

"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)


questa non è certo una disputa tra comunismo e capitalismo, mi sembra evidente. Il "liberismo" assomiglia al comunismo nel attaccamento che hanno i loro cultori alla loro ideologia fino al punto di negare l'evidenza del suo fallimento. Poi è ovvio che il comunismo ha avuto conseguenze ben più gravi rispetto al liberismo, questo è fuori di dubbio, rispetto al capitalismo forse il discorso è diverso ma, ripeto, la disputa tra capitalismo e comunismo per stabilire quale sia peggio o meglio è interessante, ma non è il tema in discussione.


Ma come fai a definire liberista un sistema in cui la spesa pubblica è superiore al 50% del PIL e la pressione fiscale lì vicino? Mentre il resto dell'economia è completmante regolamentato cioè+ controllato dallo stato? In cui il debito pubblico supera ormai il 120% della ricchezza prodotta? Come si fa a definire anche solo "libero" un sistema in cui anche il sistema di riproduzione umana è strettamente regolato
Prova spiegartelo. Dopo aver portato il sistema al fallimento cone le vostre pazzesche ricette ora dite che la colpa è di chi non solo aveva previsto come sarebbe andata a finire ma è colpevole di chiedere semplicemente la conservazione di qualche qualche libertà civile
Basta ragliare!
Ultima modifica di Phileas; 25-01-11 alle 10:32


A ridaje.... oh, ma ci fai o ci sei ? Ti rendi conto che ti sati inventando una neolingua ?? Ti stai aggiustando il significato della parole per essere coerente con gli slogan che ti piacciono di piu' ... evidentemente perche' ti piace poter affermare che "il liberismo a fallito", quindi siccome adesso siamo falliti o quasi, automaticamente quello che c'era prima e' liberismo...
Dai, ma quanti anni hai ?
Si va be'... perche' non inizi a fare esempi su cosa sia stato fatto di liberista... no so', forse sono state ridotte le tasse ? hoibo', non sembra proprio (basta che guardi la tua busta paga, le accise sulla benza, il bollo auto, la possbilita di deduzione di costi d'impresa, etc)... forse lo stato si e' messo a spendere meno ... mizzega, non direi, la spesa pubblcia e' persino superiore alle entrate fiscali (qualche sito con tanto di grafico lo trovi da te') ... forse ci sono meno regole... no di certo, anzi, ce ne sono molte di piu' (studi di settore, redditometro, antitrust, legislazione sul lavoro, mobbing, certificazoni ambientali, 626, marchio Ce, intrastat, etc etc ... ma tu lavori ??????) ... forse il debito pubblico si e' ridotto, manco a parlarne, e' aumentato ovunque (qualche sito lo trovi da te)...quindi è ampiamente giustificato, anche alla luce di questa devasante crisi economica, fare un bilancio delle politiche improntate al "liberismo" e chiedersi se esse abbiano avuto gli esiti che avrebbero dovuto avere, e mi sembra di poter dire che questi esiti sono stato molto negativi, con effetti adirittura contrari agli obiettivi dichiarati dall'ideologia che ha ispirato il "liberismo".
Sugli esiti negativi delle politiche economiche mi sembra si possa convenire, ma appare anche difficile sostenere che il cosiddetto "liberismo" non abbia molto influenzato, fino a determinarle, le politiche economiche sia di destra che di sinistra degli ultimi tre decenni.
Tra l'altro mi sembra chiaramente il parallelo con altre ideologie fallimentari come, per esempio, quella comunista. L'autocritica è sempre difficile, ma è necessaria, il "liberismo" ha fallito.
Quindi di quale liberismo stai parlando ??????


Non per dire ma almeno Niki è diventato milionario spammando queste baggianate e Uolter s'è fatto pure l'appartamento a Manhattan
Mentre il popolino è alla sindrome di Stoccolma




In sintesi:
I politici sono dove sono perché in quel modo hanno la possibilità di ottenere il potere. Il potere permette loro di godere di enormi privilegi e hanno la possibilità di ottenere molto denaro, quindi fare la bella vita. Ville, opere d'arte, sesso.
Quindi l'obiettivo principale di un politico è riuscire a farsi eleggere per la poltrona più importante che sia possibile dati i suoi mezzi. Una volta raggiunto questo obiettivo, ne subentra uno nuovo, che consiste nel farsi rieleggere per il maggior numero possibile di mandati.
Siccome il mondo, nonostante quel che pensano i socialisti/comunisti, è fatto di infiniti mercati dove si scambia qualsiasi cosa, anche il gioco del potere è basato su un mercato: tu (elettore) mi voti, io (politico) faccio qualcosa per te in cambio del tuo voto.
Quindi l'attività principale di un politico, per il raggiungimento dei suoi obiettivi (essere eletto e mantenere la poltrona), sarà quella di promettere e, successivamente, spendere. Spendere denaro pubblico o, se le entrate non sono sufficienti, debito pubblico per ricambiare il voto del proprio bacino elettorale.
Operai, mi eleggete? Vi prometto che vi darò più cassa integrazione.
Cittadini di Cutrufiano, mi eleggete? Vi prometto che finanzierò la costruzione di una piscina olimpionica comunale.
Precari di San Frediano, mi eleggete? Vi prometto che finanzierò la vostra assunzione nella PA a tempo indeterminato.
Disoccupati di San Fusto, mi eleggete? Vi prometto che darò soldi a fondo perduto alla FIAT, affinché costruisca un nuovo stabilimento nella vostra zona.
L'attività principale di qualsiasi politico, quindi, è spendere in funzione del proprio bacino elettorale.
Ergo non esistono politici "liberisti".
Come si può dichiarare "fallita" una cosa che non esiste?
Ultima modifica di Theremin; 25-01-11 alle 14:10
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)




allora non esistono politici, ma solo degli opportunisti, il che non è vero. La politica traduce nel mondo possibile i suoi ideali, se non piace questa traduzione, se non la si ritiene sufficientemente aderente agli ideali, nonostante ripetuti tentativi, forse è l'ideale che non è realizzabile. D'altro canto idelogie realizzate non se ne sono mai viste. E allora a che servono le ideologie irrealizzabili? A nulla nel migliore dei casi, danni nel peggiore. I fatti, non altro, lo dimostrano.

