In quel periodo ero fuori dalla Chiesa (ateo praticante e anticlericale),
ma ricordo benissimo quello che accadeva, dato che frequentavo tutti i forum cattolici per fare il "polemiko di turno" XD
L'emissione del motu proprio non ha cambiato molto la situazioneCosì trovavi nelle Messe in latino , anche se celebrate da sacerdoti diocesani ogni sorta di fedele, dal vecchietto innamorato del latino, dal curioso, alla persona che pur riconoscendosi pienamente nella Chiesa di sempre (cioè di ieri e di oggi) ritiene più confacente alla propria spiritualità la liturgia tradizionale, vari "indecisi" (cioè persone che non hanno ben chiaro se essere sedevantisti, sedeplenisti o Cassiciacumiani) fino a occultisti ed esoteristi vari (ne ho contezza diretta).
(per quanto riguarda la partecipazione, almeno)
Aspetta. il documento dice "in senso stretto".Il documento però ribadisce la linea generale .
E' lecita la partecipazione alla Messa. La Messa cioè è lecita, non solo valida.
Come al solito il documento non è chiarissimo.
Che significa "in senso stretto"?
ma qui si entra nel merito.E' l'intenzione del singolo è affare del singolo.
Ma l'intenzione del singolo è peccato grave a prescindere dal rito.
La posizione della Fraternità è in TOTO quella.
Altrimenti non avrebbe neanche senso di esistere.
Si ma qui non si tratta di "critica costruttiva" ad alcuni passaggi del CVII,Una critica costruttiva al C.V. Secondo è poi cosa lecita , tant'è che molti prelati di S.R. Chiesa si sono espressi in tal modo.
Se è vero che questi riguarda l'interpretazione da dare ai documenti del C.V. II stesso (e praticamente tutti son stati firmati anche da Lefebvre) è pur vero che , come riportava Mons. Gherardini, essi in determinati casi essi riportano formulazioni e definizione vaghe e non circostanziate. Quest'ultime , hanno generato (e lo ammette persino il Pontefice regnante, nel famoso discorso alla Curia del 2005) a situazioni di incertezza teologica ed abuso liturgico. In certi casi, tale mistificazione non è eccezione, ma prassi.
D'altronde Benedetto XVI è stato una vita alla C.D.F. i suoi "polli" li conosce bene.
qui si parla di voler rimuovere in toto alcuni documenti del CVII, la differenza è abissale.
[/quote]Per quanto concerne invece l'estensione del C.V. se vincolante in quanto dogmatico o se da vedersi come pastorale (quindi attenzione autorevolissimo finchè ti pare , ma non vincolante) la discussione è lunga.
Personalmente propendo per la seconda ipotesi.
Tuttavia, ma qui è questione personale, preferisco pensare di più alla mia Salvezza personale che andare a far le pulci ad ogni nota teologica.
L'inno alla Carità di S. Paolo, è esemplare da questo punto di vista, ovvero come perdersi in infinite discussioni , tolga al Cristianesimo la sua vera ed imprescindibile essenza.
Alcuni documenti riportano il carattere di dogmaticità.
Altri vengono definiti semplici documenti pastorali.
ma credo che un documento pastorale del Papa abbia comunque
un peso enorme nella Chiesa.
Altrimenti il Primato che fine farebbe?





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