





E sarebbe un disastro per l'intera umanita', perche' il progresso economico (e quindi anche il benessere e le risorse per aiutare gli altri) si ottiene perseguendo l'utilita' (cioe' il profitto), non istituzionalizzando la donazione a favore di chi ci fa compassione.
No, tu fai l'errore di IMPORRE la tua visione al di sopra delle scelte economiche individuali. Il problema e' che l'homo economicus (che non si puo' cancellare, perche' desideri e soddisfazione sono sentimenti INDIVIDUALI) non esclude la possibilita di associarsi e aiutare gli altri volontariamente.E non è solo una mia opinione. Vedi, tu fai l'errore di vedere l'uomo come homo economicus, quando invece l'uomo è un homo socialis. La teoria che sia possibile modellare il comportamento dell'uomo supponendo che nelle sue azioni egli cerchi sempre il suo vantaggio economico è ormai stata confutata. Per quanto riguarda lo stato: una democrazia fortemente referendaria ridurrebbe l'apparato statale.
Invece la tua visione IMPONE la sottrazione della liberta' di scelta individuale a favore di decisori collettivi per il solo fatto che sei convinto (a torto) che la scelta finale sarebbe piu' altruista (bah).
Il risultato sarebbe insieme la perdita della liberta' e del benessere. Non e' un caso che nei regimi collettivisti si sia contemporaneamente poveri e oppressi.


Ma cosa vuoi che imponga io? Mi sono limitato a descrivere la realtà che già esiste e in modo molto approssimativo alcuni meccanismi che la governano. È un'illusione credere che in piccole comunità autonome ci sia più libertà. Anzi è il contrario, nelle piccole comunità il controllo psicologico e morale sui membri, cioè l'influenza sociale, è molto più forte.











