



Appunto. Era quello che dicevo io. Il surplus energetico (petrolio, chimica, fertilizzanti) che è il vero dato della II rivoluzione industriale, ha permesso una linea quasi geometrica di crescita anche alla produzione/reperimento delle materie prime alimentari e minerali.
Adesso, si teme di dover tornare ad una crescita lineare, che Malthus considerava come unica possibile e che era propria della società pre seconda rivoluzione industriale.
PS: non basta che nel periodo ci sia una costante crescita del PIL se aumenta la disoccupazione e la povertà. Hai un bel dire che il cibo costa di meno se la gente non lo può comprare in quanto licenziata. Hai un bel dire se il PIL cresce ma le merci restano invendute.
Comunque, ripeto, il periodo 1873-1895 è interessantissimo e dovrebbe essere davvero studiato. A me piacerebbe capisci qualcosa di più certo.
Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM








No , bisogna dire invece che:
la deflazione e' il naturale portato della crescita economica capitalista, che aumenta la qualita' e la quantita' dei beni piu' velocemente dell'aumento della moneta in circolazione, che al tempo era l'oro (riducendone quindi i prezzi) .... con cio' aumentando il potere d'acquisto dei salari e rivalutando i risparmi in moneta.
Spero tu possa concordare col fatto che parlare di crisi perche' ci sono troppi beni e' un'assurdo concettuale, esattamente come dire che sto male perche' sto bene. Come dice Phileas fu un periodo di grande crescita del pil REALE, purtroppo spesso mal interpretato dagli analisti economici moderni, abitutati ad identificare i periodi di crescita in base all'aumento di richieste di denaro fiat (cioe' flasificato), e quindi di inflazione.


Stai facendo lo stesso errore di Malthus: non consideri che ogni "bocca da sfamare" e' una mente creativa in grado di apportare un miglioramento al ciclo produttivo piu' consistente dell'energia che essa consuma perche' deve nutrirsi.
Infatti, nonostante le materie prime siano piu scarse che in passato, il cibo e' oggi molto piu' abbondante (strano ma vero), ed e' cosi' abbondante ... cioe' cosi a buon mercato, che per convincere i contadini a non cambiare mestiere bisogna distruggerlo... o sovvenzionarli.






La rivoluzione non e' stata un caso fortuito come la caduta di un'asteroide.
La rivoluzione industriale e' avvenuta perche' si sono affermati alcuni principi di filosofia politica (il rispetto della proprieta' privata e della liberta' individuale), che sono gli stessi principi che spiegano perche' Malthus sbagliava. Come sbagliano oggi i suoi seguaci.
In due parole, posso sintetizzare cosi: se le persone sono libere di agire liberamente per il proprio bene, esse producono piu' di quanto consumano, dando origine a quel processo di acumulazione capitalista, apprendimento, e re-investimento creativo che conduce ad aumenti esponenziali di produttivita'.
In pratica il capitalismo consente di produrre sempre di piu', con sempre meno risorse. E il bello e' che ormai esistono anche le prove empiriche.