Il monopsichismo affermava l'unità dell'intelletto, ma riferendosi all'intelletto agente. Gli averroisti infatti divisero l'intelletto in tre parti: l'Intelletto agente che non è corporeo, e corrisponde del resto all'i.a. aristotelico, e l'intelletto possibile (diviso a sua volta in potenziale e in abito) che è invece corporeo ed è lo sforzo umano tramite la sua sostanza di acquisire la conoscenza. Di fatto i tomisti hanno deviato rispetto al pensiero aristotelico, il quale attribuiva l'Intelletto Agente al motore immobile e che secondo queste premesse non poteva essere di certo molteplice.





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