Povero Giuanìn, sempre più in basso: dai gesuiti sinistrati della “Civiltà cattolica” agli articoletti antiamericani degli invidiosi del successo saggistico di don Gianni Baget Bozzo…
Per me, che sono cattolico, degne di considerazione sono le affermazioni riguardanti l’America del Vicario di Cristo in terra Benedetto XVI, ma capisco che un settario lefebvriano possa avere punti di riferimento diversi….
“Il Concilio doveva determinare in modo nuovo il rapporto tra Chiesa ed età moderna. Questo rapporto aveva avuto un inizio molto problematico con il processo a Galileo. Si era poi spezzato totalmente, quando Kant definì la “religione entro la pura ragione” e quando, nella fase radicale della rivoluzione francese, venne diffusa un'immagine dello stato e dell'uomo che alla Chiesa ed alla fede praticamente non voleva più concedere alcuno spazio.” “Nel frattempo, tuttavia, anche l'età moderna aveva conosciuto degli sviluppi. Ci si rendeva conto che la rivoluzione americana aveva offerto un modello di stato moderno diverso da quello teorizzato dalle tendenze radicali emerse nella seconda fase della rivoluzione francese.”
“Quanto trovo io affascinante negli Stati Uniti è che hanno incominciato con un concetto positivo di laicità, perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle Chiese di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che aprisse possibilità a tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così è nato uno Stato volutamente laico: erano contrari ad una Chiesa di Stato. Ma laico doveva essere lo Stato proprio per amore della religione nella sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e decisamente laico, ma proprio per una volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che Alexis de Toqueville, studiando l’America, ha visto che le istituzioni vivono con un consenso morale di fatto che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo. È da considerare che in Europa, nel frattempo, sono passati duecento anni, più di duecento anni, con tanti sviluppi. Adesso c’è anche negli Stati Uniti l’attacco di un nuovo secolarismo, del tutto diverso. Tuttavia il fondamento, il modello fondamentale, mi sembra anche oggi degno di essere tenuto presente anche in Europa.”
“Gli americani hanno sempre apprezzato la possibilità di rendere culto liberamente e in conformità con la loro coscienza. Alexis de Tocqueville, lo storico francese e osservatore delle cose americane, era affascinato da questo aspetto della Nazione. Egli ha sottolineato che questo è un paese in cui la religione e la libertà sono "intimamente legate" nel contribuire ad una democrazia stabile che favorisca le virtù sociali e la partecipazione alla vita comunitaria di tutti i suoi cittadini.”
“L’America è anche una terra di grande fede. La vostra gente è ben conosciuta per il fervore religioso ed è fiera di appartenere ad una comunità orante. Ha fiducia in Dio e non esita ad introdurre nei discorsi pubblici ragioni morali radicate nella fede biblica.”
“Questo è ciò che fecero i vostri concittadini per generazioni. Sin dagli inizi, essi hanno aperto le porte agli affaticati, ai poveri, alle “masse che si accalcavano alla ricerca di respirare nella libertà” (cfr Sonetto inciso sulla Statua della Libertà). Queste erano le persone che l’America ha fatto proprie.
Fra quanti vennero qui per costruirsi una nuova vita, molti furono capaci di far buon uso delle risorse e delle opportunità che vi trovarono, e di raggiungere un alto livello di prosperità. In verità, i cittadini di questo Paese sono conosciuti per la loro grande vitalità e creatività. Essi sono pure conosciuti per la loro generosità. Dopo l’attacco alle Torri Gemelle, nel settembre del 2001, ed ancora dopo l’uragano Katrina nel 2005, gli americani hanno mostrato la loro prontezza a venire in aiuto dei loro fratelli e sorelle che erano nel bisogno. A livello internazionale, il contributo offerto dal popolo d’America alle operazioni di soccorso e di salvataggio dopo lo tsunami del dicembre del 2004 è un’ulteriore dimostrazione di tale compassione.”
“Sin dagli albori della Repubblica, la ricerca di libertà dell’America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, basato sulla signoria di Dio Creatore. Gli estensori dei documenti costitutivi di questa Nazione si basarono su tale convinzione, quando proclamarono la “verità evidente per se stessa” che tutti gli uomini sono creati eguali e dotati di inalienabili diritti, fondati sulla legge di natura e sul Dio di questa natura. Il cammino della storia americana evidenzia le difficoltà, le lotte e la grande determinazione intellettuale e morale che sono state necessarie per formare una società che incorporasse fedelmente tali nobili principi. Lungo quel processo, che ha plasmato l’anima della Nazione, le credenze religiose furono un’ispirazione costante e una forza orientatrice, come ad esempio nella lotta contro la schiavitù e nel movimento per i diritti civili. Anche nel nostro tempo, particolarmente nei momenti di crisi, gli Americani continuano a trovare la propria energia nell’aderire a questo patrimonio di condivisi ideali ed aspirazioni.”
“Storicamente, non solo i cattolici, ma tutti i credenti hanno qui trovato la libertà di adorare Dio secondo i dettami della loro coscienza, essendo al tempo stesso accettati come parte di una confederazione nella quale ogni individuo ed ogni gruppo può far udire la propria voce. Ora che la Nazione deve affrontare sempre più complesse questioni politiche ed etiche, confido che gli americani potranno trovare nelle loro credenze religiose una fonte preziosa di discernimento ed un’ispirazione per perseguire un dialogo ragionevole, responsabile e rispettoso nello sforzo di edificare una società più umana e più libera. La libertà non è solo un dono, ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza - quasi ogni città di questo Paese possiede i suoi monumenti che rendono omaggio a quanti hanno sacrificato la loro vita in difesa della libertà, sia nella propria terra che altrove.”
“La democrazia può fiorire soltanto, come i vostri Padri fondatori ben sapevano, quando i leader politici e quanti essi rappresentano sono guidati dalla verità e portano la saggezza, generata dal principio morale, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione. Da ben oltre un secolo, gli Stati Uniti d’America hanno svolto un ruolo importante nella comunità internazionale.”
“L’America si è sempre dimostrata generosa nel venire incontro ai bisogni umani immediati, promuovendo lo sviluppo, e offrendo sollievo alle vittime delle catastrofi naturali.”
“Signor Presidente, cari amici: mentre mi accingo a dar inizio alla visita negli Stati Uniti, voglio esprimere ancora una volta la mia gratitudine per l’invito formulatomi, la gioia di essere in mezzo a voi, e la mia fervente preghiera che Dio Onnipotente confermi questa Nazione e il suo popolo nelle vie della giustizia, della prosperità e della pace. Dio benedica l’America!”
Vanno pure a ripescare un testo che don Giussani scrisse quasi 50 anni fa!Cfr. L. GIUSSANI, "Teologia Protestante Americana"
Nel frattempo il pensiero di don Giussani, come lo stesso magistero cattolico, si è affinato e approfondito: il fondatore di Cl è arrivato a riconoscere negli Stati Uniti d’America il nuovo impero romano, cioè il nuovo katechon, e il suo movimento, dopo l’11 settembre 2001, ha fatto proprio il motto: “Siamo tutti americani!”
Mi fa piacere che tu abbia compianto per don Gianni, il quale, tra l’altro, dopo l’11 settembre 2001, celebrò il Santissimo Sacrificio della Messa con la bandiera americana posta sull’altare….compianto don Gianni Baget Bozzo
L’intera nazione italiana era stata trascinata da Mussolini, senza pietà e senza senno, e nonostante gli ammonimenti del Vicario di Cristo in terra, in una folle guerra contro l’Impero inglese e gli Stati Uniti d’America. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso…non bastava contribuire alla ricostruzione materiale, dopo aver bombardato senza pietà l’intera nazione
Dei bombardamenti effettuati durante la seconda guerra mondiale, alcuni erano leciti, altri no, ma rimane il fatto che la responsabilità ultima degli uni e degli altri va attribuita, come chiarisce il magistero, alla “ingiusta aggressione” totalitaria, in seguito alla quale gli Alleati hanno intrapreso un “bellum justum”.
La ricostruzione spirituale è importante, ma è un compito che spetta alla Chiesa e ai governi locali, più e prima che agli Stati esteri, i quali possono meglio contribuire, generosamente e misericordiosamente, a ricostruire e rilanciare materialmente e economicamente quegli stessi paesi che, dominati da regimi autoritari e totalitari inumani, li avevano ingiustamente aggrediti.ma era necessario anche procedere verso una ricostruzione spirituale.
Pio XII affermava in modo chiaro e esplicito (e niente affatto apparente, come tu hai demenzialmente e ridicolissimevolmente sostenuto nei tuoi messaggi precedenti) che l’opera di ricostruzione materiale operata dagli Stati Uniti d’America e dagli Alleati non era solo positiva, ma “molto lodevole”!
E anche per questo, ad un altro gruppo di americani egli diceva:
“Su di voi e su tutti coloro che portate sempre nel pensiero, e su tutti quelli che aiutano i loro fratelli a risollevarsi da questo disastro, Noi invochiamo la benedizione dell’onnipotente Dio del cielo.”
Da notarsi come già il primo settembre del 1944 il Papa aveva elogiato gli aiuti degli Alleati:
“Invochiamo dai popoli, la cui capacità economica non è stata sostanzialmente danneggiata dalla guerra, di porgere alla popolazione d’Italia, nei limiti del possibile e senza pregiudizio di quanto è dovuto anche ad altre Nazioni egualmente indigenti, quei soccorsi, di cui ha bisogno specialmente nel periodo iniziale della sua rinascita.
Di buon animo riconosciamo ciò che è stato fatto — e sappiamo che ancor più s’intende di fare — in tal senso dalle Potenze alleate, come altresì volentieri apprezziamo gli sforzi compiuti dalle Autorità italiane.”
Le Autorità italiane erano quelle del Regno d’Italia, che combatteva a fianco degli Alleati contro i nazifascisti. Infatti la cosiddetta Repubblica Sociale Italiana non venne riconosciuta come Stato legittimo dalla Chiesa.







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