Art 137:
"Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni"
e da vocabolario:
indurre: Spingere o persuadere qlcu. a fare qlco.
Dal sito dell'Accademia della Crusca la spiegazione delle congiunzioni disgiuntive (magari è questo che ti sfugge):
Per indicare una possibilità di scelta fra due o più elementi la lingua ricorre spesso alle congiunzioni disgiuntive o, oppure e ovvero (chiamate anche operatori di disgiunzione): "Prima o poi doveva succedere"; "Essere o non essere"; "Vieni quando vuoi, domani, giovedì oppure anche venerdì"
Ne consegue che costringe o induce significa: costringe (con un atto coercitivo) o in alternativa convince sfruttando la propria posizione (senza atto coercitivo). Ad esempio adducendo motivazioni false.
E' la tua idea di concussione ad essere confusa. L'art. 137 è più che esplicito.
Nel momento in cui racconta la storiella della nipote di Mubarak dichiara che l'affidamento del minore rientra nelle sue competenze di salvaguardia dello stato e delle relazioni internazionali (intimamente connesso alle sue funzioni). E quindi induce ovvero convince la questura ad affidare Ruby alla Minetti.
L'ipotesi di reato è ineccepibile.





