sono medici perchè hanno studiato medicina, e poi si sono specializzati in psichiatria.
Amen.![]()


sono medici perchè hanno studiato medicina, e poi si sono specializzati in psichiatria.
Amen.![]()


Ok, è vero, definire il pazzo non è facile in un certo senso. Per me per esempio i pazzi sono i politici e chi va a votare. Però per i poveri cristi Anarcocapitalisti che non ce la fanno con la fede, e non vogliono passare a cocaina e eroina magari va meglio il prozac. Qualcuno dice vada bene anche un bicchiere di vino a pasto. Vabbhè, ogni Anarco sceglierà di che droga farsi, (con o senza l'ausilio di preti, psichiatri, amici, maghi). Dopotutto i vizi non sono crimini.






La maledetta ansia è un male creato dalo Stato. Schizza la schizza quà a pagare tasse e bolli, a firmare canoni e multe, chiaro che ti viene l'ansia. Un tempo, quando si viveva per lavorarsi il pane, e non per pagare multe, l'ansia non c'era.
Ho fatto uso, in passato, di ansiolitici. Ma fino a quando non ho risolto il problema che mi attanagliava non è che stavo meglio. Risolto il problema ho gettato via gli ansiolitici (il psicho parlava di dipendenza, e quindi ho dovuto scalare). Oggi per il mio equilibrio psicofisico mangio fiorentina e bevo cannonau.
Però è anche vero che le crisi d'ansia avvolte sono davvero dificilmente risolvibili e un farmaco può almeno alleviere le sofferenze.
Rimango comunque contro, moralmente, contro l'uso smodato e irresponsabile di qualunque prinipio attivo.


Ora ci manca solo un intervento di Corvaglia e siamo a posto![]()


e finiamo sempre a parlare di left, si son left, ma left-libertarian ed è una differenza abnorme...
cmq tralasciando questo il problema in sintesi è uno: la pschiatria non è scenza! certo la scenza è tutta in cambiamento ma la pschiatria non è nemmeno quella.
e poi lacsio un bella e semplice lettura: Briganti&Libertari: Quando lo Stato ''concede'' ai medici
Liberalizzare la produzione di Moneta ORA!
http://www.lucidamente.com/wordpress...nostre-monete/
Autogestione delle reti idriche!


Anarcocapitalismo è sistema giuridico fondato sulla libertà individuale. Se colleziono pistole e ho dieci figli sono di destra, se colleziono fiori e convivo con un negro son di sinistra.
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Mi hai chiamato? Beh, il buon Teo, sapendomi strizzator di cervelli, si era premurato di mettermi a parte dell'esistenza di questo dibattito. Il tema è molto complesso. Invece, ho appena dato una fugace guardata a quanto avete scritto e, forse proprio per la fugacità, mi sembra di cogliere delle posizioni piuttosto grossolane (confusione fra anti-psichiatria e non-psichiatria, confusione fra disturbi egodistonici ed non egodistonici, ecc.), anche se in gran parte condivisibili quanto a "ethos". Condivisibili perchè trovo poche categorie più tronfie ed inutili di quella dei miei colleghi. E quasi nessuna più pericolosa.
Cioè, ferma restando la assoluta libertà di ognuno di fare ciò che vuole con chi vuole e per gli usi che vuole di ciò che è disponibille sul mercato, incluso me strizzatore e le varie sostanze legali (big Pharma) ed illegali (big maphia), ritengo un abuso ogni trattamento coatto e scientificamente risibile lo status del novantacinque per cento delle dichiarazioni psichiatriche e psicologiche. Datemi del talebano della scientificità, del positivista, ma io cerco di lavorare, nel rispetto del "cliente", solo nel cinque per cento oggettivabile, riproducibile e spiegabile senza scivolare nella metafisica freudiana. So bene che, così dicendo, non soddisfo i criteri neo-gnostici di Scientology e del venerato Szasz. Ma tant'è. Meglio così. La tendenza post-moderna che pretende di rifuggir dalla padella degli "esperti" rischia spesso di farci precipitare nella brace dei "guru".
Si, uso sputazzar nel piatto in cui consumo il desinare, ma cerco di farlo con garbo e grazia, con la mano davanti. Infatti, la mia coerenza è di attenermi ad una concezione costruttivistica che non pone standard di normalità e patologia, ma permette di intervenire laddove una persona, volontariamente, cerchi un aiuto per risolvere ciò che vive con disagio. Pensate ad uno schiavo di un rituale ossessivo. Lasciamo stare le considerazioni sulla relatività e fumosità del concetto di normalità. Ammessa la normalità, è' forse libero?


Si, l'altro giorno ho visto che leggevi il thread e speravo in un tuo contributo.Mi hai chiamato?
.forse proprio per la fugacità, mi sembra di cogliere delle posizioni piuttosto grossolane (confusione fra anti-psichiatria e non-psichiatria, confusione fra disturbi egodistonici ed non egodistonici, ecc.), anche se in gran parte condivisibili quanto a "ethos"
Difatti, è l'ethos ciò di cui si discute. Ci perdonerai se non siamo riusciti a sviscerare la materia con un linguaggio appropriato e una qualche leggerezza epistemologica qua e là.
Anche di questo, pur rozzamente, si è discusso e personalmente, avendo letto tuoi articoli in precedenza, apprezzavo la tua posizione.trovo poche categorie più tronfie ed inutili di quella dei miei colleghi. E quasi nessuna più pericolosa.
.Cioè, ferma restando la assoluta libertà di ognuno di fare ciò che vuole con chi vuole e per gli usi che vuole di ciò che è disponibille sul mercato, incluso me strizzatore e le varie sostanze legali (big Pharma) ed illegali (big maphia), ritengo un abuso ogni trattamento coatto e scientificamente risibile lo status del novantacinque per cento delle dichiarazioni psichiatriche e psicologiche
Condivido.
Ecco, qui il discorso è diverso. Lo psichiatra, è una figura professionale abilitata dallo stato che in alcuni casi svolge, su suo mandato, un ruolo fondamentale: decide della vita altrui. Come tu stesso riconosci, il pericolo che si configura è reale non solo per un libertario, ma per chiunque.Datemi del talebano della scientificità, del positivista, ma io cerco di lavorare, nel rispetto del "cliente", solo nel cinque per cento oggettivabile, riproducibile e spiegabile senza scivolare nella metafisica freudiana.
Inoltre, essendo spesso un dipendente pubblico, che a lui si rivolgano "clienti" in cerca di un servizio mi pare una conclusione un po' affrettata.
Vero, per quanto mi riguarda, però, nessuna venerazione. Trovo semplicemente significativo che Szasz, da insider, abbia deciso così pervicacemente di portare avanti una battaglia che condivido per principio e che, a tuo modo, mi pare fai anche tu. Mettici che il vecchio ungherese è pure libertario, capirai che mi viene difficile considerarlo come un pinco pallino qualunque.So bene che, così dicendo, non soddisfo i criteri neo-gnostici di Scientology e del venerato Szasz. Ma tant'è. Meglio così. La tendenza post-moderna che pretende di rifuggir dalla padella degli "esperti" rischia spesso di farci precipitare nella brace dei "guru".
Nulla da eccepire se la ricerca d'aiuto è volontaria e soprattutto se non mi si estorcono denari in nome della "scienza".ma permette di intervenire laddove una persona, volontariamente, cerchi un aiuto per risolvere ciò che vive con disagio.