mi sembra. Ho solo sostenuto che va giustamente distinto ciò che è sano da ciò che non lo è.
    Mi sembra che tu non abbia mai riconosciuto le responsabilità del Sud nel sorgere, nell’affermarsi, nel permanere, nel dilagare, nel dominare delle varie Mafie (perché ciascuna grande regione del Sud ha prodotto la sua: mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita…).

  8. #88
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    L’identità padana esclude necessariamente la pseudo identità coloniale itagliana.
    E dove sta scritto? Persino nella Lega Nord c'è chi non la pensa così hefico:

    Li ho omessi perché totalmente irrilevanti in relazione alla mia tesi basata sui fatti.
    Le minoranze attive hanno promosso al Nord una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece c’è stato solo l’imboscarsi e il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    E le minoranze attive non sono Tizio, Caio e Sempronio, o i quattro gatti appartenenti a truppe speciali non rappresentative del territorio nel quale si combatteva. Sono i 200.000 mobilitati nella resistenza, e i 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontanti a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane…
    Ma la tua tesi è sbagliata: tu dici che, siccome la guerra civile s'è volta prevalentemente al Nord, allora gli abitanti del Nord costituirebbero automaticamente una "civiltà superiore" rispetto al Centro-sud vigliacco e traditore. E' una visione manichea che non corrisponde alla realtà storica: nelle minoranze attive c'era anche chi proveniva dalle regioni del Centro e del Sud Italia. Parlo ovviamente di quel che riguarda i "militanti" della Repubblica Sociale Italiana. Dei partigiani me ne frega relativamente. Il fatto che le SS italiane fossero un reparto d'élite non le sminuisce affatto: significa che erano i più tosti ed i migliori. E fra questi "migliori" c'erano anche meridionali o comunque persone non del Nord Italia. Questo è un semplice dato storico che non dimostra né la superiorità del Sud verso il Nord né viceversa.
    Parlare di minoranze attive non rappresentative, come già detto, è un ossimoro. In tutto ciò, però, faccio notare che la tua obiezione nasce in risposta alla mia citazione di Graziani e di altre personalità centro-meridionali che rimasero fedeli a Mussolini dopo l'8 settembre 1943, assieme ad altri settentrionali, come Badoglio, che tradirono prima il Duce e poi l'intera nazione italiana. E io ti ricordo che la classe dirigente di un paese n'è fedelmente il suo specchio - il più delle volte.

    Perché sei stato proprio tu a tirare in ballo il fatto che tutto l’esercito itagliano, su tutto il territorio nazionale, in un sol giorno, l’8 settembre 1943, si è completamente dissolto!
    E’ un unicum nella storia del genere umano: è un evento apparentemente incomprensibile (ma di eventi apparentemente incomprensibili, nella storia itagliana, ce ne sono anche altri….) che non si riesce a capire se non nel momento in cui si riconosce che è stato folle volere riunire in un unico Stato popoli e nazioni completamente diverse dal punto di vista storico, geografico, genetico, culturale, linguistico, comportamentale, consuetudinario, spirituale, politico, socio-economico, ecc.
    Molti storici, riguardo all’8 settembre, parlano di “morte della patria”.
    La verità è che una patria italgliana non è mai esistita, e non potrà mai esistere…
    E sei stato proprio tu a tirare in ballo questo evento incredibile, che lo stesso De Felice giudica “un unicum nella storia mondiale, per dimensione e peculiarità”.
    Ti sfugge completamente il fatto che il disastro dell'8 Settembre 1943 sia indipendente dalla pippa sulla "Padania-nazione, tutto il resto è meridione". L'8 settembre fu una grande tragedia nazionale, ma che coinvolse tutti: tanto i settentrionali quanto i meridionali.

    La morte di una nazione mai veramente esistita…
    Parere tuo e in quanto tale opinabilissimo. I soldati fascisti del Nord Italia si arruolarono nelle FF. AA. della RSI no di certo perché credevano ad una cosa del genere.

    Per convenzione antifascista, che si pone in antitesi con la verità storica…
    E' convenzione antifascista anche ritenere che l'Italia non sia una nazione. Tuttavia, non ti ho dato dell'anti-fascista.

    E la riscriverò, visto che non ti è ancora entrata in zucca…
    Non è con la pedanteria ripetitiva che si manda avanti un confronto. Stiamo discutendo su un forum fra persone civili, non è una gara a chi posta di più. Abbiamo tesi diverse, ma questo non vuol dire che ci si debba porre in modo fastidiosamente ripetitivo. Anche perchè su molte cose ti ho già risposto.

    Ho scritto che il riferimento alle truppe speciali è irrilevante, sia per l’esiguità del loro numero, sia per il fatto che erano “miste”, e quindi non rappresentative del territorio nel quale hanno combattuto, cioè nel Lazio. Cosa ben diversa sarebbe stata se avessero contribuito significativamente ai combattimenti, ad esempio, decine di migliaia di soldati o di camicie nere laziali, o se vi fosse stata, dall’altra parte, una partecipazione significativa da parte delle resistenza laziale. In realtà i “resistenti”…se ne stavano chiusi nei conventi e nelle cantine, e l’unico contributo significativo da essi apportato è consistito nel criminale attentato di via Rasella, che ha colpito un battaglione formato da italiani sudtirolesi(italiani, beninteso, perché l’Itaglia, in nome del principio della nazionalità…..alla fine della prima guerra mondiale aveva preteso di annettersi territori popolati da non italiani…) ha ucciso un bambino che si trovava per strada (nessuno nparla mai, perché potrebbe macchiare il niveo volto della resistenza…) e ha provocato l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
    Solo al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Le minoranze rappresentative invece sono legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila… o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud
    Anche a questo ho già risposto.

    Si….in senso letterale.
    Ma De Felice afferma che il ruolo della resistenza è stato importante, e dice che “la Resistenza è stato un grande evento storico. Nessuno revisionismo riuscirà mai a negarlo.”
    "Contrariamente a quanto ha sempre sostenuto la vulgata filoresistenziale, soprattutto comunista, non è possibile considerare la Resistenza un movimento popolare di massa: il movimento partigiano si fece moltitudine pochi giorni prima della capitolazione tedesca, quando bastava un fazzoletto rosso al collo per sentirsi combattente e sfilare coi vincitori".

    R. De Felice "Il Rosso e il nero", p. 55, Baldini & Castoldi.

    Nella RSI non esisteva per caso la chiamata di leva obbligatoria?
    Quale era la pena prevista per i renitenti?
    Quale era il tasso di renitenza?
    Quale era il tasso di diserzione?
    Perché insisti a tirarti la zappa sui piedi?
    Il bando Graziani vi fu nel febbraio 1944: il tasso di diserzione fu del 12% e quello di renitenza alla leva del 41%. Ma questo dimostra a maggior ragione che non ho torto: chi non voleva combattere dalla parte della RSI poteva benissimo imboscarsi o fare il bandito-partigiano. Chi invece veniva chiamato ed era convinto della scelta si andava a presentare. La Decima MAS, ad esempio, era composta interamente da volontari. Nonostante questo, i partigiani erano meno dell'esercito fascista repubblicano: il che significa che quella partigiana non fu una guerra di liberazione nazionale.

    Sono d’accordo, ma andarono a godersela in tanti…anche perché al Nord, a differenza che al Sud, ci fu una vera, dura, feroce, strenua, continuativa, prolungata guerra civile.
    Lo scempio di piazzale Loreto, che io condanno, è però una prova evidente della durezza e della intransigenza delle genti del Nord. Certamente al Sud si sarebbe risolto tutto a tarallucci e vino, con la solita pulcinellata, canticchiando “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammuce ‘o passato, simm’e Napuli paisà!”
    Coi se e coi ma non si fa la storia. Puoi fare supposizioni, ma non vi sono controprove.

    E’ inutile che ti attacchi a episodi ridicolissimamente ininfluenti e insignificanti, tanto che Pavolini, che sicuramente ne fu informato, era comunque furente di rabbia per il comportamento dei romani, e per questo volle a tutti i costi organizzare la resistenza dei franchi tiratori a Firenze….
    Un po' di rispetto verso chi decise di resistere, nonostante tutto, all'invasione anglo-americana andrebbe da parte tua: se anche si trattò di episodi sporadici e complessivamente minoritari, non trovo che sia il caso definirli ridicoli (forse ininfluenti, ma ridicoli no: io direi, simpliciter, 'coraggiosi'). A meno che tu non sia anti-fascista. Premesso questo, io non ho mai sostenuto che il popolino, a Roma o nell'intera penisola, abbia resistito tenacemente. Io ho solo detto che comunque anche a Roma vi furono episodi di resistenza all'invasore.


    Nel frattempo, a Napoli, i partenopei vendevano le loro mogli, madri, figlie, nipotine ai negri delle truppe americane.
    Da qui la nascita di tanti napoletanini neri, e la celebre canzone “tammurriata nera”…
    Stai generalizzando e ogni generalizzazione è - al solito - sbagliata.


    E tu sei nella merda fino al collo!
    Forse tu, dato che prendi per buone le tesi della storiografia antifascista.

    Purtroppo per te, pure De Felice cita “La storia della guerra partigiana” come propria fonte, una fonte che tu evidentemente non conosci, se no non avresti scritto tali sciocchezze. E’ buffo che tu abbia nei confronti del saggio di Bocca lo stesso atteggiamento che avevano alcuni nei confronti dei saggi di Giorgio Pisanò!
    Il saggio di Bocca può non piacere per il suo modo di scrivere, o per certe opinioni soggettive da lui espresse riguardo a certi episodi, ma si basa su un repertorio bibliografico vastissimo e non può essere contestato sui fondamentali fatti storici riportati.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    De Felice lo cita per dati, riportati a sua volta da Bocca da terzi, di per sé neutri. Tu invece stai citando una tesi di Bocca, non dei dati che Bocca ha riportato: la differenza è notevole.


    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Ti ho già risposto.

    ...e non al Sud: stai cominciando a vedere la luce!
    Mai detto il contrario: se tu fossi un po' meno pedante e ripetitivo, oltre che autoreferenziale, e leggessi ciò che scrive il tuo interlocutore avresti notato che non ho mai detto che la resistenza antifascista sia nata al Sud.

    “Minoritaria” rispetto a che?
    I partigiani non venivano certo arruolati con cartolina-precetto!
    Minoritaria rispetto a chi combatté sotto le insegne della RSI. Tieni conto che la Decima MAS, composta interamente da volontari, arrivò addirittura a rappresentare il 70% circa delle Forze Armate dell'Italia fascista repubblicana.

    In ogni caso fu infinitamente maggioritaria rispetto a quella, inesistente, del Sud…
    Un merito del Sud.

    Effimera certamente no: ci fu anzi una assoluta continuità.
    Piuttosto fu il numero dei partigiani che variò molto a seconda delle stagioni(estate-inverno) e dell’andamento della guerra civile.
    Sta di fatto che De Felice afferma che il ruolo della resistenza è stato importante, e dice che “la Resistenza è stato un grande evento storico. Nessuno revisionismo riuscirà mai a negarlo.”
    De Felice afferma anche, riportando i dati e le statistiche fatte durante la RSI sul fenomeno del "banditismo partigiano", che la resistenza partigiana anti-fascista italiana ingrossava le sue fila unicamente nei momenti in cui si intensificò l'arruolamento di leva nell'esercito della RSI. Appena Mussolini emetteva dei bandi di clemenza per i renitenti alla leva, gli effettivi dei banditi-partigiani diminuivano fisiologicamente. Inoltre, spesso le adesioni alla guerriglia partigiana antifascista diminuivano o subivano una forte battuta d'arresto nei momenti in cui l'avanzata anglo-americana s'arrestava. A conferma del fatto che chi scelse la RSI era un vero patriota e non una persona che combatteva solo se sicuro di avere le "spalle coperte" - come nel caso della maggior parte dei partigiani.

    Non è esattamente così: i partigiani furono molti già nell’estate del 1944, poi diminuirono durante l’inverno, per tornare ai massimi livelli nella primavera del 1945. Quello che fa ridere, piuttosto, è il fatto che quasi raddoppiarono dopo il 25 aprile 1945…
    Ma aumentavano nei momenti in cui avanzavano gli anglo-americani, guarda caso.

    In Umbria, nelle Marche e nel Lazio, che comunque non sono nel Sud, non vi fu nulla di paragonabile a quello che accadde nel Nord, e soprattutto nel “triangolo della morte” emiliano.
    Nel Lazio no, ma nella Marche ti assicuro che non si andò proprio per il sottile.

    Sei alla frutta: adesso ti metti pure a inventare.
    Io ho dimostrato che solo al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Le minoranze rappresentative sono legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Rispondi ad una semplice domanda: ci furono meridionali che combatterono, dalla parte della Repubblica Sociale Italiana, durante la guerra civile? E' vero che si trattò di una parte numericamente non irrilevante? E' questo il punto.

    Non solo non lo nego, ma lo sottolineo: in una situazione difficile una entità pseudonazionale, priva di unità sostanziale, perché composta di popoli diversi, si sfalda completamente.
    In quel momento la maggioranza dei soldati del Nord torna al Nord, quelli del Centro al Centro e quelli del Sud al Sud. E allora saltano fuori, evidenti, le differenze tra le diverse popolazioni: solo al Nord c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile, al Sud invece il solito pararsi il culo in nome del “Franza o Spagna, purchè se magna”.
    Le minoranze rappresentative sono legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Rispondo solo a ciò a cui non ho già risposto: non tutti riuscirono a tornare a casa, anzi, moltissimo non ci riuscirono. Quindi non è del tutto esatto che si ripartì da zero. Anche perchè molti soldati italiani vennero 'trattenuti' dai tedeschi.

    Ma mi stai a prendere per il culo?
    Si parla del fatto che alcuni fascisti hanno cercato di strumentalizzare ai loro fini le proteste della gente che gridava ““Pane, lavoro”, e non voleva fare il servizio militare, e di una fantomatica Repubblica Indipendente di Comiso ribattezzata “fascista” dalle autorità della RSI per motivi di propaganda!

    Grazie ai tuoi link riguardanti la “resistenza” “fascista” nel Sud, adesso appaiono imprese epiche e ciclopiche!
    E la differenza tra Nord e Sud appare davvero abissale!
    Hai letto "Fascisti senza Mussolini" di Parlato? Parla molto bene del sabotaggio fascista nel Sud.


    Mai detta una cosa simile….anche perché io non sono “cristiano”, ma cattolico.
    Nel senso che solo chi è cattolico è veramente e integralmente cristiano.
    Sono d'accordo, ma ho usato l'aggettivo 'cristiano' perchè per me gli unici, soli e veri cristiani sono i cattolici fedeli al Magistero infallibile dei Papi e alla Tradizione Cattolica Romana.

    Lascia stare….pure Mussolini si è presentato alle elezioni alleato al liberale conservatore Giolitti, il “ministro della malavita”…
    Sì, ma poi politicamente lo ha fatto fuori. Non mi sembra che la Lega Nord voglia far fuori Berlusconi e coloro che hanno insistito per l'approvazione di Roma capitale - ossia la stragrande maggioranza degli esponenti politici del PDL.

  9. #89
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    E dove sta scritto?
    Sta scritto qui sotto:
    L’identità padana esclude necessariamente la pseudo identità coloniale itagliana.
    Persino nella Lega Nord c'è chi non la pensa così
    Sono padani che sbagliano….o che non dicono quello che veramente pensano..
    tu dici che, siccome la guerra civile s'è volta prevalentemente al Nord, allora gli abitanti del Nord costituirebbero automaticamente una "civiltà superiore" rispetto al Centro-sud vigliacco e traditore.
    Queste sono considerazioni ulteriori, delle quali si può parlare in uno specifico thread, rispetto al tema fondamentale: il Nord e il Sud si sono comportati in modi assolutamente DIVERSI.
    Io ho documentato che solo al Nord, e non al Sud, c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile.
    Le minoranze rappresentative legate al territorio, e numericamente significative (sono i circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e i circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila… o alle SS italiane).
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Al Nord sono ci sono stati circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità assoluta tra il Nord e il Sud.
    nelle minoranze attive c'era anche chi proveniva dalle regioni del Centro e del Sud Italia.
    Il confronto è tra le minoranze attive del Nord che agirono nel Nord, e le minoranze attive del Sud che agirono nel Sud.
    Le minoranze attive sono state veramente attive solo nel Nord, nel Sud non ci sono state minoranze attive, questo è il dato innegabile e incontrovertibile.
    Per minoranze attive del Nord si intendono comunque centinaia di migliaia di persone combattenti e militanti, e milioni di persone che furono coinvolte direttamente nella guerra civile. Per questo sono totalmente irrilevanti mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane.
    Il fatto che le SS italiane fossero un reparto d'élite non le sminuisce affatto
    Non è che le sminuisce, è che le rende irrilevanti riguardo al tema in oggetto, il comportamento dei settentrionali al Nord e dei meridionali al Sud, il fatto cioè che al Nord ci fu una guerra civile, al Sud invece no.
    Le truppe speciali non c’entrano nulla, sia perché sono numericamente gruppi ristretti di elite, sia perché sono gruppi misti, sia perché furono comandati a combattere in luoghi dei quali non erano rappresentativi, come ad esempio a Roma. Il prode Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi.
    E’ quindi inutile che continui a tirare in ballo i parà, i marò, o Ciccillo e Cacace che si erano arruolati nelle SS italiane!
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord(dove sono stati coinvolti nella guerra civile milioni di persone) praticamente inesistente al Sud.
    I popoli del Nord hanno dato vita a una vera guerra civile, i popoli del Sud no.
    Non sto discutendo ora se gli uni sono stati buoni e gli altri no, non sto discutendo se gli uni sono stati cattivi e gli altri no: rilevo una enorme differenza comportamentale.
    Questo è il dato di fatto inconfutabile: i settentrionali al Nord e i meridionali al Sud si sono comportati in modi assolutamente DIVERSI.
    Ti sfugge completamente il fatto che il disastro dell'8 Settembre 1943 sia indipendente dalla pippa sulla "Padania-nazione, tutto il resto è meridione".
    Ma vergognati di scrivere panzane, e di argomentare più falsamente di un avvocaticchio meridionale!
    Quello che ti fotte è le nostra discussione avviene per iscritto!
    Dove mai io ho scritto rigurado all’8 settembre: "Padania-nazione, tutto il resto è meridione"?
    Io ho scritto riguardo all’8 settembre:
    E’ un unicum nella storia del genere umano: è un evento apparentemente incomprensibile (ma di eventi apparentemente incomprensibili, nella storia itagliana, ce ne sono anche altri….) che non si riesce a capire se non nel momento in cui si riconosce che è stato folle volere riunire in un unico Stato popoli e nazioni completamente diverse dal punto di vista storico, geografico, genetico, culturale, linguistico, comportamentale, consuetudinario, spirituale, politico, socio-economico, ecc.
    Molti storici, riguardo all’8 settembre, parlano di “morte della patria”.
    La verità è che una patria italgliana non è mai esistita, e non potrà mai esistere…
    E sei stato proprio tu a tirare in ballo questo evento incredibile, che lo stesso De Felice giudica “un unicum nella storia mondiale, per dimensione e peculiarità”.

    L’8 settembre dimostra che esisteva solo uno Stato “italiano” costruito sulla costrizione e sulla violenza, non esisteva una nazione italiana, che non è mai esistita e mai esisterà, perché in realtà nello Stato italiano sono state ficcate forzatamente nazioni diverse e incompatibili, per crere una falsa unità che quando deve affrontare un duro cimento, inevitabilmente si squaglia, si sfalda, si dissolve nei suoi elementi costitutivi: e allora la parola d’ordine diventa “Tutti a casa”, tutti alla propria casa, cioè al proprio territorio. Quasi tutti i soldati sono tornati alla loro Heimat, quelli del Nord al Nord, quelli del Sud al Sud. E da allora, molto casualmente, si sono viste le enormi differenze che caratterizzano i due diversissimi popoli.
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Al Nord sono ci sono stati circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità assoluta tra il Nord e il Sud.
    Ho documentato che la guerra partigiana è stata sia quantitativamente che qualitativamente diversa al Nord rispetto al Sud. Vuoi negare queta palese verità?
    Fàllo se ci riesci, invece di spararti i pipponi sul coraggio dei parà, gruppo d’elite e misto, spediti a difendere Roma, i quali giustamente consideravano i romani delle emerite merdacce.
    L'8 settembre fu una grande tragedia nazionale, ma che coinvolse tutti: tanto i settentrionali quanto i meridionali.
    La grande tragedia inter-nazionale, che ha coinvolto tutti, è stata la stramaledetta unità d’Itaglia.
    "Contrariamente a quanto ha sempre sostenuto la vulgata filoresistenziale, soprattutto comunista, non è possibile considerare la Resistenza un movimento popolare di massa
    Appunto!
    Questo è il più grande complimento che si possa fare alla resistenza!
    E’ stato un movimento di minoranze attive, che, come dice De Felice, è stato importante:“la Resistenza è stato un grande evento storico. Nessuno revisionismo riuscirà mai a negarlo.”
    E’ facile creare un grande evento storico con delle grandi masse, più difficile con delle minoranze attive (ma comunque numericamente significative: al Nord sono ci sono stati circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone.)
    Il bando Graziani vi fu nel febbraio 1944: il tasso di diserzione fu del 12% e quello di renitenza alla leva del 41%.
    E De Felice subito aggiunge che “fu assai elevato. Un bruciante scacco per la RSI, e, contemporaneamente, un grosso successo politico-propagandistico per la resistenza.”
    chi non voleva combattere dalla parte della RSI poteva benissimo imboscarsi o fare il bandito-partigiano. Chi invece veniva chiamato ed era convinto della scelta si andava a presentare.
    E chi non era convinto si presentava per paura della pena di morte, e delle sanzioni a carico dei parenti conniventi…
    Coi se e coi ma non si fa la storia.
    La storia la si fa constatando che al Sud non ci furono le stragi del dopoguerra che si verificarono al Nord. E non ci furono perché al Sud non ci fu la guerra civile, né un movimento resistenziale minimamente paragonabile a quello del Nord….
    Un po' di rispetto verso chi decise di resistere, nonostante tutto, all'invasione anglo-americana andrebbe da parte tua
    Io posso avere tutto il rispetto di questo mondo, ciò non toglie che gli episodi di resistenza, dall’una e dall’altra parte, furono ridicolmente ininfluenti e insignificanti.
    Possiamo anche erigere ai resistenti statue crisoelefantine alte 10 metri, ma questo non toglie che gli episodi di resistenza, dall’una e dall’altra parte, furono ridicolmente ininfluenti e insignificanti, e che quindi a Roma non ci fu un movimento resistenziale minimamene paragonabile a quello del Nord….
    Stai generalizzando
    Sto riportando dei fatti storici, abbastanza rilevanti da venire immortalati in una nota e popolare canzonetta…
    Con tutto ciò, esiste la Provvidenza che riesce a cavare qualcosa di buono anche da eventi cattivi: ad esempio, della buona musica frutto del mescolamento etnico di popolazioni già affini….

    De Felice lo cita per dati, riportati a sua volta da Bocca da terzi, di per sé neutri.
    De Felice lo cita perché lo ritiene affidabile, e le testimonianze non sono neutre, sia perché possono essere manipolate da uno storico poco affidabile, sia perché chi testimonia può essere poco neutro(ad esempio, nella fattispecie, un dirigente partigiano, divenuto in seguito dirigente comunista).
    Tu invece stai citando una tesi di Bocca
    No, io mi baso sui fatti documentati da Bocca(con le tesi e le interpretazioni che egli espone nel saggio spesso non sono d’accordo).
    Sono fatti documentati da molti storici, riconosciuti come seri e attendibili anche da parte neofascista, come Roberto Battaglia, nella sua “Storia della resistenza italiana”(ma Bocca ha fatto un ulteriore lavoro di scavo negli archivi e di raccolta di dati, per dare un quadro preciso della resistenza nelle varie regioni).
    non ho mai detto che la resistenza antifascista sia nata al Sud.
    Non è questo il punto, il punto è che la guerra civile c’è stata al Nord, e non al Sud, di questo stiamo parlando, non di Cicì e Cocò, o del fatto che ci sono dei cognomi di origine meridionale negli elenchi degli arruolati nelle SS italiane.
    La guerra partigiana è stata sia quantitativamente che qualitativamente diversa al Nord rispetto al Sud. Vuoi negare questa palese verità?
    Fàllo se ci riesci, invece di spararti i pipponi sul coraggio dei parà, gruppo d’elite e misto, spediti a difendere Roma, i quali giustamente consideravano i romani delle emerite merdacce.
    Tieni conto che la Decima MAS, composta interamente da volontari, arrivò addirittura a rappresentare il 70% circa delle Forze Armate dell'Italia fascista repubblicana.
    Ah si?
    E in che data?
    E quante centinaia di migliaia di uomini erano arruolati nella Decima MAS?
    Un merito del Sud.
    Opinione soggettiva e ininfluente, che non confuta il dato di fatto oggettivo che la resistenza del Nord fu quantitativamente(e qualitativamente) molto diversa e molto superiore a quella del Sud….
    De Felice afferma anche, riportando i dati e le statistiche fatte durante la RSI sul fenomeno del "banditismo partigiano", che la resistenza partigiana anti-fascista italiana ingrossava le sue fila unicamente nei momenti in cui si intensificò l'arruolamento di leva nell'esercito della RSI. Appena Mussolini emetteva dei bandi di clemenza per i renitenti alla leva, gli effettivi dei banditi-partigiani diminuivano fisiologicamente. Inoltre, spesso le adesioni alla guerriglia partigiana antifascista diminuivano o subivano una forte battuta d'arresto nei momenti in cui l'avanzata anglo-americana s'arrestava.
    Ma guarda che l’andamento delle diserzioni nelle file repubblicane era simile, anche se determinato da ragioni in parte diverse: avvenivano dei travasi continui tra i due fronti, e c’è stato chi ha voltato gabbana più di una volta!
    l’Esercito repubblicano ad esempio toccò i suoi massimi di diserzione nell’aprile del 1944, e nell’estate del 1944 interi reparti della GNR si dissolsero o passarono in forze alle unità partigiane.
    Rispondi ad una semplice domanda: ci furono meridionali che combatterono, dalla parte della Repubblica Sociale Italiana, durante la guerra civile?
    Si, in numero irrilevante. Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Hai letto "Fascisti senza Mussolini" di Parlato? Parla molto bene del sabotaggio fascista nel Sud.
    I sabotaggi?
    Ma mi stai a prendere per il culo?
    Si stava parlando delle Repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi al Nord nel periodo precedente) che poi furono riconquistate solo con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Grazie ai tuoi link riguardanti la “resistenza” “fascista” nel Sud, adesso le repubbliche partigiane appaiono imprese epiche e ciclopiche!
    E la differenza tra Nord e Sud appare davvero abissale!
    Sì, ma poi politicamente lo ha fatto fuori. Non mi sembra che la Lega Nord voglia far fuori Berlusconi e coloro che hanno insistito per l'approvazione di Roma capitale - ossia la stragrande maggioranza degli esponenti politici del PDL.
    Berlusconi lo farà fuori l’anagrafe, se non gli attacchi dei giudici e dei poteri forti, e il Pdl è una sua creatura, che scomparirà con lui…

  10. #90
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    Predefinito Rif: Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Sta scritto qui sotto:
    L’identità padana esclude necessariamente la pseudo identità coloniale itagliana.
    E tu chi sei? Il gran visir della Padania?

    Sono padani che sbagliano….o che non dicono quello che veramente pensano..
    Dall'alto di che.....?

    Queste sono considerazioni ulteriori, delle quali si può parlare in uno specifico thread, rispetto al tema fondamentale: il Nord e il Sud si sono comportati in modi assolutamente DIVERSI.
    Io ho documentato che solo al Nord, e non al Sud, c’era stata una vera, dura e continuativa guerra civile.
    Che ci sia stata la guerra civile al Centro-nord anziché al Sud è solo un mero dato geografico.

    Il confronto è tra le minoranze attive del Nord che agirono nel Nord, e le minoranze attive del Sud che agirono nel Sud.
    Le minoranze attive sono state veramente attive solo nel Nord, nel Sud non ci sono state minoranze attive, questo è il dato innegabile e incontrovertibile.
    Per minoranze attive del Nord si intendono comunque centinaia di migliaia di persone combattenti e militanti, e milioni di persone che furono coinvolte direttamente nella guerra civile. Per questo sono totalmente irrilevanti mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane.
    Queste minoranze attive nel Centro e nel Nord provenivano comunque da diverse parti della penisola italiana ed anche dalle zone centrali e meridionali della nazione.

    Non è che le sminuisce, è che le rende irrilevanti riguardo al tema in oggetto, il comportamento dei settentrionali al Nord e dei meridionali al Sud, il fatto cioè che al Nord ci fu una guerra civile, al Sud invece no.
    Le truppe speciali non c’entrano nulla, sia perché sono numericamente gruppi ristretti di elite, sia perché sono gruppi misti, sia perché furono comandati a combattere in luoghi dei quali non erano rappresentativi, come ad esempio a Roma. Il prode Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi.
    E’ quindi inutile che continui a tirare in ballo i parà, i marò, o Ciccillo e Cacace che si erano arruolati nelle SS italiane!
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord(dove sono stati coinvolti nella guerra civile milioni di persone) praticamente inesistente al Sud.
    I popoli del Nord hanno dato vita a una vera guerra civile, i popoli del Sud no.
    Non sto discutendo ora se gli uni sono stati buoni e gli altri no, non sto discutendo se gli uni sono stati cattivi e gli altri no: rilevo una enorme differenza comportamentale.
    Questo è il dato di fatto inconfutabile: i settentrionali al Nord e i meridionali al Sud si sono comportati in modi assolutamente DIVERSI.
    Non puoi parlare di minoranze attive al Nord e poi parlare di differente atteggiamenti dei 'popoli' perchè, come abbiamo detto fin dall'inizio, l'atteggiamento del popolo fu uguale in tutta Italia di fronte alla guerra civile: anche su questo De Felice è chiarissimo. Nessuna differenza fra Nord e Sud in questo. Il Sud non ha sopportato una guerra civile: è vero. Ma con questo? Differenza di organizzazione, collegamenti, coordinazione? Tutti dati dettati dalla mera contingenza e relativamente ai quali non c'è stato nessun merito specifico delle genti del Nord rispetto a quelle del Sud: tanto per essere chiari, il tuo discorso potrebbe essere valido se mi dimostrassi, dati alla mano, che almeno tre quarti dei militi della RSI - quindi non ti parlo di sole SS - erano settentrionali. Ma siccome finora non mi hai ancora riportato nessun dato in merito, le tue affermazioni lasciano il tempo che trovano. Ah, en passant: il prode e coraggioso Mario Tedeschi era......romano!

    Ma vergognati di scrivere panzane, e di argomentare più falsamente di un avvocaticchio meridionale!
    No, io mi limito a sintetizzare il succo del discorso che stai facendo tu.

    Quello che ti fotte è le nostra discussione avviene per iscritto!
    Dove mai io ho scritto rigurado all’8 settembre: "Padania-nazione, tutto il resto è meridione"?
    Ribadisco, si tratta di una sintesi del succo del discorso che stai facendo, privato di tutti i suoi orpelli.

    Io ho scritto riguardo all’8 settembre:
    E’ un unicum nella storia del genere umano: è un evento apparentemente incomprensibile (ma di eventi apparentemente incomprensibili, nella storia itagliana, ce ne sono anche altri….) che non si riesce a capire se non nel momento in cui si riconosce che è stato folle volere riunire in un unico Stato popoli e nazioni completamente diverse dal punto di vista storico, geografico, genetico, culturale, linguistico, comportamentale, consuetudinario, spirituale, politico, socio-economico, ecc.
    Molti storici, riguardo all’8 settembre, parlano di “morte della patria”.
    La verità è che una patria italgliana non è mai esistita, e non potrà mai esistere…
    E sei stato proprio tu a tirare in ballo questo evento incredibile, che lo stesso De Felice giudica “un unicum nella storia mondiale, per dimensione e peculiarità”.
    Lo so anch'io che è un episodio unico nella storia d'Italia, d'Europa e del mondo. Ma Renzo De Felice, che citi, non ne traeva la conclusione che l'Italia non è mai esistita e se i "combattenti di Salò" - metto le virgolette così non mi potrai fare assurde accuse di seguire la storiografia antifascista - hanno voluto proseguire a fianco della Germania fu per l'Italia e per il Fascismo, non per altro.

    L’8 settembre dimostra che esisteva solo uno Stato “italiano” costruito sulla costrizione e sulla violenza, non esisteva una nazione italiana, che non è mai esistita e mai esisterà, perché in realtà nello Stato italiano sono state ficcate forzatamente nazioni diverse e incompatibili, per crere una falsa unità che quando deve affrontare un duro cimento, inevitabilmente si squaglia, si sfalda, si dissolve nei suoi elementi costitutivi: e allora la parola d’ordine diventa “Tutti a casa”, tutti alla propria casa, cioè al proprio territorio. Quasi tutti i soldati sono tornati alla loro Heimat, quelli del Nord al Nord, quelli del Sud al Sud. E da allora, molto casualmente, si sono viste le enormi differenze che caratterizzano i due diversissimi popoli.
    Basta paragonare il periodo settembre 1943-giugno 1944 per evidenziare le differenza enormi tra la lotta partigiana nel Nord e quella nel Sud (…praticamente inesistente!). Basta leggere la poderosa “Storia dell’Italia partigiana” di Bocca per rendersi conto delle differenze abissali che intercorsero tra il Nord e il Sud in quel periodo.
    Nel Nord nacquero subito gruppi partigiani, che in breve tempo si organizzarono, si armarono, si collegarono, e cominciarono ad agire e a combattere. Al Sud non ci fu nulla di tutto questo, l’organizzazione fu labilissima, e non condusse ad azioni concrete. I pochissimi episodi di resistenza che si verificarono al Sud furono moti spontanei e estemporanei nati dalla fame o da violenze effettuate dai tedeschi, fini a se stessi, che si esaurirono immediatamente.
    Mario Tedeschi descrive perfettamente cosa erano Roma e i romani, nel giugno del 1944: una massa di imboscati nascosti in cantina o nei conventi. Nel giugno del 1944, al Nord, i resistenti cominciavano a inaugurare le varie repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi già nei mesi precedenti) che poi furono riconquistate con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Al Nord sono ci sono stati circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone. Per questo è oltremodo ridicolo tirare in ballo mi, ti e il Toni, o gli associati alla Bocciofila…o alle SS italiane.
    Sembra quasi tu non abbia mai sentito parlare del celebre “vento del Nord”, cioè della richiesta, da parte delle sinistre, di imporre riforme politiche e sociali “progressiste” non in base a elezioni democratiche, ma sulla base della guerra partigiana, da loro egemonizzata, e che era stata veramente e continuamente combattuta solo al Nord, e non nel Centro e nel Sud.
    E sembra persino che tu non conosca le vicende riguardanti i massacri compiuti nel dopoguerra dai partigiani nel Nord, e che avvennero praticamente solo nel Nord, perché solo nel Nord si era combattuta una vera e dura guerra civile.
    http://forum.politicainrete.net/1729845-post13.html
    La Guerra Civile è solo una delle innumerevoli vicende storiche che manifestano in maniera chiara e evidente la diversità assoluta tra il Nord e il Sud.
    Ho documentato che la guerra partigiana è stata sia quantitativamente che qualitativamente diversa al Nord rispetto al Sud. Vuoi negare queta palese verità?
    Fàllo se ci riesci, invece di spararti i pipponi sul coraggio dei parà, gruppo d’elite e misto, spediti a difendere Roma, i quali giustamente consideravano i romani delle emerite merdacce.
    Postami dei dati in cui si riportano i numeri dei caduti della RSI distribuiti per provenienza geografica, la provenienza geografica dei combattenti della RSI, quanti soldati in seguito all'8 settembre 1943 tornarono nelle loro case, altrimenti i pipponi li stai sparando tu!
    La grande tragedia inter-nazionale, che ha coinvolto tutti, è stata la stramaledetta unità d’Itaglia.
    Opinione soggettiva e ininfluente, giacché l'Italia è unita e tu non puoi farci un cazzo.

    Appunto!
    Questo è il più grande complimento che si possa fare alla resistenza!
    E’ stato un movimento di minoranze attive, che, come dice De Felice, è stato importante:“la Resistenza è stato un grande evento storico. Nessuno revisionismo riuscirà mai a negarlo.”
    E’ facile creare un grande evento storico con delle grandi masse, più difficile con delle minoranze attive (ma comunque numericamente significative: al Nord sono ci sono stati circa 200.000 mobilitati nella resistenza, e circa 500.000 militanti nelle forze armate della RSI. De Felice ha poi calcolato il numero di coloro che furono effettivamente coinvolti nella guerra civile, ammontante a tre milioni e mezzo-quattro milioni di persone.)
    Nessuno ne nega il ruolo storico, ma fattualmente s'è trattato di un fenomeno marginale e non di una guerra popolare come poi s'è propagandisticamente spacciata.

    E De Felice subito aggiunge che “fu assai elevato. Un bruciante scacco per la RSI, e, contemporaneamente, un grosso successo politico-propagandistico per la resistenza.”
    Certamente, ma questo non toglie che fosse di più la gente che ha combattuto nella RSI che fra i partigiani.

    E chi non era convinto si presentava per paura della pena di morte, e delle sanzioni a carico dei parenti conniventi…
    Non credo proprio, a fronte del numero di imboscati.

    La storia la si fa constatando che al Sud non ci furono le stragi del dopoguerra che si verificarono al Nord. E non ci furono perché al Sud non ci fu la guerra civile, né un movimento resistenziale minimamente paragonabile a quello del Nord….
    Continui a ripetere che la guerra civile c'è stata al Nord anziché al Sud: va bene. E allora?

    Io posso avere tutto il rispetto di questo mondo, ciò non toglie che gli episodi di resistenza, dall’una e dall’altra parte, furono ridicolmente ininfluenti e insignificanti.
    Possiamo anche erigere ai resistenti statue crisoelefantine alte 10 metri, ma questo non toglie che gli episodi di resistenza, dall’una e dall’altra parte, furono ridicolmente ininfluenti e insignificanti, e che quindi a Roma non ci fu un movimento resistenziale minimamene paragonabile a quello del Nord….
    Fra ridicolo e ininfluente/insignificante c'è differenza: se dici che uno è ridicolo, dai un giudizio di valore, nel secondo caso ti limiti ad una constatazione numerica o a livello di impatto sullo svolgimento della guerra.


    Sto riportando dei fatti storici, abbastanza rilevanti da venire immortalati in una nota e popolare canzonetta…
    Con tutto ciò, esiste la Provvidenza che riesce a cavare qualcosa di buono anche da eventi cattivi: ad esempio, della buona musica frutto del mescolamento etnico di popolazioni già affini….
    No, tu fai di qualche episodio un fatto generale. Come se l'intero Sud fosse popolato da meticci mezzi negroidi.

    De Felice lo cita perché lo ritiene affidabile, e le testimonianze non sono neutre, sia perché possono essere manipolate da uno storico poco affidabile, sia perché chi testimonia può essere poco neutro(ad esempio, nella fattispecie, un dirigente partigiano, divenuto in seguito dirigente comunista).
    Ma De Felice è uno storico imparziale che ha sempre utilizzato i dati e la documentazione a sua disposizione in maniera piuttosto obiettiva.

    No, io mi baso sui fatti documentati da Bocca(con le tesi e le interpretazioni che egli espone nel saggio spesso non sono d’accordo).
    Sono fatti documentati da molti storici, riconosciuti come seri e attendibili anche da parte neofascista, come Roberto Battaglia, nella sua “Storia della resistenza italiana”(ma Bocca ha fatto un ulteriore lavoro di scavo negli archivi e di raccolta di dati, per dare un quadro preciso della resistenza nelle varie regioni).
    Io non nego l'attendibilità dei fatti verificabili da tutti, ma nego la sua affidabilità a livello di tesi storiche.
    Non è questo il punto, il punto è che la guerra civile c’è stata al Nord, e non al Sud, di questo stiamo parlando, non di Cicì e Cocò, o del fatto che ci sono dei cognomi di origine meridionale negli elenchi degli arruolati nelle SS italiane.
    La guerra partigiana è stata sia quantitativamente che qualitativamente diversa al Nord rispetto al Sud. Vuoi negare questa palese verità?
    Fàllo se ci riesci, invece di spararti i pipponi sul coraggio dei parà, gruppo d’elite e misto, spediti a difendere Roma, i quali giustamente consideravano i romani delle emerite merdacce.
    Già risposto.

    Ah si?
    E in che data?
    E quante centinaia di migliaia di uomini erano arruolati nella Decima MAS?
    Ne parla Borghese nelle sue memorie.

    Opinione soggettiva e ininfluente, che non confuta il dato di fatto oggettivo che la resistenza del Nord fu quantitativamente(e qualitativamente) molto diversa e molto superiore a quella del Sud….
    Cosa di cui a me - ripeto - sinceramente non frega nulla.

    Ma guarda che l’andamento delle diserzioni nelle file repubblicane era simile, anche se determinato da ragioni in parte diverse: avvenivano dei travasi continui tra i due fronti, e c’è stato chi ha voltato gabbana più di una volta!
    l’Esercito repubblicano ad esempio toccò i suoi massimi di diserzione nell’aprile del 1944, e nell’estate del 1944 interi reparti della GNR si dissolsero o passarono in forze alle unità partigiane.
    Sta di fatto che l'esercito fascista repubblicano aveva più persone disposte a rischiare la vita per l'ideale e la patria rispetto ai banditi partigiani.

    Si, in numero irrilevante. Non riesce a entrarti nella zucca che la differenza tra Nord e Sud non è stata tanto una differenza di coraggio in battaglia, quanto una differenza di organizzazione, di collegamenti, di coordinazione volta all’azione, notevolissima al Nord, praticamente inesistente al Sud.
    Organizzazione, collegamenti e coordinazione attuate però sia persone del Nord che del Centro, così come del Sud Italia.

    I sabotaggi?
    Ma mi stai a prendere per il culo?
    Si stava parlando delle Repubbliche partigiane (frutto dell’organizzazione logistica e delle battaglie svoltesi al Nord nel periodo precedente) che poi furono riconquistate solo con aspri combattimenti e rastrellamenti dai soldati della Repubblica Sociale (in un celebre discorso Mussolini disse: “Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po!”).
    Grazie ai tuoi link riguardanti la “resistenza” “fascista” nel Sud, adesso le repubbliche partigiane appaiono imprese epiche e ciclopiche!
    E la differenza tra Nord e Sud appare davvero abissale!
    Ammetti semplicemente di non conoscere la storia della resistenza fascista al Sud e fai prima o rispondi alla mia domanda.

    Berlusconi lo farà fuori l’anagrafe, se non gli attacchi dei giudici e dei poteri forti, e il Pdl è una sua creatura, che scomparirà con lui…
    La Lega Nord deve sperare che Berlusconi duri perché se no col cavolo che si farà un federalismo decente degno di questo nome.

 

 
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