

Quando cominciate queste filippiche contro il divorzio, invece di citare tutte le belle cose che il matrimonio è e dovrebbe essere, cominciate ad elencare cosa praticamente diventa alcune volte.
Ultima modifica di waglione; 01-02-11 alle 20:00


Le tue obiezioni sono più che fondate.
Però vi sono due fattori.
Qualsivoglia procedimento canonico, civile, ma anche penale, se piloti le carte lo puoi vincere o volgere a tuo favore.
Per questo motivo esiste , nell'ordinamento Italiano, ad esempio la previsione di reato quale la frode processuale, proprio per disincentivare tali pratiche (oltre che il codice deontologico forense per gli avvocati).
In ambito canonico, che è sostanzialmente una volontaria giurisdizione (sei te che scegli di dirimere una data questione tramite la Rota) e già questo dovrebbe essere filtro sufficiente, vi è in più il fatto che dato che chi si rivolge alla stessa si presume sia credente(sennò andrebbe in tribunale civile) e ne riconosce ipso facto la sovranità (mentre tu puoi essere sottoposto a procedimento penale anche se per assurdo, non riconosci sovranità allo stato o ai suoi organi).
Perciò riconoscendone la sovranità , ipso facto sei anche al corrente che mentire o frodare tale tribunale è peccato grave visto che giuri anche sui Vangeli. Non ho contezza immediata se sia addirittura peccato la cui assoluzione sia riservata alla penitenzeria apostolica. Magari domani controllo sui miei testi.
Questo però per darti un'idea della gravità della cosa, però
Ovvio che se menti , beh allora non hai capito nulla.
E a questo punto, visto che ponevi ad esempio come gli ortodossi la possibilità di un secondo matrimonio sotto penitenza, applicando il medesimo principio ti si potrebbe far notare che come si può simulare o mentire come sopra indicavo, beh idem come sopra per la penitenza.
Concordo in pieno.Secondo me la cosa migliore è la prevenzione: cercare di valutare, nei corsi prematrimoniali, se le coppie che richiedono il matrimonio in chiesa siano serie o meno.
Più che altro è un problema di tessuto sociale completamente destrutturato.
Un paese dove non si ha contezza di cosa sia la parola , l'onore, il rispetto, è facile che scivoli in un autoinganno costante.
Preferisco di no.


Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov


Come sempre blateri per il gusto di provocare e la volontà di dar fiato alla bocca.
Per fortuna che ti vantavi una pseudomilitanza forumistica di lungo corso.
1. prima di giungere alla separazione e anche al divorzio perché il marito è violento e irascibile è necessario passare per altre strade, come ad esempio un trattamento farmacologico.
Se questo fosse rifiutato o non desse i risultati sperati e se lo stare insieme costituisse un grave trauma per moglie e figli, si può giungere alla separazione:2. La sola separazione degli sposi con la permanenza del vincolo matrimoniale può essere talvolta legittima e anche doverosa.La separazione dei coniugi è prevista dalla disciplina della Chiesa.
Nel canone 1151 del Codice di Diritto canonico si legge: “I coniugi hanno il dovere e il diritto di osservare la convivenza coniugale, eccetto che ne siano scusati da una legittima causa”.“Se uno dei coniugi costituisce un grave pericolo sia spirituale che corporale per l’altro coniuge o per la prole, oppure in altro modo renda troppo dura la vita comune, fornisce con ciò stesso all’altro una causa legittima per separarsi con decreto dell’Ordinario del luogo, e, se vi è pericolo per l’attesa, anche di propria autorità” (can 1153,1).
3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica va ancora più in là e dice: “Se il divorzio civile rimane l’unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale” (CCC 2383).Anche in questo caso il vincolo matrimoniale rimane indissolubile e non si può passare a nuove nozze.
Il divorzio civile è solo un espediente per tutelare alcuni beni, che diversamente verrebbero compromessi
Amici Domenicani - Se, in caso di marito violento, la Chiesa giustifichi una separazione e un eventuale divorzio
P.S.
Se ti danno fastidio le argomentazioni Cattoliche, puoi anche andartene dal forum.
Nessuno ti sta trattenendo.
Ultima modifica di Miles; 01-02-11 alle 20:15
Preferisco di no.


Beh è prassi prima di adire le vie del diritto canonico tentare seriamente un cammino di riconciliazione sotto la supervisione di un direttore spirituale.
Alla fine oltre che essere esperti di Diritto Canonico, ricordiamoci che alla S.Rota sono in primis Sacerdoti (discorso più lungo sarebbe per gli avvocati canonisti, ma momentaneamente glisso)
Preferisco di no.


Il fatto che si ammazzino lo stesso non significa che lo facciano nelle medesime quantità.
Qualcuno si ammazzerà pure da separato, ma altri magari la scampano.
E poi sempre con l'uomo cattivo (statistiche parzialoidi alla mano, magari).
Si vede che è tutta roba strumentale (per rimanere in tema di falso moralismo e ipocrisia galoppante).
gene normanno


Sarebbe prassi, ma non spesso no avviene, ad esempio quando la coppia (o un solo coniuge) è fermamente contraria, cioè molto spesso.
E' vero che alla sacra rota sono in primis sacerdoti, ma vedono molti casi ogni giorno, non possono certo dare loro l'attenzione che potrebbe dare invece un padre spirituale che seguisse la coppia in un serio cammino: sicuramente potrebbe valutarli e consigliarli meglio.
Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov


Eh ma come tu giustamente affermi, se uno dei due coniugi non vuol proprio sentire parlare di preti, non c'è consigliere spirituale che tenga.
A meno che, ed accade anche questo, il "credente" sia quello che più soffre nel rapporto.
Allora in tal caso , anche una direzione spirituale nei confronti di uno solo dei due , da ugualmente eccome i suoi frutti.
E poi, come Sacerdoti, mica esistono solo quelli della S. Rota.
Se uno passa un momento molto particolare della sua vita, basta un poco che alzi lo sguardo e può trovare moltissimi aiuti. Dai tanti santuari gestiti dai Francescani , agli esercizi spirituali a cura dei Gesuiti, ecc. ecc.
Spesse volte se le coppie provassero a rivolgersi a determinate istituzioni (al di là del lato religioso, anche solo per il buon senso che spesso caratterizza determinate figure) otterrebbero molti più risultati e sicuramente spendendo assai meno , rispetto a tanti "consulenti coniugali" o "psicologi di coppia" che dir si voglia.
Preferisco di no.


Esatto, per questo sostengo che la sacra rota dovrebbe rifiutarsi di prendere in considerazione tutti quei casi nei quali la nullità non è evidente invece di permettere di trovare cavilli; dovrebbe invece mandare queste persone dai sacerdoti, a fare percorsi di recupero della loro spiritualità e coniugalità.
Basterebbe anche uno solo dei coniugi: se è la parte che ha subito la situazione, alla fine, se non ci sono possibilità di riconciliazione si potrebbe concedere un nuovo matrimonio; se invece è la parte che ha creato la rottura, andrebbe richiesta la penitenza ed il ravvedimento. Questo non deve essere fatto in aule di tribunale, ma si deve creare un rapporto tra padre e figli spirituali che permetta al sacerdote/frate/monaco di aiutare veramente i fedeli.
Ultima modifica di napici; 02-02-11 alle 00:56
Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov