







16 pagine che dibattete di stato etico, ma si potrà mai discutere di esso senza sapere di cosa si tratti? si può comprendere il rapporto tra esso e la democrazia senza la consapevolezza delle rispettive essenze? mah..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.




ma democrazia qualcuno lo ha capito che è diverso da anarchia?
è nell'anarchia che non vige comando.
PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
Unica speranza per noi cittadini e lavoratori poveri è un vero governo di destra, che ripristini il potere di governo, riorganizzi l'economia, diffonda moralità, legge ed ordine. \o




SENZA ETICA CHE RAZZA DI STATO SARA’?
SIAMO SICURI DI VOLERE LIBERISMO E FEDERALISMO?… RIPORTIAMO L’ARTICOLO DI MARCELLO VENEZIANI PUBBLICATO SU “LIBERO”
Ragazzi, posso confessarvi una cosa tremenda? Preferisco lo Stato etico, centralista e interventista. So di dare un dispiacere a tutte le forze in campo e di esprimere un’opinione assolutamente isolata nei giornali italiani. Ma più sento gli argomenti a favore dello Stato laico, federale e liberista e più mi convinco delle mie buone ragioni, anche se mi fanno apparire di volta in volta socialista, cattolico e nazionalpopulista.
Innanzi tutto preferisco uno Stato che intervenga nell’economia. Se lasciamo tutto nelle mani delle banche, della grande finanza e della tecnica andiamo verso la catastrofe, come si è visto.
Lo Stato deve intervenire, per proteggere i più deboli, per garantire tutti, per stabilire regole, incentivi e strategie di sviluppo.
Lo Stato deve governare la crescita, e cercare di indirizzarla verso gli interessi generali. L’epoca di Reagan e Thatcher è stata preziosa perché correggeva le storture di uno statalismo invasino e dava una lezione sonora al socialismo di Stato. Ma ora non serve più, bisogna cambiare rotta.
Giusto parlare di economia sociale di mercato, è il modello su cui è cresciuta l’Europa in tutte le sue espressioni, conservatrice e socialdemocratica, gollista e riformista, cristiano-sociale, laburista e nazionalista.
Arrivo a dire che ha ragione Serge Latouchè in un libro in vetta alle classifiche dei saggi. Breve trattato sulla decrescita serena: il mito della crescita infinita, l’espansione illimitata del mercato e dei consumi, ci sta portando verso il baratro.
Poi preferisco uno Stato centralista.
Basta con la retorica del federalismo, sposata da tutti o quasi, per cinque buone ragioni: la prima è che non si fa federalismo raddoppiando enti e competenze, ma tagliando, semplificando.
Volete il federalismo? Tagliate almeno le province, sfrondate la selva assurda di comunità montane, comprensori, aree metropolitane. E invece si tengono tutto, anzi moltiplicano.
La seconda è che un vero federalismo fiscale potrebbe giovare all’Italia, ma non giova certamente trasferire competenze e sovranità alle regioni in tema di sicurezza, salute e scuola e nemmeno di piani generali.
La terza ragione è che se il federalismo serve a rappresentare e responsabilizzare di più il territorio, perché allora avete cancellato la forma primaria e fondamentale di rappresentanza territoriale, ovvero l’elezione di parlamentari che rispondono al proprio territorio perché eletti con sistema di preferenza e non designati e nominati dall’alto?
La quarta ragione è storica. Abbiamo avuto due modelli istituzionali nel nostro Paese: uno, durato più di cento anni, lo Stato centrale con le sue prefetture, ha funzionato e ha modernizzato l’Italia, nonostante due guerre mondiali, due guerre civili e due guerre coloniali, più un regime autoritario. L’altro, sorto negli anni ‘70 con le Regioni, ha duplicato sprechi, malaffare e parassitismo ed ha contribuito al degrado dello Stato e del settore pubblico.
E l’esempio peggiore lo hanno fornito proprio le regioni a statuto speciale, che hanno goduto di poteri più ampi e autonomie più forti.
Infine la quinta ragione è che il federalismo non risolve e non affronta nessuno dei veri problemi del nostro Paese: dalla crisi economica alla disoccupazione, dalla criminalità alla sanità, dall’emergenza casa agli immigrati. Tutti problemi che necessitano di un impegno a livello statale, nazionale, centrale, se non europeo.
E per finire, terza eresia, preferisco lo Stato etico. Non sogno uno Stato autoritario e tanto meno totalitario. Parlo di uno Stato che nel rispetto integrale della libertà di ciascuno, tuteli e promuova quelli che sono considerati valori condivisi, diritti naturali e civili, e beni non negoziabili perché legati alla vita e alla dignità umana.
Non è etico lo Stato che si occupa di aiutare i bambini e i vecchi, di tutelare le donne e gli immigrati?
Non è etico lo Stato che promuove l’amor patrio e la dignità di un popolo e di una nazione, l’uguaglianza e la libertà, la difesa della civiltà e la salvaguardia delle tradizioni?
Lo Stato che interviene contro fumo, alcol e velocità e per l’ambiente e l’educazione civica, non fa campagne etiche?
Non volete chinarlo etico, ma la sostanza non cambia. Quello che chiamate Stato laico è una presa in giro.
O vuol dire Stato tecnico, neutro e asettico come un semaforo, che si occupa solo di questioni condominiali, e questo sapete bene che è assurdo e impraticabile; uno Stato così non servirebbe a nulla.
Oppure si dice laico ma, di fatto, è laicista e sotto l’apparente neutralità, veicola in realtà suoi “valori” etici: quelli del partito radicale di massa, che in tema di vita, morte, aborto, religione, sesso, droga, storia e famiglia, esprime un’ideologia precisa ma si nasconde nelle vesti della laicità. Non prendiamoci in giro.
Arrivo a capire una sola, radicale e coerente obiezione allo Stato etico, interventista e centralista: lo Stato di Natura, ovvero l’avvento dell’anarchia, l’assenza dello Stato, la sua estinzione o abolizione. Ma finché c’è uno Stato vero sarà interventista, centralista ed etico. Meglio dello Stato c’è solo l’anarchia.
Marcello Veneziani (da “Libero”)
www.destradipopolo.net


Lo Stato Etico è l'incarnazione suprema della moralità sociale e promotore del bene comune. Spirito oggettivo assoluto, Dio in terra.
Lo Stato Etico è uno Stato organico, infatti è anti-atomistico e anti-individualista, è un'unione e non un'associazione, una totalità e non un aggregato, un organismo vivente spirituale e non un contratto tra individui o un prodotto artificiale (come quello liberal-democratico).
Lo Stato Etico fonda l'individuo ed è superiore ad esso, in quanto -come diceva Aristotele- il Popolo viene prima dell'individuo.
Mentre secondo la concezione liberal-democratica sono i cittadini a fondare lo stato e a legittimarlo, al contrario secondo la concezione hegeliana è lo Stato che fonda gli individui e li legittima all'interno di Esso.
Gentile, l'ideologo Fascista, si rifece molto a Hegel e allo Stato Etico.


Gentile non c'entra una mazza con lo stato etico di hegeliana memoria, ne rappresenta la negazione più radicale..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.