
Originariamente Scritto da
roundmidnight
Negli Stati Uniti è - giustamente - grave perché il bilancio è l'essenza del capitalismo. Il capitalismo, sostanzialmente, dovrebbe favorire l'incontro tra capitali e competenze, tra lavoro e imprenditoria, tra risparmio e investimenti. Nel capitalismo si diventa soci, creditori, si partecipa alle sorti dell'impresa (come nel caso della cogestione tedesca).
Chi investe i propri risparmi in un'impresa, anche come piccolo socio, chi presa i soldi ad un'impresa, chi lavora in quell'impresa, ha però diritto di conoscere come sta andando quell'impresa, se sta guadagnano o perdendo, se è bene amministrata, quanto, in generale, può partecipare al progresso economico comune.
Se tutto questo viene meno (per falso in bilancio, per cattiva gestione, corruzione, per annullamento dei minimi diritti partecipativi dei soci), viene meno l'essenza stessa del capitalismo, che diventa affare di pochi e per pochi e favorisce unicamente un capitalismo malato. C'è un libro di Zingalese intitolato "Salviamo dal capitalismo dai capitalisti".
Ebbene, l'Italia ha una delle peggiori normative in materia di reati societari. In Italia, si può fare, impunemente, tutto. Concretamente, non è possibile perseguire nulla: falso in bilancio; creazione di fondi esteri; insider trading; arricchimento degli amministrativi a danno della società e degli azionisti.
Manca una normativa anticorruzione e una normativa antidiscriminazione.
Naturalmente, tutto questo non può che favorire pochissimi e danneggiare tutti gli altri. Ma come si può pensare che possano mai decollare i fondi pensione, per esempio, se chi gestisce le società o gestisce i fondi pensione stessi può fare tutto quello che vuole? Come si può attirare investimenti stranieri?
Eppure tutto questo è stato fatto anche con il consenso delle vittime.