alle ore 23.59.27 del 27 maggio 2010, il dr. Ostimi, dopo essere stato
contattato a mezzo telefono dal Presidente del Consiglio dei Ministri,
si poneva a sua volta immediatamente in contatto con la dr.ssa latrate,
cui comunicava le disposizioni ricevute da Silvio Berlusconi,
invitandola ad agire rapidamente per il rilascio della minore;
a seguito di ulteriori telefonate da parte della Presidenza del
Consiglio, il dr. Pietro OSTUM contattava di nuovo, ripetutamente
la dott.ssa Giorgia latrate, alle ore 23.59.27 (durata 72 Sec), 00.02.21
(durata 12 Sec), 00.05.48 (durata 1 Sec), 00.08.04 (durata 41 Sec),
00.10.46 (durata 85 Sec), 00.20.03 (durata 21 Sec), 01.21.49 (durata
70 Sec), 01.28.03 (durata 103 Sec), 01.31.43 (durata 50 Sec),
01.33.11 (durata 26 Sec), 01.44.37 (durata 110 Sec), 02.12.10 (durata
303 Sec), per accertarsi che le sollecitazioni del Presidente del
Consiglio, in ordine al rilascio di El Mahroug Karima e al suo affido a
Nicole Minetti, venissero eseguite;
nel contempo, il dr. Pietro OSTUNI informava della telefonata
ricevuta dal Presidente del Consiglio e del suo contenuto, dapprima il
Questore di Milano, dr. Vincenzo Indolii (ore 00.13.49 durata 103
Sec.) e poi il dr. Ivo Morelli, dirigente dell'Ufficio Prevenzione
Generale della Questura di Milano (ore 00.47.56 durata 159 Sec);
a sua volta, il dr. MORELLI alle ore 00.51.00 (durata 511 Sec),
01.24.25 (durata 206 Sec.) e 02.14.12 (durata 572 Sec.) contattava la
dott.ssa Giorgia latrate;
quindi, sempre il dr. MORELLI parlava con il dr. Ostuni (ore 00.59.51
durata 70 Sec), dal quale veniva poi richiamato (ore 01.30.01 durata
87 Sec);
Successivamente il dr. Ostuni comunicava alla Presidenza del
Consiglio che El Mahroug Karima era stata rilasciata e affidata al
Consigliere Regionale Nicole Minetti. Questa, non appena uscita dai
locali della Questura, consegnava la ragazza a De Conceicao Santos
Oliveira Michele, persona priva di referenze, presso la cui abitazione
di via Villoresi n. 19 (Milano), El Mahroug Karima dimorava da
alcuni giorni, dopo essersi arbitrariamente allontanata dalla comunità
La Glicine CIRS di Messina.