Liberale , ormai è una parola estremamente pericolosa, perchè la libertà d'impresa se non regolata dallo Stato (ed allora non è più economia liberale) porta giocoforza acqua al mulino della globalizzazione.
Riformista invece è una parola vuota. Sia il più becero reazionario che il rivoluzionario maoista vogliono riforme. E' uno slogan di partito quindi, più che una prassi politica.
Vicino alla piccola industria è un altro slogan, vuol dire anche questo tutto e nulla. Anche perchè allo stadio attuale l'economia ovvero la politica (il confine è sempre più sfumato) è una guerra per bande, in cui tra i vari protagonisti che hanno creato l'attuale marasma abbiamo anche la confcommercio (ben favorevole all'art 18 e legge Biagi) e confartigiani (la delocalizzazione non è stato solo un atto di obbligata sopravvivenza, ma in moltissimi casi una mera ricerca di plusvalore)
Etnoconservazione e laicità son cose che fanno a pugni tra loro. A meno che non fai una politica basata sulla frenologia , si intende.
Pressione fiscale, per quanto problema quotidiano di tutti noi, è anche qui uno slogan. Una micropolitica beceropopulista è una cosa, ma i conti veri e le cifre vere, si possono ottenere soprattutto crescendo e non solo tagliando.
Chi abita al nord, ha visto che nè l'accenno di federalismo, nè tantomeno il governo Lega (parlo per il Veneto) ha portato una deburocratizzazione efficace (che non è "ora posso pagare le bollette dal tabaccaio) in quanto i centri di potere e di spesa sono aumentati invece che ridotti.





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ncav:.
repapelle:
