



Trattare le persone come fossero dei fustini di detersivo.
Geniale.
Ma davvero.
Cristo, ma ti pare che le esperienze e le competenze di una persona che son almeno diciotto anni che studia (e magari ha pure una vita sociale ed interessi extracurriculari, per esempio) possano essere quantificate?
O che tutti i laureati decidano di diventare dipendenti e non mettersi in un'attività in proprio?
O preferisci vincolare la laurea ad una permanenza pluriennale sul territorio post-accademica di tot anni (magari il laureato dopo vuole espatriare, no eh...)?
Ah, e poi ovviamente devono tutti finire il corso di studi ed in tempo, pena la fucilazione.
E guai se per caso decidono di cambiare corso di studi in itinere.
Ma poi, quando puoi aver fatto quattro o cinque percorsi di studi completamente differenti per fare lo stesso lavoro, come cazzo fai a predeterminare quale sarà la laurea giusta (che, andando tutti bene, ovviamente non c'è)?
Ovviamente bastano un paio di mappine in croce colorate col gradiente giusto. Cooooooooome no.
Cazzo, a te la psicostoria asimoviana fa 'na sega.
Per tacere, poi, dell'impoverimento intellettuale generalizzato su scala nazionale provocato a livello sistemico.
Torniamo lì: con la cultura non si mangia.
In hoc Silvio vinces. ♥




prima di finire a parolacce per motivi che mi sfuggono iniziamo a dire qualcosa
una domanda e non da poco...l'università è un servizio? ditemelo voi, e si comincia da qui
intanto faccio finta che sia un servizio, quindi devo venire incontro alle esigenze della popolazione
come si fa? si cuce il servizio a misura delle esigenze del territorio..... e porca puttana visto che critichi tanto sappi che sino ad ora il servizio è stato cucito sulla base degli stracazzi politici al fine di ottenere guadagni e consensi
sino a che punto mi spingo? ah!! qui caro mio tutte le teorie e le belle parole si fermano per motivi che vado a spiegare
con la cultura non si mangia.... neanche con la vita se per questo tant'è che si preferisce l'asino vivo....che vuol dire? che se progetto sicurezza (ho fatto diversi lavori sul tema) decido qual'è il livello minimo di sicurezza che intendo assicurare... escludo scenari terrificanti a infinitesima possibilità e quelli probabilissimi a basso danno ecc...
quindi non faccio "tutto a tutti" ma faccio parecchio per la maggior parte della popolazione
non ti piace? ti do una cattiva notizia, quelli che mi criticano invocando diritto di solito vogliono fare peggio e ci riescono persino a farlo
bisogna decidere il livello del servizio la sua diffusione territoriale e il livello del disagio e della non risposta
tradotto? non posso metterti l'università presso il comune di Manichetta di Sotto e non posso aprire il corso di Ingegneria anale
se poi mi fornisci anticipatamente un tetto di spesa (e me lo forniranno cosa credi?) ti dico che il tutto diventa persino semplice
è un problema di gestione delle risorse.......e visto che faccio queste cose da più di 25 anni non sarei spaventato affatto a dovermene occupare
...ma te lo ripeto! i politici non ce li chiedono questi lavori
vogliono fare come cazzo gli pare
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


L'Università non è un servizio.
E' una risorsa.
Come un giacimento di petrolio. Il che è un paragone ad minchiam, savasandire, ma visto che ti piace tanto minimizzare e prosaicizzare, te la metto così.
Come se non lo sapessi.
Questo non toglie che la tua alternativa è pure peggiore dello status quo.
Bellissime parole.
E questo che stracazzo c'entra con la selezione delle facoltà da finanziare e quelle da non finanziare?
Una benemerita cippa.
Ehi Maga Magò, te la dò io la soluzione magica per il grosso problema dell'università di Manichetta con il corso di Ingegneria Anale.
Fai fallire le università inutili.
Ultima modifica di azerty; 24-12-10 alle 14:30
In hoc Silvio vinces. ♥


l'università non è una risorsa, potrebbe esserlo ma non lo è
intanto è riuscita nell'impresa di alzare il livello medio degli studi senza alzare il livello della risposta
sono stati messi gli architetti a fare quello che facevano i geometri ma non ne riesco a vedere i miglioramenti
gli albi professionali e le corporazioni dettano le linee ai governi (si ai governi ... plurale) e dicono chi deve essere assunto e chi deve fare cosa
per il resto la richiesta viene sempre prima della risposta
dieci anni fa servivano urgentemente infermieri, mi sembra che l'esigenza sia rientrata, be' io trovo oltremodo utile venire incontro a coloro che vogliono fare quello di cui ho bisogno
io ho fatto ingegneria in un periodo in cui queste lauree ti assicuravano la sopravvivenza
non ho fatto se non dopo molti anni quella che era la mia vera passione (filosofia orientale) e l'ho fatto per il mio piacere
se te la devo dir tutta sono più bravo come filosofo che come tecnico ma con la tecnica ci vivo e con la filosofia no
poi se vogliamo discutere di etica mi inviti a nozze ma lo facciamo in un'altra sede
in questa discussione il tema è LO SFASCIO... ed io come tecnico avrei delle soluzioni mentre non avrei proprio capito le tue
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Col cazzo che non lo è.
Se la guardi su scala globale ed in prospettiva, sta diventando un bene di sopravvivenza.
Né più né meno come saper leggere, scrivere, e far di conto. Perché nella società contemporanea non basta.
Poi vai a vederti i dati e noti che il buon Tullio De Mauro (La Cultura degli Italiani) afferma che il 70% (settanta per cento) degli italiani ha qualche problema a comprendere enunciati contenenti una (una) subordinata, detto per inciso, ma questo, per quanto connesso, è altro problema.
E questo che cazzo c'entra con l'Università (again)?
Scarichi sull'università i problemi d'inadeguatezza dovuti al mondo del lavoro?
Bravo genio.
Abbiamo appena scoperto che il mercato funziona benissimo da solo, senza follie dirigiste.
C'ho piacere per te.
E c'è chi campa con una laurea in filosofia facendo l'analista qualitativo in un'azienda che fa indagini di mercato (giusto per fare il primo esempio reale che mi viene in mente).
Quindi?
Ma soprattutto, tu non eri quello in grado di prevedere tutti gli sbocchi lavorativi di una laurea e parametrizzarli quantitativamente?
Grazie al cazzo, non le ho neanche esposte.
E mi parrebbe alquanto fuori argomento.
Tu, organicamente alle riforme universitarie Berlinguer-Moratti-Gelmini, tratti l'istituto accademico "un tanto al chilo".
Peccato che trattarlo un tanto al chilo vuol dire non avere capito un cazzo.
E i risultati dei vari 3+2, CFU, bollini blu e bollini rossi, salcazzo, infatti, si vedono.
Nel merito ed all'interno della discussione ho risposto.
Parlare di privatizzazioni, creazione di istituti creditizi ad hoc, obblighi d'investimento d'azienda, eventuali finanziamenti statali, e tante altre cose mi pare totalmente fuori luogo. Oltre che "nel meraviglioso mondo dell'ideale".
Ultima modifica di azerty; 24-12-10 alle 15:41
In hoc Silvio vinces. ♥




Due appunti solo su queste due cose:
- non ho capito secondo te è quindi il mondo del lavoro a doversi adeguare all'università e non viceversa ?
- 3+2, è solo adeguamento a qualsiasi sistema dell'istruzione universitaria internazionale, sia europa, che usa, che asia. Non è problema 3+2, è un problema come è stato fatto in ita.


Nel "meraviglioso mondo dell'ideale"?
In "due righe"?
Ok.
Privatizzazione del sistema universitario con gestione del comparto accademico totalmente in mano ai professori, istituzione di un sistema creditizio per agevolare l'accesso dei meno abbienti, obbligo di partecipazione ad un fondo comune per il mantenimento delle università da parte di tutti i comparti produttivi dell'area potenzialmente beneficiari (dagli "ordini professionali" - che tanto qua in Italia non ce li leviamo dalle palle neanche a piangere - al sistema imprenditoriale tutto), borse di studio 100% merito 0% reddito (eventualmente discriminante unicamente a parità di merito) come se piovesse. I soldi risparmiati tutti investiti in blocco sulle scuole medie inferiori e superiori (professionali e tecnici inclusi, ovviamente).
Ma sono già alla quinta riga. Pardon, sesta.
Quindi mi fermo.
Il senso dovrebbe esserci.
Perché?
Perché così prima di istituire la laurea in minchiologia un'Università ci pensa quattro o cinque volte. E se è gestita alla cazzo fa una brutta fine. La gestione accademica integralmente affidata ai professori dovrebbe garantire il mantenimento dei corsi "difficili" e di quelli con cui secondo certi brillanti pensatori "non si mangia".
Son già alla terza.
Quindi mi fermo.
Il senso dovrebbe esserci (again).
Ecco il mio pensiero iperschematico.
Buona "non risposta".
Ultima modifica di azerty; 24-12-10 alle 16:13
In hoc Silvio vinces. ♥