Ma non si negava l'esistenza dell'intelletto quale attributo divino, semplicemente si riconosceva che un conto è la conoscenza divina, un conto è la conoscenza umana che, essendo l'uomo una creatura, non può essere pari alla conoscenza del Creatore. Per giungere ad una sapienza così alta è necessaria la mistica, che però è stata male interpretata dai posteri come opposta al concetto di sapienza, mentre invece essa n'è un'altissima espressione. Per certi versi, essa rappresenta un ritorno alle "origini" della filosofia, che inizialmente nasce in ambito greco come "mistagogia".
Ma no, guarda che Aristotele nel trattato sull'anima dice proprio che l'intelletto attivo è "separato, impassibile, non commisto". Tant'è che Averroé ribaltò l'esempio che in tal senso aveva fatto Aristotele (quello della luce sui colori) per affermare l'unicità dell'intelletto attivo.Non credo essendo l'intelletto agente assimilabile al motore immobile.





Rispondi Citando
