



Greenpeace denuncia le miniere di Uranio di Areva in Niger
L’Italia, si sa, non possiede giacimenti di uranio sul proprio territorio. Per questo, gli approvvigionamenti del prezioso minerale, oltre che tutto il processo di arricchimento, dovrà essere demandato a società specializzate, magari la stessa che detiene il brevetto dei reattori nucleari ad acqua pressurizzata del tipo di quelli che saranno costruiti in Italia per decisione del governo Berlusconi.
L’Areva, la multinazionale leader a livello mondiale nel campo dell’energia nucleare, posseduta al 90% dallo stato francese, è esattamente questa società, cui gli accordi italo-francesi sul nucleare hanno demandato il business del ritorno al nucleare italiano. Areva è anche – e soprattutto – l’unica azienda presente in ogni attività collaterale alla produzione di energia dall’atomo: miniere, chimica, arricchimento, combustibili, ingegneria, propulsione e reattori nucleari, trattamento, stabilizzazione e stoccaggio delle scorie… tutto Areva. Il colosso francese opera in oltre 40 Paesi, conta quasi 60mila dipendenti e nel 2009 ha fatturato qualcosa come 14 miliardi di euro.
Ebbene, un’inchiesta promossa da Greenpeace, ha denunciato lo sfruttamento da parte di Areva del Niger, uno dei Paesi più poveri dell’Africa, pur godendo di infinite risorse naturali: “Areva – attacca Greenpeace – guadagna miliardi sfruttando le risorse naturali, mentre ogni giorno che passa i nigeriani sono esposti a radiazioni, rischio malattie e povertà“.
Areva aveva “venduto” il suo intervento in Niger come un salvataggio economico per una nazione depressa. Il risultato è che lo staterello sahariano è diventato il terzo produttore al mondo di uranio, ma senza che la sua situazione economica o sociale sia cambiata di una virgola.
Inoltre, l’attività estrattiva che Areva ha messo in piedi nelle miniere di Arlit e Akokan, rappresentano un’attività “distruttiva e mortale” perché – continua Greenpeace – “può avere effetti catastrofici sulle comunità che abitano vicino alle miniere e per l’ambiente per migliaia di anni”.
Un breve monitoraggio scientifico della situazione, compiuto da Greenpeace assieme alla Ong Rotab e al laboratorio francese indipendente Criirad nel novembre 2009, ha dato risultati “inquietanti”: in quarant’anni “nelle miniere sono stati utilizzati 270 miliardi di litri d’acqua, impoverendo la falda e contaminandola”. Nella regione di Arlit, su cinque campioni d’acqua, quattro risultavano contaminati con concentrazioni di uranio sopra il limite raccomandato dall’Oms, mentre in un campione di suolo nei pressi della miniera, uranio e materiali radioattivi erano “100 volte superiori ai limiti normali della regione e oltre i valori internazionali consentiti”, mentre sui banchi dei mercati si vendono scarti di materiali radioattivi, a volte usati dai locali per costruirsi la casa.
L’agenzia governativa che si occupa di monitorare la situazione, nei fatti è “sottodimensionata e con scarsi fondi”, per questo Greenpeace si impegna per promuovere uno studio indipendente su larga scala da parte degli organismi internazionali, oltre a chiedere ad Areva una bonifica completa delle zone interessate.


Ecco la tua ignoranza.
Gli atomi radioattivi non prendono parte alla combustione ma sono gia mescolati nel materiale.
Lo sai che una certa quantità di elementi instabili o radioattivi si trovano anche nel corpo umano e in certi cibi ?
Comunque la stabilita di una molecola è intrinsecamente superiore alla stabilità di un atomo radioattivo. una molecola se non interagisce con altre molecole si può dire eterna, un atomo radioattivo no.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Premesso che bisogna vedere come lavora Areva, e quindi l'inchiesta di Greenpeace può anche essere giusta e intelligente-
Cio significa che gli elementi radioattivi esistono gia nel sottosuolo e che le popolazioni locali con la radioattività dell'uranio ci convivono gia da secoli..
L'Uranio non esce dal cappello ma dalla terra e ritorna dentro la terra, non vedo poi cosi tanto inquinamento.
Ma 1Kg di uranio fornisce l'energia di 15 tonnellate di petrolio. cosa preferisci spostare 1Kg di uranio o bruciare 15 tonnellate di petrolio ?
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
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In Giappone a lavorare nella centrale danneggiata stanno mandando solo volontari. Brutto segno.


Cosa cedi che le piattaforme petrolifere non bruciano ?
I gasdotti non siano pericolosi. ?
Le petroliere che bruciano ci mandano invece i turisti, che si prenotano con mesi di anticipo.
Se in bassa stagione puoi andare a spegnere una petroliera a minor prezzo, sai in alta stagione è difficile trovare un posto su una motopompa.
Poi i minatori del carbone, parlo di quelli occidentali, invece quelli hanno realizzato un sogno nella loro vita, come Fred Flintston che sognava di lavorare in una cava.
LA mortalità dei minatori del carbone occidentale è gia molto superiore alla mortalità dei morti per il nucleare a parità di GWh prodotta.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
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grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
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