Non ci si deve curare delle conseguenze a prescinder dalle cause. Se la causa ha valore, lo ha la conseguenza, e negarglielo significa essere nel torto (moralmente) e nel falso (scientificamente).
L'ateismo deve essere criticato in una sola direzione: quella della fondazione scientifica, perchè è questa a giustificare (se avvalorata) o a escludere di diritto (se colta in contraddizione palese) le conseguenze morali, giuridiche, istituzionali, artistiche etc. Se l'ateismo ne esce vincente scientificamente, negare quelle conseguenze significa esser ingiusti e fuori dalla verità: appellarsi alla sconvenienza di esse testimonia che la propria fede è solo la maschera dell'istinto di conservazione e che la propria scommessa spirituale è mero calcolo economico, che nulla ha a che vedere con le belle parole candide di cui ci si riempie la bocca sino a traboccare.




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